“This is History! This is History! Right Here, Right Now”

Mad For It”, pronunciato con il dialetto di Manchester “madferit”, è uno dei concetti principali per un fan degli Oasis.

Mad For It” è Liam Gallagher estasiato all’esultanza dei suoi fan ad un concerto.

Mad For It” non è semplicemente il modo di vestirsi o il modo di fare di tutti i seguaci della band; “Mad For It” è un modo di essere. Significa essere pazzi ed impazzire letteralmente.

Mad For It” siamo tutti noi, che dopo tanti anni, non ci siamo stancati minimamente degli Oasis e continuiamo ad adorarli, talvolta anche inseguirli, e a considerare le loro canzoni come parte fondamentale della nostra vita.

Mad For It” siamo tutti noi che tra il sette ed il nove Novembre (in Italia) abbiamo visto al cinema il film-documentario “Oasis:Supersonic”.

Il film non ripercorre interamente la storia della band. In 122 minuti, quelli narrati sono i “glory days”, dagli esordi del 1991 fino al 1996.

Da semplici spettatori, grazie a Mat Whitecross (regista del film), si diventa parte o si ritorna a far parte di quegli anni ’90, quegli anni pazzi, di cambiamento, di fine o di nuovo inizio. Gli anni ’90 sono stati indispensabili per il mondo musicale. Nel Regno Unito, in quel periodo nacque il “britpop” che, da semplice genere musicale, divenne un vero e proprio fenomeno di massa. Molti giovani degli anni ’90 ritornarono a frequentare i concerti abbandonando le discoteche. Gli Oasis rappresentano i massimi interpreti di questo filone.

Il film ha una “struttura circolare”, l’inizio e la fine hanno uno stesso scenario: Knebworth. Si tratta di un villaggio inglese noto per i concerti svoltisi a Knebworth Park. Il 10 e l’11 Agosto 1996, infatti, gli Oasis si esibirono qui ed attirarono 250.000 spettatori. L’evento è passato alla storia non solo per essere stato uno dei più grandi concerti all’aperto mai realizzati in Gran Bretagna, ma anche perché circa 2,5 milioni di persone cercarono, senza riuscirci, di acquistare il biglietto.

A raccontare questi anni, in prima persona, sono i due fratelli Gallagher, Liam & Noel, fondatori degli Oasis insieme a Paul Arthurs (detto “Bonehead”), Peggy Gallagher (madre di Noel & Liam) ed in piccola parte anche Paul Gallagher (fratello di Noel & Liam).

Si ripercorrono l’infanzia, la crescita dei due fratelli, fino alla formazione (con i relativi cambiamenti) della band ed al relativo successo. Gli episodi raccontati ricordando chiacchierate tra amici che si rincontrano dopo anni e ripercorrono i loro giorni insieme. Quegli amici siamo noi spettatori che, insieme a loro, per due ore, abbiamo riso e ci siamo commossi. Si ripercorre, ancora una volta, la genesi dei pezzi da cui tutto ebbe inizio, in primis “Live Forever”. Sono, però, gli inediti (tra video, racconti e demo mai registrate in studio) ad arricchire l’insieme rendondolo ancor più speciale. 

È la storia di due fratelli arroganti, violenti, sfacciati, antipatici, che si fanno amare ancora oggi per quello che sono. È la storia di canzoni che hanno segnato la musica degli ultimi venti anni. È la nostra storia. Siamo noi che ci siamo innamorati, non solo con “Wonderwall”. Siamo noi che ci siamo auto-consolati con canzoni come “Sad Song”. Siamo noi che, soprattutto, abbiamo interpretato a nostro modo le parole scritte da Noel Gallagher. Siamo noi che siamo tutti parte di questo “Masterplan”.

This is History, This is History! Right here, right now!” [“Questa è storia, questa è storia! Proprio qui, proprio ora!] sono le parole di Noel Gallagher in reazione a Knebworth del 1996.

Questo appuntamento al cinema ha riacceso un barlume di speranza per una futura reunion. Non c’è bisogno di ricordare quanto siamo pazzi, “we are mad”.

La domanda è: Are you madferit?”

Assunta Urbano