#Fumettidelvenerdì : Deadpool – La guerra di Wade Wilson

Deadpool è ormai diventata un’icona pop contemporanea. Da personaggio poco conosciuto dei comics, amato da un piccolo gruppo di fan – col tempo sempre più grande – è arrivato ad essere un fumetto di grande popolarità. Ormai, meme o gif con Deadpool sono onnipresenti nel mondo dei social, grazie, specialmente, all’enorme successo ottenuto dalla pellicola del 2016.

Prima di diventare un personaggio di “moda”, il personaggio della Marvel era già un’icona del “politicamente scorretto” anche, e forse ancor di più, nei fumetti: violento, sboccato, dotato di grande black humor, grottesco. Insomma, le avventure a fumetti di Deadpool non sono nate per tutti i palati fumettistici, ma per quelli già assodati, alla ricerca della comicità ben costruita, della metanarratività e della parodia del mondo supereroico.

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Esemplificativa è una straordinaria miniserie uscita tra l’agosto e il novembre del 2010, scritta da Duane Swierczynsky e disegnata da Jason Pearson: La guerra di Wade Wilson.
Ma per chi non conoscesse i tratti fondamentali di questo personaggio, è bene ricordarli: è schizofrenico, ha allucinazioni, rompe la quarta parete (e non solo quella), ha lo stesso fattore di guarigione di Wolverine – ogni parte del corpo gli ricresce – avuto a seguito di un esperimento, è un mercenario al soldo di chiunque sia disposto a pagare, amante dei chimichanga e di Bea Arthur.

In questa miniserie, Deadpool viene chiamato al Senato americano per rispondere alle accuse mosse contro di lui e la sua squadra per l’omicidio di un gruppo di narcotrafficanti in Messico. E fin dalle prime tavole, ci accorgiamo che gli autori scelgono di imbastire una narrazione molto complessa e ricca.

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Attraverso numerosi passaggi da una dimensione temporale presente ad una passata, Swierczynsky si può permettere il lusso di giocare con i lettori e con i personaggi stessi: sono numerosi i passaggi in cui Deadpool continua a parlare senza un’interruzione narrativa tra presente e passato, che si confondono in continuazione.


La ricchezza narrativa di questo volume, però, non si esaurisce qui: lo sfondo assolutamente neutro di alcune sequenze è uno strumento visivo attraverso il quale gli autori sospendono l’azione in tempo reale per mostrare, al confuso e affascinato lettore, le allucinazioni di Deadpool. 
Ogni dimensione temporale è azzerata, ogni prosieguo del racconto si arresta e la narrazione si sospende per concedere al personaggio di entrare in un rapporto più intimo con il lettore. In questo albo, Deadpool, interagisce con i diversi personaggi presenti in scena coinvolgendoli, attraverso i dialoghi, nel caotico svolgimento della trama e utilizzandoli, allo stesso tempo, come pedine da manovrare per portare avanti il racconto. Il lettore è, e deve essere, parte attiva per ricomporre le diverse fila della trama ma, nelle sequenze in cui lo sfondo della scena è bianco, gli autori lo trasformano in un personaggio vero e proprio, destinatario unico dell’azione che Deadpool vive nella sua mente.

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I piani narrativi, dunque, s’intersecano e si confondono gettando noi che stiamo leggendo dentro l’articolata follia della mente del personaggio. Deadpool sa di essere in un fumetto ed utilizza il medium per narrare al lettore della promozione del protagonista a co-autore del proprio racconto.

Non parliamo di una “lettura” facile, o, per lo meno, di una lettura di immediata comprensione. Per riuscire a cogliere tutti gli strumenti linguistici messi in campo, tutti i riferimenti più o meno velati, e comprendere la complessa stratificazione narrativa, il dottore consiglia almeno due somministrazioni nel breve periodo.

Dopotutto, Deadpool è uno dei personaggi “recenti” – nasce a inizio anni ‘90 – della Marvel che si è conquistato una grande spazio nell’immaginario dei lettori e che gli autori hanno saputo – chi più, chi meno – complessificare e renderlo uno dei più affascinanti su una piazza fumettistica che ben poco spazio lascia all’innovazione. Perché cambiare di sesso un personaggio, diciamocelo, non è una grande novità! Sì, c’è l’ho con Thor, Wolverine, Iron Man, Hulk… Forse non è una trovata tanto intelligente.

Leonardo Cantone

#Fumettidelvenerdì : Deadpool – La guerra di Wade Wilson ultima modifica: 2016-11-18T22:46:50+00:00 da Leonardo Cantone