Isole Minori Settime – Elemosina

Le Isole Minori Settime sono come un piatto ben riuscito.

Si sa che a Napoli cucina e musica vanno di pari passo, si mangia bene e si suona meglio, e così, seguendo a tratti la scia della tradizione musicale napoletana colta, con qualche variante presa dritta dritta dal ricettario del cantautorato italiano, troviamo nella loro musica una ricetta ben riuscita.

Ingredienti per tre persone, come i fondatori del gruppo: trecento grammi di Sergio Caputo scolato al dente, “Ombrelli, amori ridicoli e tante belle cose”, “L’uomo in ¾”, un pizzico di Concato “Lune storte”, una spolverata di Bennato qui e là, e per finire l‘ingrediente segreto, che poi tanto segreto non è ma sarà quello che provvederà ad amalgamare il tutto rendendo il piatto speciale: un abbondante studio dell’arte di Euterpe e dell’indie pop all’italiana.

Sono e resteranno comunque loro l’ingrediente principale, tre ragazzi con esperienze diverse che decidono di diventare una cosa sola, napoletani così upper class, così distanti dalla parte più abusata dai media, spensierati eppure, come si evince dai testi delle loro canzoni, perennemente inseguiti dai problemi. I loro problemi non sono però quelli di “Gomorra” e dei “Gomorroidi”, già elencati da una folta schiera di loro colleghi “stringimicrofono”, ma sono gli stessi dei ventenni di cui cantano, i problemi di una intera generazione apparentemente “fancazzista” e per troppo tempo tenuta in disparte dalle istituzioni, una generazione che, nonostante tutto :l’incertezza, la mancanza di fiducia, l’assenza di opportunità, continua a vivere e sognare. Ed è appunto quello che fanno anche i nostri tre “eroi”, attraverso le loro canzoni, tra le mura e le strade di una città magica, una città dalla quale riescono ad estrarre sempre nuova linfa vitale, a trovare ispirazione, e nella quale possono vivere gioie infinite e dispiaceri complessi.

Probabilmente quella in cui si muovono le Isole Minori Settime è la parte meno incasinata e anche la più sponsorizzata, ma a ben vedere è cosa buona e giusta che ogni tanto ci sia qualcuno che parli o canti anche di una realtà diversa da quella che si vuole sempre e forzatamente attribuire alla bella Napoli. E’ importante che ci sia qualcuno che aspiri al rinnovamento e che sia disposto ad esporre alle masse anche l’altra faccia della stessa medaglia, ed ecco in cosa consiste la diversità delle Isole Minori Settime, questa è la loro forza, la caratteristica distintiva e sarà anche la loro fortuna.

La diversità è quello che si respira a pieni polmoni attraversando il loro ultimo lavoro, Elemosina; una diversità che li rende così nazionali ed allo stesso tempo così appetibili, punto di partenza ma anche d’arrivo, città e nazione, nord e sud, nessun confine, più sentimento generazionale e meno luogo appuntato su una cartina.

I ragazzi sono giovani, con tutto quello che questo comporta – possiedono la sana arroganza della gioventù, quella che ti spinge a provare a superare i tuoi limiti, ed una rapida rigenerazione dei tessuti molli, utile per i muri contro i quali andranno a sbattere – ma stanno facendo la gavetta e, visti i presupposti, potrebbe anche trattarsi di una gavetta che non durerà a lungo e che li porterà lontano.

Domenico Rega

Isole Minori Settime – Elemosina ultima modifica: 2016-07-23T11:31:16+02:00 da Domenico Rega