Il grande Gatsby di Francis S. Fitzgerald

Il grande Gatsby, scritto nel 1925 da Francis S. Fitzgerald in America e pubblicato nel 1936 in Italia da Mondadori, può essere considerato, oltre che un romanzo, il manifesto dell’età del jazz e degli anni ruggenti del proibizionismo culminati poi nella crisi finanziaria del ’29.

West Egg, Nick Carraway, coprotagonista ed io narrante del romanzo, vive in una modesta villetta accanto alla dimora sfarzosa di Jay Gatsby, uomo eccentrico e misterioso, oltre che spudoratamente ricco. Dalla sua villetta Nick osserva il bel mondo borghese che ogni sera si riunisce nella villa di Gatsby per partecipare a feste sfarzose in cui l’alcool scorre a fiumi.

Sul passato di Jay Gatsby circolano le voci più disparate: si chiama, in realtà James Gatz, che per migliorare la sua condizione sociale (è figlio di contadini), scappa di casa e trova lavoro sullo yacht del ricco Dan Cody. Qui , per la prima volta, entra in contatto con lo sfavillante mondo dell’alta borghesia e si innamora di Daisy Buchanan, che incarna alla perfezione tutti i suoi sogni ed aspettative. Partito poi per il fronte, al suo ritorno scopre che la sua amata ha sposato un ricco giocatore di polo e il suo unico scopo diventa quello di riconquistarla. Si lancia nel contrabbando di alcolici, arricchendosi a dismisura, e acquista la sfarzosa villa a West Egg, di fronte a quella dove Daisy e il marito trascorrono le vacanze.

Nick, suo vicino ma soprattutto cugino di Daisy, diventa, suo malgrado, il mezzo per rinsaldare il rapporto con l’amata. I due ricominciano a frequentarsi, ma non basta e, attraverso colpi di scena e un finale carico di suspense , i sogni e i desideri di Gatbsy sono destinati ad infrangersi miseramente.

Jay diventa l’incarnazione perfetta del fallimento del sogno americano negli anni anni in cui lo splendore e lo sfarzo sono solo una facciata per celare il ventre molle di una società dedita al vizio e al culto del dio denaro.

Ben scritto, con una trama avvincente e uno stile fluido, che in alcuni tratti diventa pura poesia, in esso l’autore si destreggia con grande disinvoltura nel descrivere i moti d’animo dei personaggi. Il lettore è dentro la storia e, attraverso Nick, ama e soffre con Jay Gatsby. Si provano autentici sentimenti di rabbia nel leggere di Daisy e Tom, due ricchi viziati “ che distruggevano cose e creature e poi si ritiravano nei loro soldi o nella loro vasta sventatezza, o in quell’elemento, qualunque fosse, che li teneva insieme e lasciavano gli altri a ripulire il macello che avevano fatto”.

Per Gatsby, invece, il lettore prova una profonda empatia, quasi una tenerezza: moderno eroe romantico, uomo in fondo solo che vive la sua vita in funzione di un sogno, l’unica cosa non contaminata di quegli anni di corruzione. La percezione del sogno permea tutta la narrazione: è talmente tangibile che quasi ci sembra di poter toccare quella luce verde che Gatbsy vede ogni sera risplendere dalla casa di Daisy. “ Gatsby credeva nella luce verde, il futuro orgiastico che anno dopo anno indietreggia davanti a noi”. Purtroppo non si rende conto che ormai il sogno è già alle sue spalle: “così continuiamo a remare, barche controcorrente, risospinti senza posa nel passato”.

È un libro immancabile in una biblioteca che possa definirsi tale, i cui temi trattati sono attuali ora più che mai.

Milena Del Prete

Il grande Gatsby di Francis S. Fitzgerald ultima modifica: 2017-01-18T13:23:24+00:00 da Milena Del Prete