Peter Gabriel – Unipol Arena di Bologna

Venerdì sera, nella pessima (come acustica) cornice dell’Unipol Arena, si è tenuta l’ultima imperdibile data italiana del Back to front tour di sua maestà Peter Gabriel, che da due anni celebra in giro per il mondo i fasti di “So”, mitico album del 1986, con la sua line up originale.

Lo show si apre alle 20.30 con Peter Gabriel in persona che, con il suo consueto garbo ed in un dignitosissimo italiano, annuncia il pre-show acustico delle due talentuose “coriste” – anche se è molto riduttivo chiamare così qualsiasi cantante che presta la propria opera in un tour di Peter Gabriel – Jennie Abrahamson e Linnea Olsson.

Arrivati al dunque, alle ore 21.00, Peter ci illustra lo svolgimento trifasico del concerto: un intenso antipasto acustico (troppo breve per la scrivente che avrebbe voluto “servirsi” di più), un primo piatto elettrico annunciato dalla amatissima Digging in the dirt ed, infine, il pasto principale, l’imponente ed energica ri-proposizione dell’intero “So”, acclamatissima dal pubblico presente. Chiude lo show un bis (l’ammazzacaffè?) con le distorsioni elettriche di “the tower that ate people” che letteralmente inghiotte dall’alto Peter (unico momento scenografico spettacolare) e l’emozionante “Biko”, da sempre brano molto sentito da Gabriel (che lo dedica ai recenti e tristi fatti messicani) e dal suo pubblico.

Le mie Impressioni 

C’è poco da aggiungere alla descrizione di un concerto quasi privo di difetti: la magnifica voce (con qualche calo dovuto alla salute, pare) e presenza scenica di un artista che invecchia bene come pochi, nonostante certe passate funamboliche performance fisiche non siano più possibile a causa dell’età; una line up eccezionale e ben oliata (per chi non lo sapesse ancora, stiamo parlando di Tony Levin, David Sancious, Manu Katché e David Rhodes); una atmosfera di complicità generale sopra e sotto il palco che ti riconcilia con il mondo.

La messa in scena è povera (soprattutto rispetto ad altri tour di zio Peter) ed “operaia”: le luci vengono portate sul palco da tecnici mascherati e tenute da inquietanti bracci metallici che seguono Gabriel ed i suoi musicisti insieme alle telecamere che ne proiettano le immagini ravvicinate dei volti sugli schermi; una coreografia inquietante che fa da curioso contraltare alle miriade di telefoni, telecamere e fotocamere esibite dal pubblico in questo come in un qualsiasi concerto dell’era del web 2.0.

Posso solo concludere con un verso di “don’t give up”: <<rest your head/ you worry too much/ it’s going to be alright/ when times get rough/ you can fall back on us/ don’t give up/ please don’t give up>>; mai come in questi tempi bui di recessione un invito a non mollare ed a fare “squadra”.

Grazie Peter per le tue splendide parole e le tue magie sonore, ci sentiamo tutti come Kate Bush – vale a dire avvinghiati a te – dopo stasera.

 Cristina Sirignano

Peter Gabriel – Unipol Arena di Bologna ultima modifica: 2014-11-22T12:25:43+00:00 da Redazione