#Fumettidelvenerdì: Batman – Mai più

Batman Nevermore (Batman – Mai più)

Che Batman sia un personaggio “gotico” è un’ovvietà per tutti i nerd, fa parte della sua identità, da quel lontano 1939 fino ai nostri giorni. Quindi perché non legarlo ancora di più a questa sua componente intrinseca? È ciò che hanno pensato Len Wein e Guy Davis prima di partorire la miniserie in 5 numeri di Nevermore (Batman – Mai più) del 2003.

La riscrittura di un personaggio, in un altro contesto storico, non è nuova nel panorama fumettistico contemporaneo: precedenti illustri, e non molto lontani, sono senz’altro Gotham by Gaslight di Brian Augustyn e Mike Mignola e Marvel 1602 di Neil Gaiman e Andy Kubert. Ma l’operazione non può essere fatta “a caso”, la coerenza narrativa deve essere rispettata, pena lo scadere nel ridicolo. Batman, dunque, si presta perfettamente al contesto storico della Baltimora di fine ‘800 in cui viveva e scriveva i suoi capolavori lo scrittore Edgar Allan Poe .

La grande operazione messa in campo da Wein e Davis è quella di aver saputo mescolare con grande attenzione e perfezione le atmosfere gotiche dei racconti di Poe con le caratteristiche del Cavaliere Oscuro, attraverso un collante che potremmo definire “steampunk”. Pur non essendo aderente al sottogenere fantascientifico dello “steampunk”, il Batman di Nevermore ha quelle caratteristiche: tecnologie moderne (o forse sarebbe meglio dire “fantascientifiche”) “ricostruite” con le strumentazioni di un’epoca precedente, in questo caso dell’ottocento.

Batman Mai Più

L’intero racconto è un “giallo” dalle tinte fosche, ricco di mistero e perturbazioni inquietanti che sarebbero potute scaturire dalla penna di Poe: l’indagine del protagonista, l’ancora acerbo giornalista e non ancora scrittore Edgar Allan Poe, è ciò che lo porterà a farsi catturare dal fascino per il mistero ed il macabro che esploderà nella sua produzione artistica.

Batman è una figura parallela, confuso, inizialmente, con un corvo umanoide (non bisogna, certo, ricordare l’importanza del volatile nella produzione di Poe) che lo scrittore descrive costantemente come il suo alleato «di nero ammantato». Tale descrizione è estremamente ricorrente nella lettura del fumetto, così come la parola «nevermore» nella poesia Il Corvo. Difatti, la scrittura di Wein si costruisce attraverso un linguaggio più ricercato, palesemente romanzato, evocativo della produzione artistica letteraria di fine ‘800. L’immersione in un “mondo altro”, in un’“epoca altra” deve essere totale per poter accettare il paladino di Gotham in un contesto estremamente diverso alle sue abituali avventure.

Wein mette in piedi uno straordinario omaggio all’intera produzione di Poe, quasi a voler ricondurre il suo racconto come base di ogni racconto dello scrittore statunitense. Numerose le citazioni palesi o gli easter egg: l’uomo murato vivo che ricorda L’occhio del gatto, oppure quello sotto le assi del pavimento de Il cuore rivelatore, il rimanere intrappolati in una bara come in Morte apparente, e ancora riferimenti palesi a Il pozzo e il pendolo, a La maschera della morte rossa e a La caduta della casa Usher.

Batman Mai Più

Lo sceneggiatore sceglie di legare l’universo creato da Poe con quello di Batman: personaggi noti da entrambi i “mondi” vivono nel medesimo contesto narrativo, per cui tra i membri del Gotham Club di Baltimora – la città del Cavaliere Oscuro adattata al contesto narrativo – troviamo il Dottor Roderich Usher, Artgur Gordon Pym, Jonathan Crane e, ovviamente, Bruce Wayne. Per chiunque avesse dimestichezza con la produzione letteraria di Poe, il gioco ammiccante di riferimenti è motivo di piacere intellettuale ed invito ad una lettura più serrata e concentrata.

Mai più rientra, dunque, tra le avventure atipiche di Batman, ma riesce a ad assumere una posizione di rilievo nella sua grande capacità di riscrittura a più livelli: letteraria e narrativa, in primis, ma anche storica e iconica. E poi, Batman con il cappottone lungo al posto del mantello sta sempre bene.

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Leonardo Cantone

#Fumettidelvenerdì: Batman – Mai più ultima modifica: 2017-01-21T12:12:32+02:00 da Leonardo Cantone