“Psicopatologia della vita quotidiana – tre nevrotiche allo specchio”

Domenica 13 marzo siamo stati al Te.Co. per assistere allo spettacolo “Nevrotika vol. 1-2-3”, pièce teatrale tutta al femminile scritta e diretta da Fabiana Fazio – in scena insieme a Valeria Frallicciardi e Giulia Musciacco. 

Il Te. Co. – Teatro di Contrabbando è una giovane realtà attiva sul territorio napoletano da alcuni anni, un luogo immaginato come avanguardia della resistenza, come forma pacifica di contrasto all’imbarbarimento culturale e morale della civiltà occidentale. Lo spazio è ricavato da una cantina di un condominio sito in via Diocleziano, nel quartiere Fuorigrotta, e può accogliere una cinquantina di persone circa. 

Lo spettacolo è impostato con una scenografia essenziale: sul palco tre sgabelli, un box contente tutto l’occorrente alla messa in scena dell’opera e due luci. Si inizia al buio. In un clima intimo ed in un silenzio quasi religioso una voce registrata introduce il tema del “disagio esistenziale”. Le luci si accendono e sugli sgabelli compaiono le attrici. 

Tre storie che raccontano forme diverse di nevrosi: c’è la “malata immaginaria”, un’ipocondriaca in cerca di un attimo di gloria che si danna per l’ostile fato; la “scema”, una donna senza arte né parte con forti difficoltà a raggiungere coscienza di sé; ed infine “l’innamorata dell’amore”, cronicamente alla ricerca dell’uomo giusto e sempre sopraffatta dagli eventi. Il campionario dei tipi umani è sicuramente molto più ampio di quello rappresentato, purtuttavia il messaggio è chiaro sin dal principio: ciascuno sa come rendersi la vita un inferno e non sembra esserci altra soluzione che continuare lungo questa strada. 

La nevrosi, estremizzata fino al ridicolo, ha permesso al pubblico di immedesimarsi, riflettere e venire a contatto con le proprie debolezze senza rifiutarle. Il coinvolgimento è stato quasi totale. Con un ritmo serrato ed un’interpretazione senza sbavature, Fabiana, Valeria e Giulia hanno piacevolmente impressionato i presenti – alleggeriti dal potere catartico della messa in scena teatrale – che le hanno salutate con scroscianti applausi.

Uno spettacolo che merita grandi fortune e palcoscenici sempre più prestigiosi. Glielo auguriamo di cuore! 

Da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, tanto che alla superficie della felicità salgano solo bollicine, come sul pelo dell’acqua; gli si dia di che vivere, al punto che non gli rimanga altro da fare che dormire, divorare dolci e pensare alla sopravvivenza dell’umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano vi giocherà un brutto tiro, per pura ingratitudine, solo per insultare. Egli metterà in gioco persino i dolci e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e fantastico elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità...” – Fëdor Mikhailovič Dostoevskij.

Immagine di copertina di Tiziana Teperino

“Psicopatologia della vita quotidiana – tre nevrotiche allo specchio” ultima modifica: 2016-03-14T18:21:17+00:00 da Tiziana Teperino