Volti Diversi, il nuovo singolo del cantautore Antonio Marotta

Così come diversi sono i volti che la vita, durante il suo corso, ci costringe ad indossare, Volti diversi, nuovo singolo di un progetto cantautoriale in lingua dal titolo “Pezzi fatti in casa”, è la prova dell’ennesima trasformazione: involontaria, ricercata, giunta come un fulmine a ciel sereno o studiata a cui Antonio Marotta, musicista, polistrumentista, attore e nell’occasione videomaker, ha dovuto sottoporsi per meglio affrontare il suo personale percorso di crescita umana ed artistica.

Uno, nessuno, centomila, Antonio è una persona dalla rara sensibilità che prende la vita come viene e non come va – citando una battuta del geniale Troisi – e a dispetto di una fisicità delicata e nervosa la prende di petto. La affronta, la combatte e vi si adegua quando bisogna adeguarsi – tralasciando la battuta del genio primigenio della napoletanità, Totò – in attesa del momento giusto per riprenderne il controllo.

Nel caso di Antonio il dramma e la commedia sono stampati su un unico volto, racchiusi in un unico uomo che riesce ad essere originale nella sua semplicità, – te ne accorgi anche solo osservandolo passeggiare – e questo non è altro che il risultato evidente di un percorso di vita che arriva da lontano, fatto di esperienze maturate tra i palchi e il dietro le quinte di cattive frequentazioni, musicisti e compagnie teatrali, e forgiato dagli imprevisti della vita.

La prima volta che l’ho incontrato è stato ad un concerto a cui vado ogni anno per ascoltare cose nuove o anche solo dell’usato garantito. Riccioluto e allampanato con quegli occhi limpidi che si guardavano intorno assorbendo immagini e vibrazioni ed una macchinetta fotografica sulla quale stava cercando di fermare il tempo. Me lo ha presentato mio cugino e dopo pochi minuti, superata la fase della metrica e dello studio della letteratura applicata alla musica, aizzati dalla lucida follia della lucertola che in un imprecisato momento di distrazione si era unita al gruppo, stavamo già ridendo vaneggiando sull’organizzazione di una improbabile spedizione punitiva nei confronti di uno dei gruppi che si stava esibendo sul palco senza rendere onore al pentagramma. E dire che la birra degli stand, come ogni anno, non stava facendo l’effetto desiderato!

Se è libero da sovrastrutture l’uomo è libera da sovrastrutture anche l’espressione artistica. Questa è stata l’impressione che ho avuto ascoltando “Volti diversi”. Nella semplicità di un home recording fatto con cura, “Volti diversi”, canzone che può essere catalogata per genere in una sorta di essenziale “living-room partenopeo”, emerge dall’oceano musicale come una piccola perla con la quale l’autore ha voluto regalarci, rendendoci partecipi di uno stato d’animo, un momento di sincera emozione.

Domenico Rega