“La Buona Uscita” di Enrico Iannaccone

La Buona Uscita

La Buona Uscita

La Buona Uscita sarà in sala a partire da giovedì 5 maggio 2016 il film d’esordio di Enrico Iannaccone, regista del cortometraggio “L’esecuzione” (2012), già vincitore del David di Donatello nel 2013. Il film è stato presentato nelle sale del cinema Hart, a via Crispi, martedì 3. Dopo la proiezione si è tenuto un incontro con il regista Iannaccone, Gea Martire e Marco Cavalli, due attori protagonisti, e il produttore Luciano Stella.

Quando è stato pubblicato “Gomorra”, opera prima di Roberto Saviano, nel 2006 non si parlava d’altro. Tutti erano entusiasti del fatto che finalmente qualcuno avesse avuto il coraggio di denunciare ciò che avviene a Napoli e dintorni mettendolo nero su bianco. Come Saviano,  anche Iannaccone è stato coraggioso a mettere su pellicola una realtà italiana  scomoda che nessuno ha mai avuto il coraggio di affrontare. 

La Buona Uscita – Il fim

Ne La buona uscita ci troviamo di fronte alla Napoli bene, la Napoli alta dei soldi, dell’imprenditoria. Ma anche della profondissima povertà, perché laddove c’è ricchezza c’è sempre qualcuno che sprofonda e chiede aiuto. Marco Macaluso è un ricco imprenditore al quale piace crogiolarsi nella bella vita che non ha guadagnato col sudore della fronte. Ha qualche vizio, come il cibo e le donne, di cui una in particolare: Lucrezia Sembiante.

La Buona Uscita” è la storia grottesca e feroce della giovane borghesia napoletana, ricca e strafottente, cinica e asociale.

“La Buona Uscita” è, in sintesi, la storia grottesca e feroce della giovane borghesia napoletana, ricca e strafottente, cinica e asociale. Parla delle persone, della loro sfacciataggine mai sommessa, della cattiveria gratuita e delle strategie atte a fuggire. Il che ci conduce direttamente al punto focale della storia: durante l’incontro con il regista, lo stesso ha insistito molto sul concetto di libertà, inteso come fuga vigliacca o coraggiosa accettazione di sé in quanto, sul finire, Marco e Lucrezia, due facce della stessa medaglia, concluderanno la vicenda l’uno scappando con spregiudicata vigliaccheria, e l’altra riemergendo dopo essere atterrata inesorabilmente negli inferi delle proprie insicurezze. La “buona uscita”, appunto, un modo per evadere dalla propria realtà, per fuggire dall’imminenza di un arresto o per evitare di sprofondare di nuovo. 

Gea Martire, a proposito della complessità del suo personaggio, ha detto: “In genere è sempre interessante ritrovarsi dinanzi a queste donne forti che io mi ritrovo spesso a interpretare a teatro: donne forti, di grande temperamento, di grande carattere; è bello ritrovarsi dinanzi alle fragilità. Le fragilità appartengono proprio alle persone di carattere: solo persone decise, solo persone estremamente intelligenti possono vivere delle crisi che sono devastanti ma che poi ti fanno diventare più ricca, più complessa, con più sfaccettature”. 

La fotografia, dai colori quasi pastello, ricorda vagamente Paolo Sorrentino. Le inquadrature sono sempre aperte, così come il mare sembra quasi oceano. Ogni dettaglio è perfettamente studiato sempre per dare allo spettatore il gusto finale di libertà che poi è il senso ultimo dell’intera pellicola.

Distribuito da Microcinema, “La Buona Uscita” conta nel cast anche Enzo Ristucchi, Pino Iadenza, Gennaro Maresca, Luca Saccoccia, Peppe De Vincentis, Rita Corrado, Pasquale Fernandez, Umberto Longobardi, Giovanna Viaggiano Rossi, Gianluca Cammisa, Francesca Romana Bergamo. Di certo un inizio, per Iannaccone, molto promettente.

 

 

Lorenza Carannante

“La Buona Uscita” di Enrico Iannaccone ultima modifica: 2016-05-03T18:51:16+02:00 da Redazione