Libri in valigia : libri consigliati da portare con sé durante le vacanze

Libri in valigia

Quest’anno tocca anche a me consigliarvi. Che la valigia ci sia o no, non è importante, la cosa che più conta è scegliere un buon libro come amico per le vacanze.

Per non sbagliare ho puntato la mia mitica libreria e, solo dopo un’attenta osservazione, ho selezionato i seguenti testi:

“Tabù” di Chiara Tortorelli edito da Homo Scrivens

Un libro originale e impertinente. Non è assolutamente il classico libro che ci si aspetterebbe, è un libro “libero”, nel senso che è quasi impossibile racchiuderlo in una banale classificazione.

Non  è una sola storia ma ben diciannove, è il caso di dire che è impossibile annoiarsi. La scrittura di Chiara Tortorelli è seducente, come un’amante maliziosa conduce sui vari palcoscenici dove la vita dà il meglio di sé.

Tabù è un terremoto di emozioni e sensazioni, i personaggi non si arrendono mai, nemmeno quando il sipario è ormai calato e si è passati alla storia successiva, quasi con arroganza questi si rifanno vivi. Sono davvero personaggi di carattere, non riescono proprio a mettersi da parte.

“Avevi ragione, papà. Infine è solo la vita che va, che non accetta di vivere stretta. Ha senso dire, definire e scegliere e lasciare? E poi tradire e rinunciare? Che resti il mondo a condannare. Infine basta esserci. Imperfetti, senza certezze, senza dichiarazioni auliche.”

“Poi continui e rilanci: «Le parole non servono, neanche qui. Nel mondo siamo tanti quid. Ognuno è un pianeta, un universo, ognuno ha in mente una cosa diversa e fatica a farla capire agli altri.»”

Queste sono alcune frasi tratte dal libro… posso garantirvi che sceglierne solo qualcuna è stata un’impresa, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Terroni di Pino Aprile edito da Piemme

Per chi vuol riflettere e riscoprire la nostra storia, questo può essere considerato il “libro per eccellenza” dei nostri giorni. Scritto da Pino Aprile, “Terroni” è un vero “scuoti coscienze”.

Già dalle prime pagine si capisce che non ci sono sconti per nessuno…e alla fine la definizione “Fratelli d’Italia” chiamerà alla mente più la triste storia di Abele e Caino che non quella di fratelli amorevoli. Non è un libro di denuncia che grida al separatismo, ma è un volume per riflettere sulle scellerate politiche che hanno creato ad hoc una “questione meridionale”. Figlio della suddetta questione è il dilagante razzismo che ha coniato il termine “terrone”.

“Terroni” è un libro che dovrebbero leggere tutti, perché esiste sempre un sud più a sud di noi, il concetto di “sud” se da un lato ha separato, dall’altro ha alimentato un nuovo senso di appartenenza.

“Questione meridionale”, ovvero dell’aspirazione del Sud a uscire dalla subalternità impostagli; e “Questione settentrionale”, di recente conio, ovvero della volontà del Nord di mantenere la subalternità del Sud”

«La memoria è di parte, come parziale è lo sguardo su cui si fonda»

L’amico ritrovato di Fred Uhlman

Il caso in cui il libro non può essere giudicato dal numero di pagine. Si presenta come un piccolo volumetto, ma che peso immane hanno le parole che lo riempiono.

La storia si ispira ai ricordi personali dell’autore e all’amicizia che lo lega al compagno di scuola Konradin von Hohenfels. Fuggito negli Stati Uniti per scampare alla Shoah, a distanza di molti anni il protagonista viene a sapere della sua sorte: ne rilegge il passato e le scelte alla luce dell’umana pietà e comprensione. Purtroppo il titolo allude ad un “ritrovamento” solo spirituale.

Ambientato nella Germania dei primi anni ’30, il racconto prende forma nella sua complessità all’interno di una cornice difficile per due motivi: il momento storico impregnato di nazionalsocialismo e la tenera età adolescenziale dei protagonisti.

Significativa una frase dello scrittore, il quale afferma:

“Qualche volta ragazzi fra i sedici e i diciotto anni uniscono ad un’innocenza ingenua e ad una raggiante purezza di corpo e spirito un impulso appassionato verso una devozione e un altruismo assoluti. Questa fase di solito è di breve durata, ma per la sua intensità e unicità rimane una delle esperienze più preziose della vita”

Il Dubbio di Luciano De Crescenzo

L’autore è tra i miei preferiti. La storia si svolge durante una notte tempestosa durante la quale l’ingegnere Luigi De Conciliis, bloccato dalla sua auto in panne, trova rifugio in una grande villa. Lì si svolgono i festeggiamenti della padrona di casa. Il professionista viene accolto alla tavolata e nasce una brillante conversazione con i vari commensali sul “dubbio, il caso e la necessità”.

Ma allora anche la fermata dell’auto dell’ingegnere proprio davanti alla loro villa può essere considerata un segno del Destino? O come pensa il monsignore è un atto voluto da Dio? O è semplicemente stata solo una fra le milioni di combinazioni possibili del Caso? … “Che cos’è il tempo? […] E il presente? Esiste sul serio il Presente? Se è vero che il Passato non esiste perché non è più, e se è altrettanto vero che il Futuro non esiste, perché non è ancora, come fa il Presente a esistere, quando è solo una separazione tra due cose che non esistono?”

Il filosofo napoletano Luciano De Crescenzo tenta di rispondere a mille interrogativi attraverso i suoi personaggi.

“Il Dubbio è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il Dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli dimostrerà che sono sbagliate.”

“Sono diventato un sacerdote del Dubbio.”

“Il Punto Interrogativo è il simbolo del Bene, così come quello Esclamativo è il simbolo del Male. Quando sulla strada vi imbattete nei Punti Interrogativi, nei sacerdoti del Dubbio positivo, allora andate sicuro che sono tutte brave persone, quasi sempre tolleranti, disponibili e democratiche. Quando invece incontrate i Punti Esclamativi, i paladini delle Grandi Certezze, i puri dalla Fede incrollabile, allora mettetevi paura perché la Fede molto spesso si trasforma in violenza.”

“Chi in vita sua non ha mai avuto dubbi? Solo uno stupido”. […] “Ne sei proprio sicuro?”. “Non ho alcun dubbio”.

E chiuderei proprio con quest’ultima frase di Luciano De Crescenzo per rassicurarvi nel caso vi venissero dei dubbi del tipo: “quale libro sceglierò per l’estate?”