La lettura: Quale futuro?

La lettura: Quale futuro?

Secondo l’ultimo aggiornamento ISTAT sulla produzione e lettura dei libri, in Italia si legge meno che in tutti gli altri paesi europei. Che sia un libro di carta o un moderno e-book, il risultato non cambia. Ma come è possibile questo impoverimento culturale in un paese, come il nostro, che ha dato i natali a illustri scrittori ed è considerato la culla della cultura?

In molti sostengono che una delle ragioni principali sia la profonda crisi economica che da anni attanaglia il Belpaese. I libri costano e spesso per le famiglie monoreddito è davvero difficile riuscire a comprarli. In questo le case editrici, a mio personalissimo avviso, potrebbero fare un mea culpa e rivedere le proprie scelte editoriali. Ma questa è comunque soltanto la punta dell’iceberg. È in atto una crisi sociale e culturale legata all’abbandono scolastico, all’analfabetismo di ritorno e al potere di una TV spazzatura che ha smesso da tempo, oramai, di essere un mezzo di Informazione e trasmissione di Cultura. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una generazione di ignoranti (che letteralmente ignorano, non sanno) che, oltre ai libri, non ha mai sfogliato nemmeno un quotidiano ,se non probabilmente quello sportivo. Con tutto il sacrosanto rispetto per lo sport che amo e pratico da sempre. L’imbarbarimento culturale è poi direttamente proporzionale alla qualità dei governanti che si susseguono sull’altare della politica. Gli elettori, che potenzialmente potrebbero fare la differenza, hanno rinunciato al loro ruolo di cittadini attivi e responsabili pensando che la politica non sia un affare che li riguarda, ma di fatto, avendo intorpidito il loro spirito critico, consegnano il paese in mano a persone incompetenti a loro volta. Insomma, dai libri alla politica la distanza è di pochissime pagine… ovviamente non lette!

Analizzando più nel dettaglio i dati ISTAT, si scopre che la fascia di età che legge poco o niente è quella compresa tra i 25 ed i 45 anni. È avvilente per una appassionata lettrice come me, soprattutto in considerazione del fatto che a questa fascia è legata la produttività ed il dinamismo di un paese che può definirsi sviluppato.

Leggere significa far veicolare le idee, e quando il commercio viaggia insieme alla cultura si può davvero andare lontano.

Per fortuna che ci sono i bambini ed i ragazzi, il vero avamposto del futuro: si registra, infatti, un aumento percentuale molto significativo nell’acquisto dei libri per la fascia d’età compresa tra i 6 ed i 15 anni.

Un bambino che legge si dimentica dei piedi,ha schegge di luce negli occhi ardenti. Un bambino che legge va lontano senza che nessuno lo tenga per mano” (A.Petrosino)


Non tutto è perduto:un bambino che legge sarà un adulto che pensa.



Milena Del Prete