EVA (Evil Victims Arise) – Far Enough

Quest’estate sono andato a prendere il mio amico alla stazione di Lamezia Terme, “Devo fare un servizio!”, mi ha detto al telefono, ed io dovevo accompagnarlo.

Io, d’estate, atterro ogni anno per le vacanze sulla Costa degli Dei, che sarebbe quel tratto di litorale, 55 Km circa, che parte più o meno da Pizzo Calabro, passa per Tropea ed arriva fin dalle parti di Nicotera. Ci vado ogni anno, anche solo per un fine settimana, è la mia patria d’adozione, e lui lo sapeva.

Io ero la persona più vicina al luogo del suo appuntamento.

Lo vedo scendere dal treno regionale che ha preso per risparmiare ed è arrivato con un’ora di ritardo, mi viene incontro con l’inseparabile custodia per chitarra a tracolla, mi abbraccia e neanche il tempo di chiedergli come sta che mi comunica che dobbiamo partire subito, destinazione Nardodipace, un paesino di mille anime, terra di megaliti, sperduto tra i boschi della Sila.

Ora sappiate che il mio amico è sempre stato un tipo molto particolare ed in mille faccende affaccendato, ed un suo appuntamento misterioso, in Calabria, in un paesino sperduto sulla Sila, poteva significare o trasformasi in qualunque cosa. Neanche il tempo di caricare l’esiguo bagaglio nel cofano della Panda ed allacciarmi la cintura di sicurezza che già stavo immaginando gli scenari più apocalittici, da uno scambio di valigette per una partita di erba rossa di Calabria, alla firma di un contratto per la gestione estiva di un B&B ascetico, dall’acquisto della ricetta segreta dello Chartreux fornita da monaci redenti ad una semplice partecipazione alla sagra del porcino organizzata dalla parrocchia.

Stavamo dalle parti di Serra San Bruno quando il mondo come adesso lo conosciamo ci ha improvvisamente abbandonato. Niente più segnale in modulazione di frequenza, zero tacche sul cellulare e pacchetto di sigarette vuoto. Anche il navigatore aveva iniziato a dare segni di squilibrio indicandoci come unica strada possibile un viottolo sterrato che si arrampicava su per una collina con annesso segnale di pericolo, in alternativa un dirupo. Proseguiamo, ricalcola, la vocina femminile del navigatore mi dice stizzita: o tiri fuori le palle ed attraversi il fiume che hai di fronte o “vaffanculo”, vi lascio qui e me ne vado in pensione ai Caraibi. E così è stato.

Stavamo brancolando nel buio quando finalmente lo stereo inizia a dare nuovamente segni di vita auto sintonizzandosi come per magia su una radio locale che stava sparando a palla un pezzone punk dalle chitarre malate di un gruppo che non avevo mai sentito prima. Un gruppo americano avevo supposto. Faceva tanto California.

In pratica stavamo navigando a braccio sperduti sulla Sila quando quella canzone energetica c’ha dato una bella scarica di adrenalina, risvegliando il mio cervello dal torpore catalettico in cui era caduto e facendomi pensare di chiedere al pastore che ci aveva bloccato la strada per far transitare il suo gregge di capre dove ci trovavamo e come dovevamo fare per raggiungere la nostra meta. Dieci dittonghi, venti aspirate ed una serie di geroglifici ai quali non ho saputo dare una spiegazione e finalmente sapevo cosa fare. I detti antichi non sbagliano mai: “Chi ten ‘a lengua va in Sardegna!

I ragazzacci trasmessi dalla radio locale stavano suonando easycore, un punk-rock-melodico con chitarre tendenti al metal, per intenderci un punk melodico alla Offspring o Green Day ma forse più Tyrannical Governement e Bad Religion, non so dirvi con più precisione ma mi erano piaciuti tantissimo.

Oggi ho scoperto che quei ragazzacci sono gli “EVA”, che sta per Evil Victim Arise, e che non sono americani ma di Siderno, in provincia di Reggio Calabria, e che da poco sono usciti con il loro nuovo disco “Far Enough”, etichetta This Is Core.

L’ho sempre saputo che la Calabrifornia nascondeva un animo punk!

Gli EVA non sfigurerebbero né ad una festa in una megavilla con piscina sulle colline di Hollywood, con ragazze in costumi succinti che ballano bevendo champagne e schizzandosi acqua, né tantomeno ad un megaconcerto sulla spiaggia dalle parti di Venice Beach tra tizi tatuati in canottiera ed Harley Davidson parcheggiate allineate e coperte.

Comunque, tornando alla missione segreta del mio amico, doveva solo vedere da vicino una chitarra che aveva contrattato su internet prima di procedere all’acquisto. Ognuno ha le sue malattie. Ma vi assicuro che sono andato bene anch’io. La mamma del venditore ci ha preparato pappardelle ai funghi porcini e salsicce piccanti alla brace sul focolare. Sulla Sila fa freschetto anche in piena estate. Per concludere, siamo tornati a casa sani e salvi, la signorina del navigatore ultimamente fa meno la scontrosa, il mio amico ha una chitarra nuova ed io dico grazie agli EVA.

Domenico Rega