Me ti fest

Lontano dalle luci e dal caos cittadino, presso il parco dei Camaldoli, si è tenuto il Me-Ti fest, il primo festival dello Spazio Me-ti: due serate di concerti dove si sono esibiti artisti di calibro internazionale quali i Congos, un duo formato da Cedric Myton e R Zee Jackson, accompagnati dai Napoli Rockers Syndacate, ed i Silicon Dust, insieme a MC2C, Miss Criss e Atomic Tags.

Abbiamo partecipato e documentato la serata di venerdì 12 settembre e le nostre impressioni sono più che positive.

Iniziamo col dire che c’è stato un ottimo riscontro di pubblico. Non siamo in grado di fornirvi una stima precisa delle presenze, anche perché era abbastanza difficile contarci con la nebbia, ma le gradinate che danno sul palco erano stracolme di gente festante. A differenza di quanto accade solitamente ai concerti, però, non c’erano barriere tra artisti e persone comuni. Eravamo tutti lì, l’uno accanto all’altro, senza distinzioni. Si stava bene perché ognuno aveva rispetto per il vicino, senza la necessità che qualcuno ci ricordasse come ci si comporta in comunità e cosa è giusto fare. Siamo stati bene ed in armonia con la natura circostante. Qualcuno potrebbe avere difficoltà a crederci, ed invece è così. E questo lo si deve a chi si è speso per mettere in piedi questa iniziativa. Per cui ci sembra non solo opportuno ma necessario spendere due paroline sulle realtà Spazio Me-Ti e Me ti fest:

Spazio Me-Ti (il cui nome si deve all’opera di Bertolt Brecht “Me-Ti – Il libro delle svolte”) è un insieme di collettivi che si propone di dar vita ad un progetto comune,uno spazio autogestito dove ognuno può condividere le proprie idee, proporre iniziative, sostenere le tante lotte che vengono portate avanti. E’ un modo diverso di concepire e vivere l’aggregazione, la socialità, la cultura. Questi ragazzi sono, e vogliono essere in maniera ancor più incisiva, un punto di riferimento per chi in città lotta quotidianamente contro un “sistema” che di spazi non ne concede più.

Il Me-ti Fest nasce sì dalla voglia di farsi conoscere, ma soprattutto dall’idea che osando insieme si possa davvero cambiare questo mondo. E noi ci auguriamo che quest’evento sia solo un altro passo uno verso un futuro migliore.

 

Salvatore D’Ambrosio