“Un amore” di Dino Buzzati

“Un amore”, scritto nel 1959 da Dino Buzzati e pubblicato per la prima volta da Arnoldo Mondadori editore nel 1963, è un romanzo del tutto insolito rispetto alla produzione letteraria dell’autore, sia per il tema trattato, sia per la tecnica narrativa. In esso Buzzati utilizza il monologo per analizzare il conflitto interiore di un uomo maturo, quasi cinquantenne, attratto irresistibilmente da una giovane e spregiudicata prostituta. 

Il protagonista, Antonio Dorigo, è uno stimato ed affermato architetto le cui giornate, tutte uguali, trascorrono divise tra lavoro e weekend con gli amici. Benestante e di bella presenza, non è mai riuscito ad avvicinare una donna in vita sua e ad instaurare un rapporto di confidenza con lei perché per lui ”la donna, forse a motivo della sua educazione familiare, gli era parsa sempre come una creatura straniera”. Egli preferisce avere solo rapporti occasionali a pagamento senza alcuna implicazione sentimentale. Per questo motivo frequenta con regolarità la casa di appuntamenti della signora Ermelina dove conosce Adelaide, detta Laide e, per la prima volta in vita sua, si innamora. In preda a questo nuovo sentimento, tutti gli schemi della sua ordinata vita borghese, costruita in anni di duro lavoro, saltano inesorabilmente. E’ completamente avulso dalla realtà. Dirada gli appuntamenti di lavoro e con gli amici di sempre; i giorni e le notti si alternano senza che se ne renda minimamente conto, né riesce più a dormire tanto è incessante e totale il pensiero di lei. E’ avvinto da questa ragazzina disinibita, neanche tanto bella, dal corpo minuto ed acerbo che dimostra ancor meno dei suoi vent’anni. Laide lo ha stregato, ma è la sua ancora di salvezza, un antidoto alla solitudine, alla vecchiaia e al costante pensiero della morte. 

Buzzati è un maestro nel descrivere i personaggi. Il suo stile asciutto e raffinato non lascia spazio a smancerie o a parole di troppo. Può permettersi il lusso di virare dalla prima alla terza persona con grande disinvoltura nel descrivere i moti interiori dei personaggi che rappresentano, apparentemente due mondi inconciliabili. Antonio, non sottrae Laide al suo destino. Le convenzioni sociali a cui è saldamente ancorato, glielo impediscono: è innamorato, ma continua a trattarla come una prostituta. Laide, invece, è più coerente alla propria natura selvaggia; è una creatura libera e dissoluta, dal passato difficile e da sempre anaffettiva. Attendiamo l’epilogo. Ci sarà lo scacco. Arriverà, pensiamo. E invece no. Questi due mondi, inaspettatamente, troveranno un punto di incontro. In un’atmosfera sospesa tra passato e futuro, tra frustrazioni e speranze , l’Amore che distrugge e risolleva, è degno di essere vissuto. Sempre.

 

Milena Del Prete

 

 

Cenni autobiografici sull’autore

Nasce a S. Pellegrino il 16 ottobre 1906 nei pressi di Belluno. Sin dalla giovinezza si manifestano i temi, gli interessi, le passioni alle quali resterà fedele per tutta la vita: la poesia, la musica, il disegno la montagna. Dal 1928 intraprende la carriera di giornalista al Corriere della sera per il quale sarà inviato speciale ad Addis Abbeba nel 1939 e cronista di guerra sull’incrociatore Fiume. Tra le sue opere più conosciute: “Barnabo delle montagne” ”Il segreto del bosco vecchio”, ”Il deserto dei tartari” e “Sessanta racconti ”con cui vince il premio Strega nel1958. Muore a Milano nel 1972