Festival MANN – Muse al Museo: Paolo Benvegnù incontra Riccardo Sinigallia

Ieri pomeriggio, dalle ore 16:00, nella Sala Teatro del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, in occasione della prima giornata del Festival MANN – Muse al Museo, si è tenuto l’incontro condotto da Paolo Benvegnù dal tema “La costruzione di un attimo”, con la partecipazione del cantautore romano Riccardo Sinigallia accompagnato da Laura Arzilli.

Sinigallia è un signore che non avrebbe bisogno di presentazioni, se non fosse per il fatto che nell’immaginario collettivo viene ricordato quasi esclusivamente per l’esperienza con i Tiromancino o per il passaggio nel video di Frankie Hi NRG “Quelli che benpensano” . In realtà, Riccardo è uno dei migliori cantuautori e produttori attualmente in circolazione. Oltre ai tre straordinari dischi da solista realizzati negli ultimi 15 anni, ed alle varie collaborazioni con artisti del calibro di Frankie Hi, Luca Carboni, Max Gazzè e Niccolò Fabi – per i quali ha firmato la maggior parte dei rispettivi grandi successi (“Cara Valentina”, “Una musica può fare”, “Vento d’estate”,“Dica”, “Capelli”, “Rosso” e “Lasciarsi un giorno a Roma”) – Sinagallia ha messo lo zampino in alcuni dei miglior album prodotti in Italia nell’ultimo lustro, tra cui “la fine dei vent’anni” di Francesco Motta.

Benvegnù, da ottimo padrone di casa, introduce l’ospite operando un parallelismo con il cinema di Jacques Tati ed Ettore Scola, riconoscendo all’artista romano la capacità di riuscire a spiegare il quotidiano attraverso un semplice gesto, di affrontare tematiche complesse con la leggerezza e la profondità tipica di Calvino, e la bravura del sapere cogliere il particolare di un singolo facendolo esplodere come concetto universale.

Dopo i convenevoli di rito, l’attenzione si focalizza sul concetto di canzone e la costruzione della stessa, evidenziando come tra gli elementi che contribuiscono a farla brillare, rendendola vincente, accanto alla nota triade Musica – Armonia – Parola, ci siano il Ritmo e molto spesso la capacità dell’artista di mettere in connessione il tutto.

Sinagallia si sofferma poi sull’attuale condizione del cantautorato italiano analizzando il condizionamento esercitato da alcuni produttori, interessati più a riproporre contenuti ritenuti vincenti all’estero che a valorizzare il talento dei singoli. In queste operazioni, funzionali a logiche di mercato, manca una delle principali caratteristiche che ha reso immortali alcune canzoni del secolo scorso: l’autenticità. Lo scimmiottare artisti di successo per ottenere consensi nell’immediato fa perdere di senso ogni qualsivoglia tipo di emozione possa trasmettere quel tipo di contenuto. Utilizzando gli stessi canoni adoperati per la costruzione degli smartphone di ultima generazione, alla canzone viene attribuito, ab origine, un ciclo vitale predeterminato.

Nell’incontro, andato avanti per oltre un’ora davanti ad un folto numero di addetti ai lavori e turisti curiosi, all’analisi delle tematiche affrontate si sono alternati, accompagnati dalla relativa esecuzione in versione acustica, i racconti della genesi di alcuni tra i maggiori successi dell’artista, tra cui Io invece, Non è più come prima e la fantastica Bellamore. L’artista ha ringranziato più volte alcuni artisti amici, tra cui Filippo Gatti, che hanno contribuito in maniera determinate alla riuscita di alcune sue canzoni.

Unica nota stonata l’inspiegabile assenza di cantautori campani.

Gli appuntamenti con Paolo Benvegnù proseguiranno nella giornata di oggi, con il live delle ore 18:00 presso la Sala Teatro del MANN, dove presenterà i brani dell’ultimo lavoro discografico H3+, e nei prossimi giorni con gli incontri di venerdì con Francesco Motta e sabato con Niccolò Fabi. Vi consiglio di tenere d’occhio l’intera programmazione in cartellone collegandovi al sito ufficiale del Museo

di Salvatore D’Ambrosio

Fotografie a cura di Tiziana Teperino –  © Copyright 2017 – Tutti i diritti riservati

Festival MANN – Muse al Museo: Paolo Benvegnù incontra Riccardo Sinigallia ultima modifica: 2017-04-20T14:47:07+00:00 da Salvatore D Ambrosio