Sky Arte Festival: Manuel Agnelli e “L’identità dell’artista”

Dal 5 al 7 maggio a Napoli è possibile assistere, in maniera del tutto gratuita, grazie a Sky, ed in particolare al canale tematico Sky Arte, a mostre fotografiche, proiezioni in anteprima, concerti ed incontri con personaggi della scena artistica italiana ed internazionale, perfomances teatrali, street art e tanto altro. Numerose forme di espressione artistica ed un fitto calendario di appuntamenti con l’arte per la prima edizione di Sky Arte Festival, un evento che l’emittente satellitare ha voluto realizzare proprio nel capoluogo campano.

Ieri pomeriggio, a partire dalle 16:30, Manuel Agnelli è stato protagonista, a Villa Pignatelli, di una masterclass dal titolo L’identità dell’artista, un incontro della durata di un’ora circa durante il quale il leader degli Afterhours ha illustrato ed analizzato il concetto di Identità artistica e di come esso si sia evoluto negli ultimi quarant’anni nel nostro Paese.

Agnelli, dopo essersi complimentato con la città di Napoli per il fermento politico ed artistico che sta vivendo – un unicum in Italia difficile da ingabbiare in logiche precostituite -, ha introdotto il tema in oggetto parlando di sé, della sua esperienza artistica, delle influenze maturate durante il suo percorso, per giungere a delle conclusioni sull’attuale momento che vive l’Italia. L’esperienza come giudice di un talent gli ha permesso di osservare da vicino come oggi ci sia, da un lato, maggior preparazione da parte di chi sceglie di intraprende la carriera dell’artista e, allo stesso tempo, una certa confusione tra i concetti di Identità ed Immagine. Se per immagine intendiamo la maniera in cui ci presentiamo al mondo, l’identità è la visione che abbiamo di esso, del modo in cui viviamo e raccontiamo la vita. Le grandi doti di alcuni non sono accompagnate da una consapevolezza identitaria che gli consenta di emergere dal buco nero in cui è sprofondata la cultura musicale italiana.

Nei periodi bui l’arte diventa un fenomeno interessante perché si manifesta attraverso forme non convenzionali, perché implica una ricerca che va oltre il perimetro in cui è circoscritta e si sviluppa, e dove qualcuno vorrebbe confinarla. Nei periodi di crisi gli artisti dovrebbero dir la loro, prendere posizione, manifestare la propria identità, mentre invece assistiamo ad un appiattimento culturale che genera produzioni parassitarie ed artefatte buone per tamarri o finti intellettuali. Non esistono vie di mezzo che le permettano di risalire la china e/o rigenerarsi.

Fino alla fine del secolo scorso l’identità di un artista era un parametro fondamentale per giudicare la sua carriera, e difficilmente ci si pronunciava al riguardo se questi non avesse avuto all’attivo una discreta produzione. Oggi invece si assiste ad un processo di sintesi, da parte delle produzioni e degli addetti ai lavori, che ha spostato l’attenzione dai contenuti all’immagine. Da ciò derivano i “successi” di alcuni fenomeni del momento che fino a poco tempo sarebbero stati ignorati o rimasti in osservazione fino alla famosa prova del terzo album. Uno stravolgimento che ha portato con sé un mutamento non indifferente nella scala dei valori artistici.

Nel corso del dibattito, Manuel individua in David Bowie l’esempio concreto di giusta commistione tra identità ed immagine, sopratutto in funzione del suo costante e sapiente adattamento ai tempi, a volte anticipandone anche le tendenze. Un continuo lavoro di ricerca su se stesso, metamorfosi dettate dalle abituali frequentazioni (ad es. la scelta dell’eteronimo Ziggy derivante dalle esperienze con Iggy Pop) e dai contesti storici culturali vissuti (periodo berlinese), che gli hanno consentito di esprimere sempre al meglio uno straordinario potenziale artistico. Un processo trasformativo – evolutivo spalmato nell’arco di cinquant’anni conclusosi con Blackstar, il testamento artistico di una carriera sempre ai massimi livelli.

L’incontro è proseguito poi, sulla scia dei temi affrontati, con alcune domande dei presenti dalle quali si sono approfonditi ulteriori scenari che hanno toccato i passaggi  significativi (come l’esclusione da Sanremo) della carriera artistica dello stesso Agnelli e degli Afterhours. In definitiva, un piacevolissimo e stimolante incontro che ci auguriamo possa portare ad una calendarizzazione di eventi artistici e culturali  analoghi nell’agenda della Regione Campania.

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di Salvatore D’Ambrosio

Fotografie a cura di Tiziana Teperino – © Copyright 2017 – Tutti i diritti riservati

Sky Arte Festival: Manuel Agnelli e “L’identità dell’artista” ultima modifica: 2017-05-07T16:37:03+00:00 da Salvatore D Ambrosio