“Alzate gli occhi, la fotografia vi sta guardando” – PIWY

Giorni fa, camminando in giro per Napoli mi sono imbattuta in delle enigmatiche foto attaccate in giro. Pensavo si trattasse di una caccia al tesoro o qualcosa di simile. Non capivo molto, ma la cosa certa era che mi mettevano allegria. Grazie a Facebook sono riuscita a risalire all’autore anonimo ed al suo curioso progetto. Ero impaziente di scoprirne qualcosa in più e così ci ho fatto una lunga chiacchierata.

Il progetto si chiama Piwy (lo potete trovare sia su facebook che su instagram) ed è nato dall’idea di un giovane fotografo napoletano. Procediamo per gradi:

Chi c’è dietro l’obiettivo?

 Ci sono 4 occhi. Il “progetto”, che io definisco più un gioco, è nato un paio di anni fa. Vedevo cose che mi ricordavano volti: sorridenti, stupiti, arrabbiati… li stampavo e li attaccavo in giro. Da qualche mese, grazie al supporto della mia compagna, anche lei fotografa, il gioco è diventato qualcosa in più. Abbiamo deciso di creare una pagina facebook e un account instagram.

 E come ha preso il via questo gioco?

 All’inizio tappezzavo il centro storico, poi ho portato le foto in viaggio con me: in alcune città d’Italia e poi anche in Germania! Ormai non me ne separo più, ho sempre qualche PIWY nello zaino.

 Quindi continui a vedere facce?

 Si! è grave? Eheheheh! Continuo a vederle, fotografarle e collezionarle.

 Non credo, soprattutto perchè trovarle incuriosisce molto. A proposito…quale obiettivo ha questo tuo progetto?

 Bella domanda! Non me lo sono mai chiesto seriamente. Mi piace far sorridere. Spesso le attacco sui pali ad altezze minori in modo da agevolare la vista ai bambini.

 Considerando che spesso la gente va di corsa o ha la testa sullo smartphone, direi che i PIWY sono un bell’invito a guardarsi attorno

 Decisamente, e senza dubbio è chi guarda i PIWY che da senso al progetto, che di suo è solo un qualcosa di ludico.

 Li attacchi e poi? Non ti incuriosice sapere le reazioni?

 All’inizio li attaccavo solo, poi ho cominciato e vedere le reazioni delle persone senza farmi notare. Ovviamente non sempre posso trattenermi, però quando ripasso cerco di vedere se il PIWY è stato preso o spostato. La fine peggiore che possano fare credo sia il non essere notati, il restare sul muro o essere tolto durante una “pulizia” stradale. La reazione più bella invece è quella di incuriosire, quella di fare sorridere e stimolare. Io stesso quando cammino per strada e li incrocio in posti dove non ero presente durante l’affissione sorrido e comincio ad immaginare. In Germania, per esempio, mi colpì molto un bambino che le guardò incantato, ovviamente non le prese, era nel passeggino, ma sorrise molto. Abbiamo creato le pagine social anche per questo, per capire che fine facessero, ho scoperto che molti li collezionano, una ragazza ne ha ben 5 attaccati al frigo!

 Come mai sulle foto non c’è nessun riferimento ai social? sono numerate e firmate, ma nessun riferimento a PIWY

 Non nascondo che ultimamente, da quando siamo anche più costanti nell’affissione, ci stiamo domandando se non sia il caso di lasciare un riferimento. Ma in realtà ci piacerebbe di più creare la viralità dal social per ricercare il PIWY e non il contrario. Vorremmo spingere le persone a guardarsi intorno per trovare il PIWY, non vorremmo che la gente ci passasse davanti con lo sguardo basso sullo smartphone per guardare la pagina.

 Dicevamo che sei fotografo. Come vivi la fotografia e come inserisci nel tuo percorso questi scatti?

Sì, sono un fotografo pubblicitario. Purtroppo il mio lavoro mi spinge, quasi sempre, a mettere sotto forma di immagini l’idea di qualcuno. I PIWY mi fanno tornare bambino, cacciano il lato ludico della fotografia. Infatti li scatto con quello che capita: cellulare, reflex, un paio anche in pellicola.Non mi interessa ci sia tecnica fotografica o una reale qualità.

 Mi incuriosisce il nome: la fotografia ti sta guardando. Sarebbe interessante capire cosa pensa e cosa avrebbe da dirci

 Vorrei valesse da monito. Nella presentazione sulla pagina si legge la frase: la fotografia ti guarda, non trattarla male. Siamo circondati da immagini, si abusa di fotografia. Oggi siamo portati a non dare più un valore estetico alle cose, devono essere quasi sempre funzionali a qualcosa e questo vale anche per le immagini. Nella storia del visivo non è sempre stato così. Vorrei che le persone sapessero di sentirsi libere, di poter interagire come meglio credono con i PIWY. E un’ultima cosa, ultima ma fondamentale: tengo molto all’ambiente e alla mia città e vorrei venisse staccato il gommino che uso per attaccarli 😉

  Che altro dire… guardatevi intorno, cercate i Piwy, vi cambieranno la giornata. Provare per credere!

 

 

 

Tiziana Teperino