“I padroni della festa”

Ammetto di essere stato scettico finora sulla bontà del progetto che ha come protagonisti Fabi, Silvestri e Gazzè. L’ascolto dell’album non mi ha entusiasmato: alcune canzoni buone fanno da specchietto per un disco che, nel complesso, non è nulla di eccezionale. Un’operazione di marketing, non diversa dalle altre viste nel corso degli anni. Hanno ceduto anche loro alle lusinghe del dio denaro, mi son detto al momento dell’ascolto. Eppure, insieme ad altri pochi artisti, il terzetto romano rappresenta la nuova espressione del cantautorato italiano – lontana anni luce dalle generazioni che li hanno preceduti, sia ben inteso -, non banale e scontato come quello a cui vorrebbero ci abituassimo. Peccato!

Tuttavia, al di là del giudizio sull’album, lo spettacolo a cui ho assistito ieri sera ha minato fortemente le convinzioni che avevo maturato in precedenza.

I tre sono legati da sentimenti puliti, da un’amicizia che va oltre la semplice collaborazione artistica. Lo si capisce dagli sguardi d’intesa e dai sorrisi sinceri scambiatisi durante l’esibizione. Certo, avranno pure preparato qualche siparietto per divertire il pubblico, ma l’emozione no, quella non la puoi programmare così a tavolino. Ed infatti gliela si leggeva chiara in faccia. Emozionati ed allo stesso tempo felici.

Il concerto è iniziato con un palco “ridotto”, creato ad hoc per ricordare al pubblico – ma anche a sé stessi – chi sono e da dove sono partiti. Hanno eseguito 4 brani: uno del nuovo disco (Alzo le mani) e tre successi personali. Poi, d’improvviso, è venuta giù la mini struttura e sono entrati in scena gli altri musicisti. Tutti amici (tra cui nomi importanti del panorama indipendente italiano come Roberto Angelini e Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion).

Con una scenografia minimalista – presente sul palco solo un maxi schermo alle spalle dell’orchestra, dove sono stati proiettati vari filmati, tra cui alcuni video amatoriali del passato che ritraggono i tre giovanissimi – lo spettacolo è proseguito per quasi tre ore ininterrotte. Anche qui ad un pezzo nuovo sono stati alternati classici di repertorio, che hanno riscosso notevole gradimento tra il pubblico. Pubblico che si è letteralmente scatenato, saltando e cantando, su brani come “Vento d’estate”, “Gino e l’alfetta” e “Una musica può fare”. Ma allo stesso tempo commosso, soprattutto in occasione di “Mentre dormi”, eseguita da un Fabi particolarmente preso. Simpaticissima poi la sfida canora, sul brano “l’avversario”, tra il pugile Max, campione in carica, e l’aspirante al titolo Nicc. Il match, sotto la supervisione dell’arbitro Silvestri, ha visto gli atleti sul ring suonarsele di santa ragione – naturalmente a colpi di successi (Dica, l’uomo più furbo del mondo, etc). E poi tante, tante, emozioni che hanno reso la serata un evento unico.

Potersi ricredere, per il sottoscritto, è stata un’esperienza positiva che si somma alla piacevole serata trascorsa. Per cui, se siete stati frenati, scoraggiati o non avete avuto modo di farlo ancora e avete la possibilità, consiglio vivamente di seguirli in tour. Ne vale la pena!

I padroni della festa sono stati qui e ci hanno lasciato in dono uno scrigno di gioie preziose.

 

Salvatore D’Ambrosio

 

“I padroni della festa” ultima modifica: 2014-11-29T12:30:32+00:00 da Salvatore D Ambrosio