“Siddharta” – Hermann Hesse

Chiedete di “Siddharta” di Hermann Hesse nelle biblioteche pubbliche dei paesi o delle scuole e probabilmente vi sentirete rispondere: “È fuori in prestito”.

Siddharta, “colui che cerca e merita di essere cercato”, a distanza di quasi un secolo (fu scritto nel 1922), resta ancora uno dei libri cult dei giovani di tutto il mondo, un emblema dell’inquietudine adolescenziale. Siddharta, infatti, è un giovane che, deluso dagli insegnamenti della religione tradizionale, abbandona la casa paterna ed insieme ad un amico, Govinda, si mette in viaggio alla ricerca del senso della vita: sente crescere una profonda inquietudine che lo costringe alla ricerca incessante della piena realizzazione di sé. Ben presto si accorge, però, che per riuscire ad elevarsi e a raggiungere la perfezione ritrovando la dimensione dell’assoluto (il Nirvana, in altre parole) deve necessariamente conoscerlo questo mondo e lo fa attraverso esperienze di vita vissuta che lo porteranno all’incontro con Kemala, una prostituta da cui imparerà l’arte dell’amore e poi successivamente a svolgere un’attività commerciale.

Per comprendere “Siddharta” non bisogna dimenticare il periodo storico in cui ha visto la luce. Siamo in Germania, nel 1922, a pochi anni dalla grande guerra e l’umiliazione per la sconfitta subita è ancora palpabile nell’aria. Un’intera generazione di intellettuali è allo sbaraglio, alla ricerca della propria identità e del senso e del proprio operare. Ma Hesse, tuttavia, riesce ad intravedere una via d’uscita dalla crisi nella ricerca individuale del proprio io attingendo a piene mani al pensiero orientale ed in particolare al taoismo. Siddharta è dunque il percorso di chi tenta, attraverso vari passaggi, di raggiungere l’assoluto superando l’io individuale. “L’assoluto non è un’unità noiosa, grigia, teoretica. Essa è vita stessa, piena di gioco, di colore e di risa”.

Il libro con il suo stile sobrio, a tratti poetico, ha affascinato intere generazioni di lettori perché non vi sono descritte verità assolute, non troviamo risposte, ma solo domande e tanti spunti di riflessione sul senso della vita, dell’amicizia, della famiglia, sul rapporto tra ragione e sentimento, tra inquietudine e serenità, ricchezza e povertà, natura e spirito. Si assiste, in definitiva, alla messa in scena della vita con tutte le sue contraddizioni, ma anche con la sua struggente bellezza. “È tutto insieme, tutte le voci, tutte le mete, tutti i desideri, tutti i dolori, tutta la gioia, tutto il bene, tutto il male, tutto insieme era il mondo. Tutto insieme era il fiume della del divenire. Era la musica della vita”

Milena Del Prete.

“Siddharta” – Hermann Hesse ultima modifica: 2016-11-07T16:11:27+00:00 da Milena Del Prete