Red Riot, Fight (2016)

Red Riot, Fight (2016): Una miscela impensabile tra l’Alfa e l’Omega

Magari i più anziani di me lo ricorderanno. Io non posso, ai tempi ancora non ero su questo pianeta. Quindi proverò a spiegarlo dai documentari che ho avuto modo di vedere e dalla storia che ho avuto modo di imparare. Era il 1983: dopo l’epopea della NWOBHM, l’Heavy Metal si era sviluppato nella terra delle opportunità: gli USA. In California, e in particolare nella sua capitale musicale, Los Angeles, nacquero due sottogeneri principali. Il primo fu il “glam-metal”, ridondante di ritmiche hard-rock dei seventies, con testi dediti al consumo di alcool, droghe e apparati genitali femminili e portatore di un look decisamente stravagante, che verrà riprodotto a raffica sugli schermi di “Headbangers’s Ball” su MTV e che diverrà il simbolo degli anni ’80 (vedasi i capelli cotonati, i vistosi trucchi al volto, l’abbigliamento kitsch all’inverosimile).

Dall’altra parte naturalmente, non si poteva restare in silenzio: il metal, dalla terra d’Albione, era giunto nella West Coast per commercializzarsi! Gli Stati Uniti si dimostravano ancora una volta terra di facile profitto. Come reagire a tutto ciò? Semplice: componendo musica più pesante, inneggiando alla protesta contro il sistema e augurando la morte a coloro che avessero tradito il sacro verbo. Così nacque, nella cosiddetta Bay Area, quello che oggi definiamo come “thrash metal” (letteralmente tradotto come “bastonare”: più chiaro di così?)

Perché mi sono accinto in questa prolissa introduzione, direte voi. Sappiate che i due generi hanno entrambi, come da prassi, un “album capostipite”. Per i glamster, sono addirittura due: “Too Fast For Love”(1981) e “Shout At The Devil” (1983) dei Motley Crue. Per i thrashers, è indubbiamente “Kill ‘Em All” (1983) dei Metallica (chissà il titolo a chi fosse riferito, ndr).

Ebbene, la band che mi trovo a recensire cita tra le sue ispirazioni, tra gli altri, sia Kill’Em All che i Motley Crue, unendo due celebri band portatrici di due correnti che ai tempi si giurarono odio eterno. Sto parlando dei Red Riot, quintetto proveniente da Salerno, precisamente da Nocera Inferiore, che non ha timore nel definirsi “Thrashin’ Sleaze Metal”; si sappia: lo Sleaze non è nient’altro che la diretta evoluzione, con cenni di punk e maggiore violenza, del glam metal. L’album che ne ha definito gli standard è “Appetite for Destruction” (1987) dei Guns N’Roses, cimelio che chiunque dovrebbe possedere. Tralasciando ciò e tornando ai giorni nostri, i Red Riot pubblicano l’EP Fight nel Maggio del 2016: un EP di 3 tracce per un ritorno alla seconda metà degli eighties. La prima, “Fight” ( di cui è stato estrapolato un video ufficiale) è un inno a combattere contro l’odierna decadenza fatta di alienazioni e straniamento. Nella ritmica e nel riffing il richiamo agli Skid Row è fin troppo evidente che non servirebbe nemmeno citarlo; con l’unica differenza che dietro il microfono è stato messo uno Zack de La Rocha dei RATM. La successiva “Squealers” (piagnoni?!) è decisamente più violenta ed heavy; assoli a raffica ci fanno chiaramente comprendere come ci siano anche i Megadeth tra i loro padri putativi. Uno screaming finale termina il pezzo. La conclusiva “Who We Are” si apre con un intro di batteria e un coro altisonante “People wanna know who we are!” prima dei riff principale. Una chiara ispirazione a quegli anthem in cui le metal band volevano presentare la propria attitudine. Il pezzo finale va a terminare anche stavolta con uno screaming “in your face”.

3 pezzi brevi, chiari e diretti per tentare di unire l’Alfa (il Glam/Sleaze) con l’Omega (il Thrash); se, come al sottoscritto, piacciono le sonorità anni ’80 che non si fecero influenzare definitivamente dal pop (quindi saltate roba come Def Leppard, Poison) per restare su un piano più heavy e marcio (Motley Crue, Skid Row) con l’aggiunta di una spruzzata di Megadeth, allora vi consiglio vivamente di dare un occhio e un orecchio a questi ragazzi provenienti della provincia di Salerno (che non è certo la Bay Area, ndr).

PS: magari un thrasher di vecchia data difficilmente sopporterà i nominativi della band in “inglese goliardico” in pieno stile glam. E infine mi rivolgo a te, caro Max Power: qui siamo tutti appassionati dei Simpson, non pensare che nessuno t’abbia sgamato!

FORMAZIONE

VOCE: Alpha ReD
CHITARRA: Max Power
CHITARRA: J.J. Riot
BASSO: Lexy Riot
BATTERIA: ScaR

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Francesco Forgione