Il “Goodnight Festival” al quartier generale della felicità

La felicità è una scelta dell’anima, una decisione consapevole volta ad annientare le storture quotidiane; è quel moto del cuore che riaccende l’istinto primordiale di sopravvivenza insisto in ognuno di noi. È un tempio che edifichiamo negli anni, un investimento a rate sulla nostra esistenza, non qualcosa che ci piove addosso all’improvviso. Felicità è autoderminazione, azione e reazione. 

In questa direzione si è mosso lo staff dello SMAV di Santa Maria a Vico disegnando, con la prima edizione del “Goodnight Festival” – atto conclusivo di una stagione esaltante -, un angolo di pace per gli amanti della buona musica. Un Festival pensato appositamente per tutti coloro i quali non hanno rinunciato all’idea che si possa fare aggregazione anche in un territorio martoriato come il nostro. Una Campania Felix 2.0, fatta di musica, cultura e soprattutto legalità. 

La rassegna si è svolta sabato 13 giugno nel parcheggio antistante la struttura che ospita lo SMAV, dove è stato allestito un palco degno delle grandi occasioni. Una maratona musicale di 10 ore che ha visto esibirsi alcuni tra i gruppi indie più indie del momento. 

Ci siamo presentati ai cancelli all’incirca verso le 17:00. All’ingresso attendiamo qualche minuto insieme ad un piccolo gruppo di ragazzi già pronto a fare baldoria. Una volta dentro, siamo proiettati nel vivo dell’evento dagli organizzatori. Il primo contatto è cordiale, amichevole. Alessandro ed i ragazzi dello staff ci accolgono con calore facendoci sentire come a casa. Preoccupano un po’ le condizioni climatiche, ma fortunatamente sono solo nuvole in transito. 

Spazio agli Emergenti

Sul palco si prova. Sono le 18:00 ed è quasi tutto pronto per quello che può considerarsi un ricco aperitivo prima dell’abbondante cena. Ad aprire il mega concerto, infatti, è prevista l’esibizione di una serie di talenti nostrani approdati alla finale dell’Insomnia music contest 015 – progetto nato nel 2010 e da quest’anno confluito in Emergenze Indie.

Alle 18:30 circa, a dare il via a questa maratona musicale ci hanno pensato gli accattivanti Snooze, band dalle accentuate sonorità alt-rock con incursioni che spaziano dal prog all’elettronica di matrice radioheaddiana . Dei tre brani proposti, sono rimasto piacevolmente colpito da Maestà, composizione che da sabato pomeriggio è stabilmente presente nella playlist della mia testa. A seguire si sono presentati sul palco gli Effe16, aerei militari dalle sembianze umane. L’impostazione rock della band ed un frontman molto vivace hanno da subito fatto breccia nel mio cuore, richiamando alla mente, in particolare con Falsi Eroi, i miei amati Litfiba.

Altra piacevole scoperta sono stati i PoveroAlbert, gruppo casertano che ha chiuso il cerchio delle esibizioni targate Insomnia. Anche qui i richiami a Thom Yorke & friends sono facilmente individuabili; tuttavia è difficile stabilire se si tratti di una via seguita o una semplice influenza. Healing Skies la mia preferita.

In definitiva, i tre gruppi hanno dimostrato di essersi guadagnati questa occasione con sacrifici e sudore, e già tutto questo ci ha reso felici. 

Dopo un piccolo intervallo, salgono sul palco del Goodnight Festival i malinconici Malmö, band dalle sonorità post rock accompagnate dalla delicata voce di Daniele Ruotolo. I quattro casertani lasciano decisamente il segno con un’esibizione breve ma intensa che può riassumersi in una strofa de il principio di Archimede: “È più semplice di quanto immagini, certi brividi non puoi descriverli con parentesi metaforiche”. Sembra l’indicazione esatta di ciò che sta per accadere di lì a poco.

Da questo momento in poi, prima e dopo ogni esibizione dei “big”, interviene l’energico dj set di Irene Ferrara a tenere il pubblico carico e caldo, rendendo l’attesa più lieve.

 Gli headliner

Nicolò Carnesi

Sono le 21 quando entra in scena Nicolò Carnesi, primo ospite della serata. Penelope, Spara!, Ho una galassia nell’armadio e L’ultima fermata – definita l’ennesima canzone triste, giusto per continuarsi a farsi del male – danno il via all’esibizione del cantautore siciliano.

