Stephane Hessel: “Indignatevi” e non arrendetevi

Sin dalle prime pagine di “Indignatevi”, di Stephane Hessel, edito da Add, si comprende immediatamente quale sia lo spirito che anima l’autore di questo pamphlet. Audace e combattivo, nonché ex partigiano, Hessel ha sempre lottato affinché valori inalienabili quali, l’uguaglianza, la giustizia e la libertà, fossero una prerogativa di ogni essere umano.

INDIGNATEVI! 

Creare è resistere

Resistere è creare 

Il mio augurio a tutti voi, a ciascuno di voi, è che abbiate un motivo per indignarvi. È fondamentale. Quando qualcosa ci indigna, come a me ha indignato il nazismo, allora diventiamo militanti, forti e impegnati. 

Il libro in Francia, ma anche in altri paesi, tra i quali l’Italia, è diventato un caso editoriale nell’anno della sua pubblicazione (2011 ) per le migliaia di copie vendute. Ed è stato scritto alla veneranda età di 93 anni! Da subito è diventato il manifesto per i tanti movimenti libertari di questi ultimi tempi, dagli “Indignados”, in Spagna, a” Occupy wall street”, a New York. 

Graffiante quanto basta per stimolare accesi dibattiti, Hessel incita le nuove generazioni a non arrendersi di fronte alle ingiustizie ed ai soprusi d’ogni sorta.

Stephane Hessel 

Ma chi è Stephane Hessel ? Conoscere la sua vita è fondamentale per capire, poi, perché ha scritto questo piccolo saggio.

Nato a Berlino da genitori ebrei, arrestato due volte, è riuscito ad evadere dai campi di concentramento nazisti ed evitare la morte certa, con fughe rocambolesche, degne dei migliori film d’azione. Dopo la liberazione, è stato diplomatico in Francia, presso il ministero degli esteri francese, nonché membro del congresso delle Nazioni Unite ed ha partecipato alla stesura della Dichiarazione dei diritti universali dell’uomo nel 1948.

Una vita, la sua, che definire piena è estremamente riduttivo. Egli ci invita a vivere il nostro tempo in maniera costruttiva, agendo attivamente nella società. Ognuno di noi è chiamato alla responsabilità, alla militanza attiva, a vivere da partigiani. Mi sembra di sentire l’eco di Antonio Gramsci in ”Odio gli indifferenti!”.

Nel libro ripete spesso ”Cercate e troverete i molti motivi per indignarvi”. Il divario tra ricchi e poveri non è mai stato così significativo come in questi ultimi tempi; il trattamento riservato agli immigrati, ai sans papiers, ai rom, le pessime condizioni di lavoro che ridicolizzano tutte le conquiste fatte nel dopoguerra, sono solo alcuni dei tanti motivi che dovrebbero innescare la nostra indignazione.

I media, dal canto loro, divengono sempre più un mezzo di propaganda e non di cultura ed informazione. ”Continuiamo ad invocare una insurrezione pacifica contro i mass media, che ai nostri giovani propongono il consumismo di massa, il disprezzo per i più deboli, la competizione ad oltranza di tutti contro tutto”. 

Hessel, inoltre, dedica anche spazio alla martoriata Palestina, visitata più volte come diplomatico, affermando che il terrorismo è inaccettabile; ad esso contrappone una non violenza attiva e non una violenza anti-violenza. Egli, nel citare Martin Luter King e Nelson Mandela, spiega come il loro messaggio, oggi più che mai, sia estremamente attuale. 

Indignatevi

“Indignatevi”, andrebbe letto non fosse altro per il fatto che, alla fine del libro, è riportato il testo integrale della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, approvato, poi, nel dicembre del 1948 dall’Assemblea delle Nazioni Unite. Quanti di noi lo conoscono? Credo in pochi.

È un testo dichiarativo e non giuridico, ma fondamentale per la presa di coscienza dei diritti inalienabili di milioni di persone sottoposte a discriminazione e sottomissione in ogni parte del mondo. 

Hessel, nel rivolgersi ai giovani, suoi interlocutori preferiti, dice: ”L’indifferenza è il peggiore di tutti gli atteggiamenti. Comportandoci in questo modo, perdiamo una delle componenti essenziali dell’essere umano. Una delle sue qualità indispensabili: la capacità di indignarsi e l’impegno che ne consegue”. Un vero cambiamento è dunque possibile, senza per questo sembrare utopisti o sognatori. Come? Passando dall’indifferenza all’indignazione, quel moto d’animo che risveglia le coscienze e ci rende capaci di reagire.

  

Milena Del Prete

 

 

Stephane Hessel: “Indignatevi” e non arrendetevi ultima modifica: 2015-05-16T19:58:52+02:00 da Redazione