“ ‘O culore d’e pparole” al Teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei, dall’8 al 15 luglio

Dall’8 al 15 luglio, al teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei, L’Accademia Vesuviana del Teatro propone “ ‘O culore d’e pparole”, rassegna teatrale giunta alla nona edizione che si svolgerà con la rappresentazione di spettacoli di autori classici e  contemporanei come Roberto Piumini, Giambattista Basile, Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo, Paul Bilhaud, Alexandre Bisson e George Feydeau.

“ ‘O culore de pparole”- dice Gianni Sallustro direttore dell’Accademia – vuole essere un momento per  dare un particolare significato al colore della parole, al colore della voce, al colore dei gesti, al colore dei pensieri su cui hanno tanto sperimentato gli allievi. Un colore difficile da definire  perché è qualcosa  di astratto, di non tangibile; è sentimento, emozione, adesione, critica, commento, ragionamento, è la ricerca di quello che c’è sotto  le parole, sotto i comportamenti ed i ragionamenti. Con la recitazione le parole possono essere colorate, ma questa coloritura non deve essere mai artificiosa, ma sempre e comunque motivata. Solo in questo modo si potrà portare a galla l’io interiore degli allievi”

Si comincia Venerdì 8 Luglio con “C’era una volta……lo cunto de  li cunti”, un lavoro nato dalla commistione tra l’opera “Lo cunto de li cunti” di Giambattista Basile e “il cuoco prigioniero” di Roberto Piumini. in cui la fiaba è protagonista e dove le prelibatezze culinarie dello chef Totò Sapore si fondono con le storie ed i personaggi della “Gatta Cenerentola” e di altri ‘cunti’ di Basile. 

Si prosegue sabato 9 luglio con la “Serata Eduardiana”  con i due atti unici di Eduardo De filippo: “Quei figuri di trent’anni fa” e “Gennareniello”. “Gennariniello”, commedia breve apparentemente inconsistente nella trama e leggera per le figure comiche di Tommasino e della sorella zitella di Gennaro, è un’opera intrisa da una profonda melanconia dell’autore nei confronti di quegli uomini che, sempre attratti dalle grazie femminili e dalle lusinghe della giovinezza, non si rassegnano al passare del tempo e vivono in una famiglia che – essi pensano – non li circonda dell’amore e della considerazione che desidererebbero.  “Quei figuri di trent’anni fa”, inveceracconta una serata nel “Circolo della caccia”, nome fittizio che serve da copertura per una casa da gioco clandestina, gestita da don Gennaro Fierro fidanzato di Peppinella (da lui chiamata “Sciù Sciù”), una donna che vive, insieme alla madre, Assunta (la “marchesa madre”), nel Circolo. 

Lunedì 11 Luglio andrà in scena un classico del teatro“Tre pecore viziose”  di Eduardo Scarpetta. La commedia, scritta nel 1881, si delinea nel più tipico stile del comico napoletano, che scrisse moltissime opere teatrali con un unico obiettivo: far ridere ad ogni costo, cercando di sfuggire alla mediazione del pensiero, assolutamente convinto che solo l’ilarità potesse offrire all’uomo l’occasione per difendersi dalla routine arida del vivere quotidiano, che annulla i sogni e le aspirazioni di ognuno.  

Mercoledì 13 Luglio il teatro del malinteso, della gelosia e del tradimento tra marito e moglie, marito e amante tipici di George Feydeau diventano gli ingredienti de “L’amore è una cosa meravigliosa”; eventi assurdi, occasionali, peripezie varie, scatenano situazioni comiche paradossali, in cui i personaggi vengono coinvolti in innumerevoli colpi di scena al limite del surreale. 

Giovedì 14 Luglio  sarà la volta di “Gelosie e tormenti” di Alexandre Bisson, autore francese dotato di fervida fantasia comica che scrisse da solo o in collaborazione circa 60 commedie. Napoli 1750. Il povero Felice è vittima dall’ossessiva gelosia della moglie Gemma e delle sue continue scenate a seguito delle quali, sistematicamente, litigano per poi abbandonare entrambi la casa fino a sera. Pensano di approfittarne, per poter uscire indisturbati, i loro camerieri  che, a loro insaputa, spruzzano di profumo il povero Felice sperando che questo scateni le ire di Gemma. Ed il litigio esplode proprio nel momento in cui giungono per il pranzo i fratelli  di Gemma con le loro promesse spose e la loro zia, Suor Redenta. Da qui in avanti ne accadranno di tutti i colori.

Conclude la rassegna, venerdì 15 Luglio “Le pillole d’Ercole”, scritta nel 1904 dai commediografi francesi Charles Maurice Hennequin e Paul Bilhaud. La storia gravita attorno a due medici, uno dei quali ha inventato la pillola di Ercole, un portentoso ritrovato della medicina, estremamente afrodisiaca. Ma cosa potrebbe succedere se la pillola venisse utilizzata per vincere una scommessa?  

Tutti gli spettacoli inizieranno alle ore 20:30 e saranno ad ingresso gratuito.

L’Accademia Vesuviana del Teatro, diretta da Gianni Sallustro, è una scuola di recitazione teatrale e cinematografica  che si propone di  dare ai giovani e ai meno giovani  un’occasione per esprimere le loro qualità, coltivare le loro passioni. E’ un’eccellenza del territorio campano ed è stata premiata dalla Polizia di Stato per il lavoro svolto sulla legalità, dalla Norman Academy con la medaglia Aurata al merito e inserita nella Biblioteca digitale sulla camorra e Cultura della Legalità dell’Università degli Studi di Napoli  Federico II con lo spettacolo “Mater Camorra”.