C’è poi un attimo di pausa e di confronto con il pubblico. Chiede “Come state?”, si sente rispondere “Bene!” ed aggiunge “ Questo è il Goodnight Festival, dovete stare bene per forza, non c’è altra scelta!”. Si riparte con Proverbiale, seguita da Illuminati che descrive con esattezza lo stato delle nuove generazioni: “disintegrati dalla tv, reintegrati dai social network”. Ed ancora Moleskine, prima del momento antiromantico di Levati, ovvero come vendicarsi con le buone maniere.

Si ferma di nuovo per interagire con i presenti, fa i complimenti ai ragazzi dello Smav e dice: “Io sono di Palermo ed uno spazio così non ce lo abbiamo. Non voglio fare retorica, voglio fare canzoni!”, “Mentre cantavo ho visto dei ragazzi che si baciavano. Non era il caso. Questo è il momento adatto, prendete gli accendini”… e via con Numeri ed i conti che non tornano mai. Mentre canta che “da qualche parte c’è una lacrima che cambia gli eventi”, accanto a sorrisi e sguardi soddisfatti, giù dal palco si scorge qualche ragazzina in lacrime.

Siamo arrivati alla conclusione, Medusa ed Il Colpo sono gli ultimi due brani in scaletta prima di salutare i fan e lasciare il posto al prossimo artista.

Frattanto che Irene provvede ad accendere gli animi delle centinaia di presenti, alcune persone, incuriosite forse dai suoni, decidono di sostare l’auto sulla strada sovrastante il parcheggio per godersi lo spettacolo dall’alto. La cosa non passa inosservata e pronto è l’intervento della sicurezza a scongiurare spiacevoli epiloghi. 

Il pan del diavolo

Alle 22:00 circa, con un inequivocabile Non ci saranno ballads in questo set”, si presentano i ragazzi de Il pan del diavolo. Le intenzioni sono chiare e difatti si parte subito a raffica con una serie di pezzi che generano buon umore tra i presenti. Si salta, si ride e si scherza sulle note di Scimmia urlatoreColtiverò l’ortica, Sono all’osso e I peggiori. Un attimo di pausa per rifiatare prima di riprendere a saltare.

A differenza di Carnesi, Pietro e Gianluca hanno un approccio riservato e allo stesso tempo diretto nei confronti del pubblico. Non amano perdersi in chiacchiere, preferiscono andare al sodo affidando la comunicazione alle loro canzoni. Ed è per questo che ti ritrovi a riflettere nell’instante in cui passano veloci le note di LiberoFolkrockaboom: “Sapessi quante volte tu terrai stretti i denti per essere libero e vero…stacca i piedi da terra per restare libero e vero”, “Qui non ci sono capi, non ci sono professori, ci sono solo dittatori della musica, del lavoro, dell’anima”.

Ancora una piccola pausa ed ancora ringraziamenti agli organizzatori per l’impegno profuso nella realizzazione di questo evento. È soprattutto grazie allo sforzo di questo gruppo di ragazzi se lo spettacolo offerto può essere considerato come un evento unico nel suo genere, qui, in provincia di Caserta. “Da quando sono nato ho sempre viaggiato, stavo cercando il mio posto nel mondo” e l’ho trovato allo SMAV! Pertanto, Piombo, polvere e carbone e Mediterrano segnano la fine dell’esibizione del duo siciliano. 

Fast animals and slow kids

Il terzo gruppo a salire sul palco del Goodnight Festival è il quartetto perugino dei Fast animals and slow kids. Aimone, Jacopo, Alessandro ed Alessio si presentano con un ritornello che udiremo spesso nel corso dell’esibizione: “Salve a tutti, noi siamo i Fast animals and slow kids e veniamo da Perugia”.

La band è venuta allo SMAV con in testa un solo obiettivo: sfasciare tutto. Un’ora di puro delirio, caratterizzata da pogo frenetico e stage diving improvvisi da parte del frontman. Uno spettacolo divino! Calci in faccia, Il mare davanti e Combattere l’incertezza sono i pezzi d’apertura di una scaletta che ha generato il caos più totale tra la folla. Balli nevrotici, urla e braccia tese al cielo sfociano in un respiro di sollievo al termine di ogni esecuzione.

Un irresistibile ed energico fuoco vitale anima i presenti. Senza nessuna interruzione, in un discorso continuo, come in una battaglia senza tregua, scorrono le note di Gusto e Come reagire al presente. Aimone è un vero e proprio animale da palcoscenico. Ma anche i suoi compagni non sono da meno. Sono indemoniati, un fiume in piena che non puoi arginare. “Questa sera non ce ne andiamo fin quando non ci sanguina la gola”. E’ una promessa.

