Mastribes – Blast (2016) : Sex, Tequila and Rock ‘n’ Roll

Ai giorni nostri si sta affermando sempre con maggior frequenza l’errata convinzione che il rock sia roba da intellettuali, da borghesi di salotto alla ricerca di nuove sonorità sperimentali o della band indie sconosciuta che “prima o poi otterrà il successo che merita”.

Seppur non soffermandomi sull’odierna decadenza e non volendo creare battaglie generazionali, il sottoscritto è di parere totalmente differente: il rock è per i disadattati; il rock è ubriacarsi fino allo star male il mattino dopo; il rock è essere perennemente attratti dal sacro Graal femminile; il rock è suonare sempre e comunque al massimo del volume; insomma , il rock equivale a fare party tutta la vita senza prendersi troppo sul serio.

In maniera goliardica e scanzonata, tali concetti sono riassunti perfettamente dai napoletani Mastribes che con “Blast”, il loro album di debutto pubblicato il 25 Novembre, ci fanno rivivere la scena hair metal anni ’80. Già con il primo EP, “Shake Boom Tequila”, datato Ottobre 2015 e contenente 3 pezzi , l’omonima canzone insieme a “Pussy Crusher” ed “Everything”, avevano dato prova tangibile della loro intenzione categorica: fare casino! Adesso, ad un anno di distanza, si ripresentano con l’aggiunta di 7 nuovi brani per gli amanti dell’ Hard ‘n’ Heavy sporcato da un’attitudine ribelle e trasportato nel XXI secolo.

L’opener del disco, “Rock ‘n’ Roll”, è un anthem auto-celebrativo che invita a “farsi fottere” coloro che non seguono il verbo del rock. “Shake Boom Tequila”, invece, risulta meno travolgente del primo pezzo e si presenta con un sound a tratti contemporaneo nello stile dei (purtroppo) defunti Velvet Revolver. Le lyrics ricordano vagamente la goliardia tipica degli americani Steel Panther, ma su questo torneremo in seguito. “Bitin’ The Dust” si apre con un riff molto pesante ed è caratterizzata da un coro coinvolgente. Anche della successiva “She’s Got The Look” è estratto un video : un’intro decisamente inusuale per il genere ci porta verso un pezzo contenente assoli ben strutturati. Naturalmente in un album  hard rock degli eighties non può mancare di certo una ballad: ecco sopraggiungere la semi-acustica “Forget Me”. Un drumming incessante e il basso in primo piano fanno da apripista alla sesta traccia: “Everything”, più leggera rispetto alla complessità dell’album e anch’essa molto moderna. Ha poco di moderno invece il riff iniziale di “Wasted Youth”, brano orientato molto verso il metal da strada stile Skid Row e caratterizzato dalla doppia voce nel ritornello e da assoli al fulmicotone. Arriva dunque il momento (che ho) tanto atteso: l’ascolto di “Pussy Crusher” (letteralmente “distruttore di passere”): il sarcasmo e la voglia di destare scalpore gratuito con testi ai limiti della demenzialità sono una diretta eredità, come sopra ribadito, di quei ragazzacci degli Steel Panther (cito testualmente: come on’ baby, I’ll show you what I’ve got/ but you know who I am/ I am the cooler, I am the master, I’m the pussycrasher). Blast termina infine con un’altra ballata, “Antother Chance” (probabilmente collocata a tal punto per provare a riconquistare i cuori delle gentili pulzelle dopo la precedente infelice uscita) e con la rocciosa “My Game”, pezzo più duro del disco e ottima closer.

Un hard rock/glam metal impostato e registrato in un’ottica moderna alla Steel Panther e Velvet Revolver. Pezzi brevi, diretti ed arroganti per circa 40 minuti di ascolto totale. Ispirazioni non troppo velate e riconducibili ai grandi gruppi USA passati h24 da quella che fu la MTV dei tempi d’oro in piena epoca Reaganiana : Kiss, Guns ‘N’ Roses, Aerosmith su tutti. Lavoro che, a dispetto dell’età media del gruppo, sarà molto gradito ai nostalgici.

PS: Concedetemi una nota di demerito immedesimandomi nello spirito farsesco e canzonatorio degli Steel Panther (che nomino per l’ennesima volta). Tutte le band che ho finora citato, le quali sono entrate di diritto nell’olimpo del rock, sfoggiavano lunghe e folte criniere: perché nei nostri cari Mastribes non vi è un capellone? Comprendo il rischio di perdere le attenzioni del gentil sesso, ma bisogna pur sempre essere coerenti con se stessi!

Line up

Michael Flame – Lead Vocals
Cristian Iorio – Guitars, Vocals

Cosimo Castorini – Bass Guitar
Umberto Viro – Drums

Francesco Forgione