Costellazioni Amleto: buona la prima al teatro Bellini di Napoli

Costellazioni Amleto è andato in scena martedì 23 febbraio al teatro Bellini di Napoli

Arriviamo nella sala intima e suggestiva del Piccolo Bellini alle 21.15 puntuali. Gli attori sono già lì sul palco a creare la giusta atmosfera di attesa e curiosità. Pochi minuti e i riflettori illuminano lo studio di psicoterapia dove si svolgerà tutta la vicenda. Arriva Amleto, interpretato da un bravissimo e trascinante Orazio Cerino. Un protagonista profondamente umano, un ragazzo dei nostri tempi. Sopraffatto dal dolore per la morte del padre e dalle circostanze che accompagnano la triste perdita, decide di chiedere aiuto ad un professionista. 

La vicenda si dipana con ritmo incalzante e con un giusto pizzico di angoscia sotto i nostri occhi. La dottoressa propone ad Amleto la tecnica delle costellazioni familiari per risolvere i suoi problemi ed elaborare il lutto. Le Costellazioni, attraverso la messa in scena dei legami familiari, permettono di esplorare e di acquisire consapevolezza riguardo contenuti inconsci che interferiscono nella nostra vita e generano disagio. 

A supporto di Amleto entrano in scena altri quattro “clienti”/attori che, con i loro conflitti e le loro nevrosi, si mettono in gioco per accompagnare il giovane nel difficile viaggio alla scoperta delle proprie radici. La situazione si complica quando si viene a sapere che, per mano di non si sa chi, sono sparite le chiavi e sono rimasti chiusi dentro lo studio. La tensione sale, i tratti caratteristici dei personaggi si acuiscono, l’energia aumenta e non resta altro da fare che affrontare le Costellazioni Amleto. 

Il commento

Uno spettacolo sicuramente attraente per gli addetti ai lavori, ma appassionante per tutto il pubblico. Le analisi psicologiche e psicoanalitiche sul personaggio shakespeariano non si risparmiano dai tempi di Freud, ma a questa nuova versione scritta e diretta da Giovanni Del Prete va sicuramente dato il merito di averne data una lettura attuale e disillusa, che avvicina gli spettatori al dramma e permette di empatizzare con la storia del giovane principe di Danimarca.

 

Tiziana Teperino

Tiziana Teperino

Cofondatrice del progetto, a Tiziana piace entrare nel cuore delle cose. Quando si alza dalla sua poltrona di psicologa "sui generis", si cimenta nella fotografia. La trovate sottopalco o in giro per musei con una fotocamera al collo. La sua passione è l'arte in ogni forma come possibilità di conoscere e incontrare l'umanità che rappresenta, con la speranza di trovare nuovi punti di vista per raccontare gli eventi.