Nicolò Carnesi – Bellissima noia

 

Ho fatto una cosa: ho ascoltato la prima canzone di tutti gli album di Nicolò Carnesi, compresa quella di quest’ultimo lavoro, “Bellissima noia “. Bon.

La prima impressione è stata quella che una specie di pesantezza si stia pian piano impossessando di lui.

“Forse è semplicemente l’età!”, ho pensato. Comunque, io, me lo ricordo bene cosa pensai quando, un po’ di anni fa, ascoltai per la prima volta “il colpo“, il suo primissimo singolo. Me lo ricordo bene sì. “Fico!”, pensai, “scanzonato e malinconico insieme”. E ora? Ok, non posso mica giudicare un album da una canzone sola. Così ho deciso di ascoltare per intero l’album appena uscito. Nove tracce: introspezione, strappi di misantropia, tenerezza.

Senza dubbio, su tutte, preferisco “il lato migliore“: candida, umile, dolcissima. Ma se devo essere sincero, anche dopo l’ascolto di tutte le canzoni che lo compongono, quella sensazione di eccessiva responsabilità artistica viene confermata. Per essere più chiaro, mi è sembrato come se Carnesi fosse troppo preoccupato “dal far bella figura”, attentissimo alla cura di ogni particolare, sonorità quasi internazionali, certamente più maturo, un suono più pieno e rotondo, e se tutto questo dovrebbe essere un miglioramento a me in realtà fa paura.

Paura di calcolare la proiezione di una simile tendenza. Paura che quella bella semplicità nascosta negli arrangiamenti più diretti tipica dei personaggi Chemmenefregasenonmicapisci si perda piano piano.

Comunque, per adesso, la nostalgia dolce che lo ha sempre caratterizzato c’è; c’è pure il sax. Insomma, maledizione è bravo. 

Giacomo Gentilomo