“La macchia umana” di Philip Roth

La macchia umana è un romanzo pubblicato nel 2000 dallo scrittore statunitense di Philip Roth, edito in Italia da Einaudi.

Il libro racconta le vicende di Coleman Silk, stimato professore presso l’Athena College nel New England.

Silk gode di un notevole successo personale, grazie anche al suo charme ed alla sua simpatia, ma cade in disgrazia per via di un equivoco lessicale nel quale si imbatte suo malgrado: ha definito “spooks” due studenti neri spesso assenti dalle sue lezioni.

Questo episodio, in apparenza banale,  porta ad un imperdonabile malinteso causato dal doppio significato del termine che letteralmente significa “assente”, ma nello slang corrente viene utilizzato per indicare in maniera dispregiativa i neri. Per questo motivo viene accusato di razzismo ed è costretto a dimettersi dalla carica di preside del College.

Questa però non è l’unica macchia nella vita del professore. Coleman Silk vive tutta una vita all’insegna della menzogna: da più di trent’anni, infatti, convive con un segreto inconfessabile. Figlio di  afroamericani, per una mutazione genetica è bianco. La  sua, dunque, è una posizione doppiamente scomoda. Né  bianco né nero, per non sentirsi un emarginato, ha deciso di tagliare i ponti con la sua famiglia di origine e fare il “bianco” per tutta la vita.

A distanza di trent’anni quindi si palesa il paradosso: lui, figlio di neri, accusato di razzismo, non si può difendere raccontando la verità perché ciò porterebbe al crollo del castello di bugie costruito nel tempo. Si ritira allora dalla vita pubblica. Anziano e solo, conduce una vita senza più slanci fino a quando non comincia a frequentare  lo scrittore Nathan Zucherman e Faunia Farley, una bidella analfabeta di molti anni più giovane di lui con la quale instaura una travolgente relazione amorosa.

Ed eccoli a prendere  le armi  per una Faunia Farley. Qui in America o è Faunia Farley o è Monica Lewinsky! Questa, nel1998, è la depravazione che devono sopportare, la loro tortura, i loro tormenti e la loro morte spirituale. La fonte  della loro più grande disperazione morale, Faunia che mi fa un pompino e io che scopo Faunia

L’incontro con questi due personaggi  tormentati, risveglia Coleman dal torpore nel quale era caduto e capisce che solo la verità rende liberi.

Philip Roth – La macchia umana: Il commento

Perché  leggere “La macchia umana”? Confesso  che mi sono avvicinata a questo libro incuriosita dal fatto che  l’autore, Philip Roth, è considerato il più grande scrittore americano vivente. Dall’esordio negli  anni ’60 ad oggi, il suo successo è  ininterrotto non solo in America, ma  anche in Europa.

Graffiante  quanto basta per stimolare roventi polemiche, il  libro è come  un pugno nello  stomaco e Roth  conosce bene  le armi per affondare il colpo.  Con i  suoi toni dissacranti e  palesemente provocatori, punta il dito contro l’America, ipocrita e bacchettona del “politically correct”, che mette alla berlina il diverso  e che giudica gli altri per i loro costumi (Clinton docet ).

È un libro intenso: sarete catturati da un vortice  impetuoso  di parole che non vi daranno  un attimo di respiro  fino alla fine e vi appassionerà perché, in  definitiva, Roth mette in scena le fragilità e l’intima essenza dell’uomo.

 

Milena Del Prete

“La macchia umana” di Philip Roth ultima modifica: 2016-09-19T11:30:39+00:00 da Milena Del Prete