“Sei personaggi in cerca di Totore” di Francesca Gerla e Pino Imperatore

Il titolo già incuriosisce. Sei personaggi in cerca di Totore. Più del titolo, è il sottotitolo a meritare la nostra attenzione: Opera comica in sette capovolgimenti.

Nelle giornate cadenzate dal ritmo disumano dello stress è fondamentale ritagliarsi il tempo per ridere. E possiamo farlo, che ci crediate o no, anche grazie ad un libro.

La penna di Francesca Gerla si unisce a quella di Pino Imperatore per dare vita ad un lavoro dedicato ai ragazzi di Napoli. Scritto in lingua napoletana per gran parte e condito dal sano umorismo partenopeo, questopera offre un simpatico tuffo nel modo di vivere e sentire tutto nostrano. Attraverso scambi di battute, si entra a piè pari nelluniverso di certi quartieri.

Attenzione, lo sguardo degli scrittori non è pietoso, semplicemente raccontano fatti verosimili e reazioni per niente lontane dal mondo reale.

Cito pagina 48 cu a differenza ca nto bosco ce stanne gli animali e gli alberi e nto parco Ice Snei ce stanne e famiglie, e criature, e viecchie, e perzone, tanti perzone, ognuna a pobblema, ognuna cu na divisa e combattimento ncuollo, pecché ‘a vita è ‘na guerra nfame ca fernesce sule quanne chiure lluocchie pesempe, e io laggie cumbattuta juorno pejuorno, laggie pigliata a muorze, ora per ora, ogni minuto, mumento pemumento, senza me fermamaje, chesta soddisfazione non lho mai potuta avere…”

Non mancano spunti di riflessione profonda, che funzionano ancor di più perché abbinati a risate di pancia.

Parliamone con gli autori.

Ci spiegate il titolo?

FRANCESCA In un primo momento pensavamo a Sei personaggi in cerca di un dottore; poi abbiamo deciso di declinare la storia in salsa più partenopea, e abbiamo optato per Sei personaggi in cerca di Totore. Ma il nucleo della vicenda è rimasto invariato: un incidente automobilistico coinvolge sei persone, tutte legate in qualche modo tra di loro. È proprio il responsabile, Totore, lanello di congiunzione tra i personaggi: la mamma, la fidanzata, lamico, il suo ex professore… Ma che fine ha fatto? Tutti lo cercano, e lui comparirà solo alla fine per dire la sua ribaltando i punti di vista di chi lha preceduto.

PINO Avevamo anche una terza possibilità: Sei personaggi in cerca di un esattore, storia truculenta ambientata nel cupo mondo del fisco. Labbiamo accantonata perché non siamo riusciti a metterci daccordo sulla fine da riservare allesattore: io propendevo per lacido, Francesca per limpiccagione.

Raccontateci lesperienza della scrittura a quattro mani.

FRANCESCA Si può riassumere in due parole: impegno e spasso. Siamo stati molto rigorosi nellimporci alcune regole sia per la trama che per la modalità di narrazione; e tuttavia abbiamo lasciato aperta la possibilità per ciascuno di noi di inventare una parte della storia, sorprendendoci a vicenda e divertendoci anche per questo.

PINO A dire il vero, mentre Francesca scriveva, io tenevo impegnate le mie mani ad arraffare dalla sua credenza patatine, salatini, tarallucci col finocchietto, grissini, merendine. Devo dire che si tratta bene, la ragazza, in fatto di cibarie.

FRANCESCA Erano cibarie dei miei figli, non mie!

PINO Davvero? Chiedo veniaRiparerò portandoli in pizzeria.

Quale messaggio volete comunicare?

PINO Messaggio? Quale messaggio?

FRANCESCA Dai, Pino, il nostro è un libro serio, pieno di spunti di riflessione

PINO Dai, Francesca, non scherzare.

Ci sono alcuni flash che forse solo un napoletano può comprendere fino in fondo. Ad esempio a pagina 19 cito: Mia mamma mi coccola da quandero in fasce. Si metterebbe dalla parte mia pure se facessi na strage. In un certo senso questo libro rappresenta una mini guida per capire il sentire napoletano?

FRANCESCA Sì.

PINO No.

In che modo avete scritto lopera? Vi siete divisi i capitoli da scrivere oppure avete contaminato luno la scrittura dellaltro?

FRANCESCA Stabiliti i cardini della narrazione (in primis le dinamiche dellincidente), ciascuno di noi ha scritto delle parti in autonomia sottoponendole allaltro, in un rimbalzo di correzioni e riscritture che ha avuto non pochi colpi di scena pure per noi stessi, che siamo diventati non solo autori ma anche lettori del nostro stesso libro.

PINO Ammetto di aver avuto qualche difficoltà a scrivere le parti al femminile. Poi per fortuna è venuta fuori la Wonder Woman che è in me.

Cito da pagina 27: “«Lamore è come una scossa» diceva nonna Maria. «Quando la prendi, la vita si appiana, e tutto prende senso». Si può dire che lintera vicenda si svolge per un moto damore?

FRANCESCA Lamore, o lillusione damore, è uno dei motori della storia, quello che porta molti personaggi a compiere azioni anche catastrofiche. Lamore sentimentale, certo, ma anche quello familiare e amicale. Il libro vuole essere una piccola rappresentazione delle dinamiche che muovono tutti noi, stanando soprattutto le contraddizioni e le bugie che spesso costellano le migliori storie damore e di vita.

PINO Grazie, Francesca, mi hai tolto le parole di bocca.

Perché è stato scelto il quartiere di Marianella?

FRANCESCA Ci interessava ambientare il romanzo in un luogo che fosse rappresentativo della periferia napoletana meno nota al grande pubblico, che non fosse balzata agli onori della cronaca né per i suoi aspetti positivi né per quelli negativi. Il nostro intento era raccontare la normalità e, nel contempo, leccezionalità degli esseri umani, riscontrabile anche in luoghi meno conosciuti. Marianella è dunque un luogo rappresentativo dellintera città di Napoli. Al tempo stesso, il libro vuole essere un omaggio alla gioventù napoletana nel suo insieme, alla possibilità di resistere alle tentazioni delle soluzioni facili, spesso a portata di mano ma altrettanto spesso scartate dalla maggior parte dei ragazzi di Napoli.

PINO Francesca, non ho capito nulla di ciò che hai detto, ma ho la sensazione di essere daccordo.

Sei personaggi in cerca di Totoreha avuto da subito successo. Prevedete future collaborazioni?

FRANCESCA – È vero, il libro ha riscosso molto interesse. Anche in platee inaspettate, come quelle scolastiche. Restiamo possibilisti sullipotesi di collaborazioni future, magari per un sequel della storia. Ma soprattutto il testo, composto da monologhi, è stato pensato anche per un eventuale adattamento teatrale.

PINO Ben vengano future collaborazioni. A condizione che Francesca, con il consenso scritto dei suoi figli, mi dia accesso libero alla sua credenza.

Come al solito vorrei salutarvi con un estratto che, appena letto lho subito sottolineato, è semplice e chiaro e sono sicura che anche voi lo sentirete vostro:

pag 83 Mi sono spiegata? Io penso che sì, che avete compreso, perché capita pure a voi. Di sapere benissimamente cosa devono fare gli altri, e non saperlo per voi. La vita è complicata.

La vita è complicata, rendiamola meno con una risata.

Recensione di Maura Messina