Bruno Bavota, il pianista Mediterraneo

Bruno Bavota è un giovane pianista napoletano che, con caparbietà, si sta facendo strada nel mondo. Lo sta facendo con la semplicità che lo connota, con l’eleganza di un ragazzo perbene cresciuto in una città difficile e piena di contraddizioni come Napoli. Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente qualche mese fa, in occasione di una manifestazione (Piano City) tenutasi in città, in un concerto per pochi intimi a casa sua.

La cosa che subito mi ha impressionato di questo giovanotto è la sua naturalezza. Non c’è artificiosità nella sua opera, non c’è separazione tra uomo ed artista. Le sue canzoni sono vere e sincere perché Bruno è così come si presenta: pulito, onesto e pieno di sentimenti. Quegli stessi sentimenti che è riuscito a racchiudere nelle sue canzoni.

Ha all’attivo 3 dischi – Il pozzo d’amor (2010); La casa sulla Luna (2013); The secret of the sea (2014) – ed è in procinto di pubblicarne un altro. È prevista, infatti, per il 25 maggio l’uscita di “Mediterraneo, lavoro nato da un’esperienza particolare che egli stesso ci racconta in questa breve intervista. 

Si è da poco concluso il tuo tour in Giappone. Vuoi raccontarci che tipo di esperienza è stata? 

Il Giappone è un posto magnifico. Da piccolo sognavo di andarci, perché da sempre affascinato da una cultura e un modo di vivere completamente diverso da quello Occidentale. Non avrei mai pensato di raggiungerlo portando la mia musica. Tutti i posti dove mi sono esibito avevano una loro peculiarità, e la cosa più gratificante è stata l’attenzione del pubblico. Avevo anche imparato qualche parola in giapponese, giusto per presentarmi e vedere i loro volti contenti. È stata una spinta in più per dare tutto me stesso durante i concerti – sono un popolo davvero meraviglioso, gentile e disponibile. Sono stati loro ad emozionare me. 

Mediterrano da scoprire

Il 25 maggio sarà pubblicato “Mediterraneo”, il tuo ultimo lavoro discografico. L’album è frutto di un particolare esperimento fatto a casa. Ce ne vuoi parlare? 

Era una fresca sera di Settembre e c’era una Luna bellissima, avevo da poco scritto un nuovo brano – “Who loves, lives” – approfittando di quell’immensa luce che entrava dalla finestra. Decisi di spegnere la luce e suonare completamente al buio. La mia stanza ha un ampio balcone dal quale posso godere appieno della luce non artificiale. Così chiusi gli occhi ed iniziai a suonare. Mi emozionai subito, piansi anche…quel pianto che io definisco positivo, lacrime di commozione per qualcosa che ti da calore avvolgendoti completamente. Ecco, sentii di voler comunicare quella precisa emozione a chi avrebbe ascoltato quel brano o l’intero disco, ed ho cercato di riproporla sia nei concerti dal vivo che in studio. 

Perché “Mediterraneo”? C’è di mezzo il rapporto con il mare? 

Mediterraneo non ha nulla a che fare con il mare. Mediterraneo vuol dire calore, la fiamma dell’anima, quella che ci tiene vivi. Mediterraneo vuol dire luce, la luce nel cuore, l’unico bagliore in grado di illuminare la notte. Mediterraneo è amore, inteso nel suo senso più alto, di amore cosmico, qualcosa che unisce e non fonde. Mediterraneo è condivisione, l’atto naturale che ci rende umani e permette di abbracciarci gli uni con gli altri. Mediterraneo è inseguire…inseguire sogni, attese, contese, ma soprattutto inseguire la verità, intesa come compimento del proprio canto unico. 

Il cambio d’etichetta porterà delle variazioni di genere? Musicalmente che tipo di album dobbiamo attenderci? 

Lo stile dell’album è sicuramente neoclassico, anche se si possono trovare delle influenze post rock in alcuni brani. Le tracce sono 11 e credo segua la scia dei lavori precedenti, anche se mi sento di affermare che, da subito, l’ho avvertito completo. Non mi era mai successo di sentire completo un mio album, c’è stata sempre qualche composizione che non mi convinceva fino in fondo. Questa volta, invece, ogni brano ha una sua storia ben precisa e una sua emozione unica e diversa dalle altre. Il rapporto con l’etichetta è meraviglioso, seguivo da tempo le loro uscite discografiche ed ho pensato di scrivergli. Dopo aver ascoltato il disco, hanno subito deciso di produrlo occupandosi di ogni singolo aspetto. Il disco uscirà in due edizioni: un’edizione standard ed una deluxe. Consiglio vivamente di fare un giro sul loro sito per dare uno sguardo ai meravigliosi packages che realizzano! 

Prossimi Impegni? 

Sto cercando di organizzare una presentazione del nuovo album a Napoli in un luogo molto suggestivo. Spero di darvi presto buone notizie. Sarò in tour a Novembre per portare in giro il mio nuovo lavoro e potrebbero esserci nuove date a breve.

 

Salvatore D’Ambrosio

 

Immagine di copertina: Linda Russomanno

Salvatore D Ambrosio

"Alto, grosso e con la barba. Il capo della baracca è un buon gustaio, e non potrebbe essere altrimenti per un amante del bello come lui. Un Bud Spencer prima che abbandonasse la dieta!"