#Fumettidelvenerdì: La Nuova Pornografia di Lewis Trondheim

Avvisiamo subito i gentili lettori che la lettura di quest’articolo è destinata ad un pubblico adulto, dotato di grande ironia e che conosce numerose pratiche sessuali. Buon proseguimento

La nuova Pornografia è un fumetto “atipico” perché, sì, non è proprio un fumetto come quelli che siamo abituati a leggere: balloon, vignette, azione, dialoghi. Lewis Trondheim sceglie, però, di usare il puro linguaggio del fumetto, quello che – per citare Eisner prima e McCloud dopo – possiamo definire come “arte sequenziale” per descrivere, da un punto di vista estremamente inusuale, ciò che l’uomo fa da millenni: il sesso.

E lo fa anche in una forma estetica estremamente peculiare, attraverso, cioè, una fortissima, a volte spregiudicata geometrizzazione. Chiamiamo in causa il saggista Scott McCloud ancora una volta, specie per l’utilizzo che fa del termine “icona” nel descrivere il linguaggio dei comics: «qualsiasi immagine usata per rappresentare una persona, un luogo, una cosa o un’idea».

Se cercavate, dunque, una lettura peccaminosa con donne succinte dalle curve sinuose, che si intrattengono in piacevoli intermezzi o avventure erotiche con uomini prestanti e muscolosi dotati di un enorme carisma, allora non è il fumetto per voi.

Trondheim ci racconta il sesso, ci racconta le pratiche sessuali guardando dall’interno del corpo della donna verso l’esterno. Non c’è un racconto inteso come storia, ma ogni tavola – o “figura” – o coppie di tavole raccontano un atto sessuale, attraverso cerchi e ovali che si incontrano in un mare magnum nero il cui unico spiraglio di bianco è rappresentato da un’apertura del corpo.

La scansione ritmica e rigida le layout delle vignette permette all’autore di descrivere l’intero atto sessuale quasi fosse un filmato cinematografico, da qui la “nuova” frontiera della pornografia: non serve l’immagine filmata ricca di dettagli e primi piani (non dei volti, ovviamente), bastano ovali, cerchi, e triangoli e forme arrotondate per suggerire esplicitamente l’atto sessuale.

Parliamo di grande sperimentazione del mezzo e del linguaggio fumettistico, in cui l’esercizio di stile, più che il contenuto, è la forza propulsiva della lettura. È un gioco ironico, con il fumetto, con il canone narrativo dei comics, con la sessualità e, ovviamente, con il lettore.

Il lettore, infatti, improvvisamente si ritrova a sfogliare le tavole numerose volte per capirne il contenuto, a volte di facile lettura, altre volte più criptico, che è tale solo in base alla conoscenza che egli stesso ha delle pratiche sessuali.

Trondheim lavora, dunque, sul linguaggio del fumetto, lo riscrive, lo adatta a quello cinematografico, quasi volendosi sostituire ad esso, e lo fa attraverso icone ridotte a sintesi più ardite per creare un forte legame con il lettore coinvolgendo il suo vissuto intimo e ammiccando con grande malizia senza mai essere volgare.

Poi, se non vi basta l’incontro tra un ovale e un cerchio per soddisfare la vostra curiosità sessuale, siete persone senza fantasia.

Leonardo Cantone