“Niente da Perdere” è il nuovo singolo del progetto Godo’

Godo’

“Niente da Perdere”

 

Donato Barbato, in arte Godo’, lancia  il singolo Niente da Perdere. Il cantautore campano si svela al pubblico

Aspettando Godot, l’opera di Beckett, uno degli scritti teatrali maggiori dell’autore irlandese, ispira questa volta il nome di un progetto cantautoriale campano di tutto rispetto. Godo’ è Donato Barbato, classe 1985, laureato in Giurisprudenza, scrittore, autore, un cantautore fortemente legato ad Acerra, città in cui è cresciuto, e a Napoli, città in cui vive e lavora.

Godo’, paradossalmente, è un progetto contro l’attesa, lo smarrimento e la disillusione. Il singolo, Niente da perdere, registrato ai Black Eight Studios, ricalca in poco meno di quattro minuti i temi che fanno da cardine al progetto. L’unione fa la forza, mille voci sussurrate possono rompere il silenzio che schiavizza e incatena la libertà e i diritti che ogni uomo dovrebbe possedere, far propri, come un dogma, un postulato intrinseco donato alla nascita.

Il gioco di sguardi tra lo stesso Donato Barbato e Sabrina Coppola, attrice co-protagnista del video (girato all’Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo per  la regia di Hace Dig), dà forma alle parole della canzone. Sguardi d’intesa, un invito alla cooperazione, alla collaborazione, che fa da eco al grido, leitmotiv del brano “Noi ci dobbiamo prendere tutto”. Un mantra che ripetuto, prima in maniera soffusa, poi urlato a gran voce, accende lentamente ma con costanza la fiamma che arde all’interno dell’animo di ogni singolo studente, lavoratore, uomo, costretto quotidianamente ad una sottomissione che prende la forma delle illusioni, della mediocrità che il sistema, la società ha imposto alla comunità, portando i sogni, i desideri, le ambizioni a vivere un lutto nero, silenzioso e irreversibile.

Le sonorità incalzanti, il ritmo folk, la tonalità maggiore, il colore del brano, fanno contemporaneamente da eco e da contrasto al senso del brano. Niente da perdere è un crescendo in musica avvincente e orecchiabile, che colpisce allo stomaco smuovendo le ceneri e liberando, finalmente, la fenice sopita.

Godo’ è un progetto che nasce dal bisogno di lottare contro il tempo, provando a fotografare il presente e immaginare il futuro. Un progetto acustico, folk, talvolta sorretto da sonorità elettriche, fatto di piccole storie quotidiane, personali e collettive che si ramificano rifiutando l’immobilismo.