Giovanni Truppi non conquista Roma, “se la pija”.

Il 5 novembre, al concerto di Giovanni Truppi al Monk Club, a Roma, “è andata proprio così”, come cita lo stesso nel pezzo “Hai Messo Incinta una Scema”.

Il 5 novembre si crea finalmente quel connubio tra Roma e Napoli che da tempo era atteso. La scena musicale romana, così, accoglie ed integra con grande entusiasmo musicisti napoletani.

Ad aprire il concerto è Tommaso Primo (giovane cantautore, classe ‘90) , il quale, senza abbandonare il suo dialetto, con pochi pezzi riesce ad attirare ed avvicinare il pubblico a sé. 

Sono le 23:30 circa.

Giovanni Truppi sale sul palco ed il pubblico, emozionato, si avvicina per condividere un’ora e mezza di canti e risate dettate da quell’ironia che forse solo un partenopeo sa offrire.

Prima di raccontarvi del concerto, permettetemi di raccontarvi in breve di chi stiamo parlando.

Il nostro cantautore è nato a Napoli nel 1981  avvicinandosi alla musica in tenera età, iniziando a prendere prima lezioni di pianoforte ed in seguito di chitarra. A 23 anni, si trasferisce nella Città Eterna. Il suo esordio avviene con l’album  “C’è un me dentro di me” nel 2010. Il successo arriva, invece, con il brano “Il mondo è come te lo metti in testa” nel 2013. Da lì in avanti una strada in discesa 

Ora, però, ritorniamo a parlare del concerto.

Truppi sa benissimo come creare intorno a sé una magica atmosfera e dà inizio alle ‘danze’ con “Scomparire”, senza dubbio una delle canzoni più romantiche dei nostri giorni. Non a caso, con la frase “Due che si abbracciano strettissimi ce la fanno a scomparire ” riesce a far commuovere tutti. In scaletta c’è una buona alternata tra pezzi lenti ed altri più movimentati, così che il pubblico non perda mai l’attenzione. Si prosegue con “Nessuno”, probabilmente il testo più autoironico del cantautore. Le note scorrono veloci. Dopo “Lettera a Papa Francesco”, la folla si scatena con “Ti Ammazzo”. Più che scatenarsi, in realtà, “Ti Ammazzo” ha rappresentato un vero e proprio sfogo generale.

È mezzanotte e mezza.

Avevamo tutti bisogno di una pausa, dato il caldo e il poco spazio vitale. Il concerto non termina ovviamente qui. Truppi risale sul palco e con “Superman” riconquista in pochi secondi i suoi spettatori. Propone, in seguito, una versione più movimentata di “Hai Messo Incinta Una Scema”. Chiude con “Amici nello Spazio” ed una triste notizia: una pausa dai live. Ci sarà forse qualche nuovo progetto musicale in casa Truppi?

È l’una circa.

Il concerto è finito, ma le emozioni sono molte.

Giovanni Truppi, con le sue storie di quotidianità e il suo modo di essere ci ha ammaliato, ci ha commosso ed allo stesso tempo ci ha fatto ridere a crepapelle. Per i suoi racconti potremmo definirlo come un cantastorie moderno, sofisticato, raffinato, ma soprattutto pungente.

Il 5 novembre Giovanni Truppi non si è limitato a conquistare il pubblico del Monk, il 5 novembre Giovanni Truppi Roma se l’è letteralmente “pijiata.

“Stai andando bene, Giovanni, dai che ce la puoi fare” ormai è solo un ricordo passato, perché, Giovanni, ce l’hai fatta!

Assunta Urbano