“L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez

Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, condividere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi fare a meno, e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare 53 anni, 7 mesi e 11 giorni notti comprese?

“L’amore ai tempi del colera”, edito da Mondadori nel 2005, è stato pubblicato per la prima volta in lingua spagnola nel 1985 ed ha contributo a confermare il successo planetario del suo autore, il premio Nobel per la letteratura Gabriel Garcia Marquez.

Florentino Ariza, giovane telegrafista appassionato di poesia, è follemente innamorato di Fermina Daza, la più bella ragazza del Caribe. Egli alimenta il suo sentimento per più di cinquant’anni senza mai stancarsi, fino all’inaspettato e felice epilogo. È un amore autentico, sublimato da una passione che non conosce l’usura del tempo, che resiste tenacemente alle minacce del padre di lei e addirittura alle nozze di Fermina con il dottor Juvenal Urbino.

Il romanzo è avvincente, consigliato a chi vuole ancora emozionarsi e per il tema trattato si discosta dalla produzione letteraria dell’autore, noto per il suo impegno civile. Come un moderno Omero, Gabriel Garcia Marquez è un cantastorie dal fascino incredibile che sa dar voce alle eterne, radicali esigenze del cuore umano con uno stile inconfondibile e brioso. Man mano che si procede nella lettura, si instaura un cortocircuito tra autore e lettore che, preso da un vortice di emozioni, di immagini ed energia, sembra quasi sentire il rumore della pioggia, l’aria umida ed appiccicosa, il profumo dei fiori tropicali e persino i miasmi putridi che si esalano dalla strada sterrata e senza fogne.

Gabriel Garcia Marquez è un autore carnale e mai come in questo libro riesce ad infondere vibrazioni sensuali che coinvolgono senza riserve il lettore . Nell’epoca degli amori “liquidi” che si consumano al tempo di un click, leggere “l’amore ai tempi del colera” è davvero una bella sfida.

Il mio consiglio? Leggetelo come si assaggia il vino pregiato: una sorsata alla volta, per sentirne l’aroma, il gusto e indugiate qualche attimo con il bicchiere in mano così da apprezzarlo pienamente.

PROLOGO: “Era inevitabile: l’odore delle mandorle amare gli ricordava sempre il destino degli amori contrastati. Il dottor Juvenal Urbino lo sentì non appena entrato nella casa ancora in penombra, dove si era recato d’urgenza a occuparsi di un caso che per lui aveva smesso di essere urgente già da molti anni. Il rifugiato antilliano Jeremiah de Saint-Amour, invalido di guerra, fotografo di bambini e suo avversario di scacchi più compassionevole, si era messo in salvo dai tormenti della memoria con un suffumigio di cianuro d’oro.”

CITAZIONE: Gli sembrava così bella, così seducente, così diversa dalla gente comune che non capiva perché nessuno rimanesse frastornato come lui al rumore ritmico dei suoi tacchi sul selciato della via, né impazzissero tutti d’amore al vento della sua treccia, al volo delle sue mani, all’oro del suo ridere”.

CURIOSITÀ: AI funerali di Gabriel Garcia Marquez la folla ha liberato tantissime farfalle di carta gialle, in omaggio ad una delle immagini letterarie più famose di “Cent’anni di solitudine” e al colore preferito di Gabo.

Milena Del Prete