E con Te lo prometto si apre la seconda fase dell’esibizione: “Finora abbiamo scherzato, ma adesso qui davanti esplode il bordello!”. E via con Troia, Farse e Maria Antonietta. Poi una pausa, un attimo di respiro prima di essere invasi dai brividi de Il vincente, la struggente ballata da cantare con lo sguardo rivolto alle stelle. Canzone per un abete parte II e A Cosa ci serve sono due degli ultimi tre pezzi eseguiti. Ma prima c’è il momento dei saluti: “Abbiamo macinato 2600 km, mangiato rustichelle per essere poi qui a questa mega festa di chiusura dello SMAV. Salve a tutti, noi siamo i Fast animals and slow kids e veniamo da Perugia”. Fine della storia, tutti giù dal palco. 

La mezzanotte è passata da un po’ e lo spettacolo sta per volgere al termine. Il peso della giornata inizia a farsi sentire un po’ per tutti. Giovani e meno giovani provano a rilassarsi alla meglio accomodandosi a terra o ai tavoli posti in un angolo dall’area parcheggio. E mentre sul palco i tecnici preparano la scena per l’ultimo dei 4 concerti in programmazione, una fata bionda mette le ali al tempo con la sua selezione musicale. 

Lo Stato Sociale

Ci siamo! Il momento tanto atteso è giunto. Alle 00:40 fa il suo ingresso in scena Lo Stato Sociale. Chi può cerca di guadagnare spazio tra la folla per sistemarsi quanto più vicino possibile al palco. Si inizia con La felicità non è una truffa e Piccoli incendiari non crescono.

Già dalle prime note, però, si intuisce che qualcosa va storto. Ci sono problemi con l’audio. I ragazzi provano a suonare un altro pezzo (Sono così indie) ma nulla, il problema rimane. Sul palco si guardano, sono un po’ scocciati della cosa. Tuttavia, cercano di sdrammatizzare con un sorriso: “ C’è una sorta di sabotaggio in atto…ma noi ci proviamo comunque”.

Proseguono mascherando bene la tensione nell’esecuzione di Forse più tardi un mango adesso e C’eravamo tanto sbagliati. Poi si fermano. È necessario un intervento dei tecnici. Il concerto viene sospeso per risistemare gli impianti luci ed audio. Passano alcuni minuti. Si riparte con Quello che le donne dicono ma i problemi permangono. L’esibizione è compromessa.

Lodo Guenzi si rivolge ai fan amareggiato: “Abbiamo avuto un po’ di sfiga oggi in una mega festa come questa. Ma voi siete eccezionali, vi sento cantare come se nulla fosse. E sono eccezionali anche i ragazzi dello SMAV a cui va il nostro sentito ringraziamento. Non siate rabbuiati, dei problemi ce ne sbattiamo!

E allora via dritti fino alla fine, tutto di un fiato, in barba agli ostacoli. In successione passano Ladro di cuori col bruco, La musica non è una cosa seria (dedicata a Giulia e Daniele), Mi sono rotto il cazzoIn due è amore in tre è una festa, Abbiamo vinto la guerra, Io te e Carlo Marx, Cromosomi. Fine. L’orologio segna le 02:00. Qualcuno va via, altri restano per il dopo show. 

 Considerazioni finali

Prima di lasciarvi, ritengo doverose e necessarie alcune considerazioni finali: Innanzitutto, è bene dirlo chiaramente che non basta qualche problemino tecnico ad inficiare l’ottimo lavoro di un gruppo straordinario. Gli sforzi e l’impegno profuso nell’organizzare un festival così grande, a Santa Maria a Vico – provincia di Caserta -, non possono di certo passare in secondo piano.

Sicuramente non è piacevole suonare in determinate condizioni, come non lo è per chi ascolta. Ne sono consapevoli gli artisti – che hanno manifestato, prima e dopo l’evento, piena solidarietà nei confronti dei ragazzi dello SMAV – e dobbiamo esserne consapevoli tutti. Ci sono dei valori dai quali non si prescinde. Ed il “goodnight festival” è un insieme di valori che non ha eguali sul nostro territorio, è un atto rivoluzionario in un terreno incoltivabile e non semplicemente la conclusione di una stagione esaltante.

Prendiamone atto e portiamo a casa il buono che alcune persone hanno deciso di produrre. Grazie di cuore ragazzi per le emozioni regalateci.

 

  

Salvatore D’Ambrosio

Salvatore D Ambrosio

"Alto, grosso e con la barba. Il capo della baracca è un buon gustaio, e non potrebbe essere altrimenti per un amante del bello come lui. Un Bud Spencer prima che abbandonasse la dieta!"