#Fumettidelvenerdì: Francis di Loputyn non è un fumetto per ragazzine

Mai giudicare un libro dalla copertina. Può sembrare banale ma, purtroppo, non lo è mai!

E se il suddetto detto vien detto spesso, non vien mai detto abbastanza. Vien detto come metafora, ma raramente vien detto come detto letterale.

Ed è questo il caso di Francis. Chi conosce la straordinaria Jessica Cioffi, in arte Loputyn, può saltare (solo) le prossime righe. In copertina troneggia una streghetta, una ragazzina dai capelli viola, disegnata con uno stile che richiama i manga. I più superficiali guardando la copertina potrebbero pensare «va be’, sarà un fumetto per ragazzine», ma basta leggere anche solo la prima tavola per rendersi conto che il contenuto è molto altro.

La storia, ma non la staremo certo a raccontare, è quella della piccola strega Metilla, pronta alla grande sfida: è la candidata per succedere alla Capoclan nel suo ruolo. Pigra, fin troppo spensierata, come uno studente che si mette a studiare troppo tardi per un esame, Metilla evocherà lo spirtio Francis per farsi aiutare.

Ma questo è solo il pretesto narrativo per parlare invece di altro: la crescita. Potremmo definire l’intera storia come un “racconto di formazione”, una formazione raccontata nel suo momento più critico: il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Responsabilità, impegno, paura, rabbia, sentirsi inadatti, sono tutte le componenti del delicato passaggio che Cioffi sceglie di raccontare attraverso la metafora, chiaramente più di impatto, della formazione di una strega.

Ognuno di noi (ed è per questo che il fumetto è destinato ad un pubblico plurigenerazionale), nella propria esistenza, non necessariamente nell’adolescenza, ha affrontato questo momento di “crisi”: perché dovremmo abbandonare il nostro mondo, quello in cui comodamente ci adagiamo, per sceglierne un altro? Ed è la stessa domanda che si pone la protagonista della storia, con tutte le difficoltà che questo reca con sé. Dopotutto, il fumetto racconta di “scelte” – giuste o sbagliate che siano è a discrezione del lettore – che vanno prese. Anche scegliere di rimanere nel proprio mondo è, appunto, una scelta. Ma, come ci ricorda questa storia, rischiamo che la “scelta”, per noi, sarà a farla qualcun altro.

Il disegno, poi, a prescindere dal gusto personale, non può che incantare chiunque, anche solamente se si sfoglia il fumetto: alcune tavole hanno una potenza evocativa capace di ipnotizzare chi legge; le linee sinuose del tratto di Cioffi rendono tangibile la magia protagonista del fumetto e si concedono, spesso, all’inquietudine caratterizzata da tinte disturbanti e orrorifiche.

Insomma, se pensavate a un fumetto per scolarette dedite a manga pucciosi e tenerelli, sbagliavate di grosso: Francis è un racconto capace di narrare la criticità della crescita, della difficoltà nello scegliere, non solo il proprio percorso, ma la propria identità, e lo fa con la giusta dose di leggerezza e drammaticità.

ps. sapete dove ci si iscrive per diventare una strega?

Leonardo Cantone