Rockalvi Festival VII edizione

Centinaia le persone che hanno preso parte all’iniziativa promossa dall’associazione “Camilla la stella brilla”, da anni impegnata in attività volte a raccogliere fondi per sostenere le cure di bambini affetti da patologie rare. “Genitori Terapeutici” è il nome del progetto a cui saranno destinati gli introiti raccolti: progetto che si prefigge di sopperire alle numerose carenze strutturali ed economiche del nostro sistema sanitario, per donare una speranza a quei genitori che quotidianamente lottano per strappare un sorriso ai loro bimbi. Musica e solidarietà, quindi, a Napoli: Ecco cos’è la settima edizione del Rockalvi festival, evento svoltosi venerdì 26 e sabato 27 settembre nel piccolo anfiteatro del Parco dei Camaldoli.

In cartellone un programma di tutto rispetto. Accanto a giovani emergenti hanno suonato alcuni tra gli artisti più interessanti del panorama indipendente. Due giorni all’insegna della buona musica: Rock, folk ed elettronica ad allietare le serate di chi non si è lasciato scoraggiare dalle condizioni climatiche.

Nella serata di venerdì, a riscaldare l’aria gelida del parco ci hanno pensato subito i ragazzi de “La bestia CARENNE”, giovani musicisti di grandi prospettive. Interessanti i testi, piacevoli i suoni. In circolazione da qualche anno, hanno all’attivo un EP autoprodotto “Ponte” e sono pronti a stupirci ancora con la pubblicazione del loro primo disco previsto per fine ottobre.

E’ toccato poi ai Plastic Made Sofa, band bergamasca dalle sonorità “seventy”, non far rimpiangere chi li aveva preceduti sul palco. E devo ammettere che ci sono riusciti alla grande. Apprezzati per il loro rock psichedelico e visionario, sono riusciti a coinvolgere il pubblico in un viaggio estremamente delizioso. Per chi come me non li conosceva sono stati davvero una bella scoperta. A dicembre torneranno a trovarci. Non fateveli scappare!

Ed arriva il momento clou. Salgono sul palco gli attesissimi Bud Spencer Blues Explosion, una delle realtà più importanti del panorama indie italiano – probabilmente la più forte attualmente in circolazione. Adriano (voce e chitarra) e Cesare (batteria) si divertono e fanno divertire. Con il loro rock hanno varcato le frontiere nazionali calcando palcoscenici come Seattle e New York. Non poco per un duo in circolazione dal 2007 che si è affermato attraverso le esibizioni live in giro per l’Italia. E questi ragazzi dal vivo sono davvero strepitosi: suonano, cantano e infiammano la serata con pezzi di pregevole fattura, confermando di avere qualità artistiche non indifferenti.

La prima giornata si è conclusa con l’elettronica degli ELEM, formazione composta da Marco Messina (99posse), Emanuele Errante (Dakota suite), Fabrizio Elvetivo e Loredana Antonelli, che hanno fatto danzare i presenti fino a notte inoltrata.

La serata di sabato si è aperta con l’esibizione del giovanissimo Antonio Manco, promettente cantautore napoletano, che si è messo in mostra con alcuni brani decisamente significativi. Nelle sue canzoni c’è la rabbia di chi non vuol restarsene in disparte a guardare, la denuncia di uno stato di cose insopportabili. Ma c’è anche ed ancora la speranza che qualcosa possa cambiare. Buoni testi accompagnati da suoni interessanti sono la miscela di questo talentuoso artista partenopeo. Bella scoperta anche lui!

A seguire sono entrati in scena i Platonick Dive, trio livornese dalle potenzialità assurde che, nel giro di pochi minuti, ci ha fatto sobbalzare dalle nostre sedute per trasportarci in terre molto lontane da qui. Un’esperienza sensoriale davvero unica. Hanno all’attivo un album, “Therapeutic Portrait”, ed un remix dello stesso uscito a fine 2013. Ci piacerebbe dirvi qualcosina in più su questi giovanotti, ma ci risulta difficile persino ascriverli ad un determinato genere musicale. In ogni caso, ci piace parlare delle loro musica come di un’esplosione sperimentale che va a fondersi con sonorità post rock. Una cosa pazzesca, insomma. Decisamente da seguire anche loro.

Dopo una breve pausa, dovuta ad un piccolo black out, sono saliti sul palco “un fricchettone, uno zingaro e due nani, di cui uno calvo”. Un’insolita formazione battezzata per l’occasione Ballads & Wine, ovvero il connubio tra Ballads (Alfonso Bruno Fofò e FrancescoDi Bella) e Tarall&wine (Dario Sansone dei Foja e Claudio Domestico, in arte GNUT). Tutti insieme per una nobile causa. Si sono esibiti in alcuni pezzi dei rispettivi repertori, ed è stato un trionfo di musica ed amore. Amore e riconoscenza dimostrata da Sansone & co nei confronti di un artista, Francesco Di Bella, che viene considerato come colui che ha tracciato la strada per le nuove generazioni di cantautori napoletani. Una festa nella festa, conclusasi con l’ingresso anticipato di Riccardo Sinigallia, ospite di punta della serata, che si è esibito insieme al quartetto in “canto pe’ nun suffrì”, ultimo brano in scaletta. E’ toccato al cantautore romano continuare ad emozionare gli astanti. Compito per la verità riuscitogli egregiamente. Be’, non poteva essere altrimenti. Sinigallia è un signore che non avrebbe bisogno di presentazioni, se non fosse per il fatto che nell’immaginario collettivo viene ricordato quasi esclusivamente per l’esperienza dei Tiromancino. In realtà, Riccardo è forse il più grande cantautore ancora in circolazione. Negli ultimi 10 anni ha pubblicato 3 dischi uno meglio dell’altro. Per non parlare delle varie collaborazioni passate con artisti del calibro di Gazzè e Fabi, per i quali ha firmato la maggior parte dei rispettivi grandi successi (parlo di canzoni come “Cara Valentina”, “Una musica può fare” e “Vento d’estate” per il primo, e “Dica”, “Capelli”, “Rosso” e “Lasciarsi un giorno a Roma” per il secondo). Insomma, per uno così gli elogi non sarebbero mai abbastanza. E fortunato è il popolo del Rockalvi che ha potuto ammirarlo dal vivo.

L’ultimo artista ad esibirsi è stato Alex Paterson, che con la sua musica ha concluso il programma di questa fantastica edizione.

In conclusione, doverosi sono i ringraziamenti a Peppe Guarino e il suo staff, per la professionalità dimostrata nella scelta degli artisti e per l’impegno sociale che portano avanti da anni, all’associazione “Camilla la stella che brilla” e a tutti coloro che nel loro piccolo hanno contributo a rendere quest’evento uno straordinario successo.

 

Salvatore D’Ambrosio