Monsters of Rock, Mosca: Il concerto che segnò una Rivoluzione

Monsters of Rock, Mosca

28 settembre 1991

Monsters of Rock, Mosca

Il concerto che segnò una Rivoluzione

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Un evento di caratura internazionale e di estrema importanza a livello storico aveva caratterizzato il giorno di Natale del ’91: Michail Gorbačëv (Gorbaciov) si dimise da Presidente del’Unione Sovietica; sul Cremlino smise di sventolare la bandiera rossa raffigurante falce e martello. De facto, fu la morte del comunismo: un sogno che aveva affascinato e coinvolto intere generazioni o un incubo la cui ombra aveva terrorizzato per anni il mondo occidentale?

Il dibattito storico-politico è aperto ancora oggi. Si discute su quali siano state le cause e le conseguenze di quel decesso, si analizzano le date fondamentali che abbiano portato alla dissoluzione della più grande confederazione mai esistita in epoca contemporanea. Potremmo prenderne in esempio alcune, come lo scioglimento del Patto di Varsavia (primo Luglio 1991) o i 3 giorni del fallito Colpo di Stato (19-21 Agosto 1991) organizzato dagli alti ranghi del KGB e dell’Armata Rossa.

Tuttavia, non farebbero parte dell’argomento cardine che vogliamo trattare. Nella lunga e complicata analisi storica sulla fine dell’URSS si è dato poco conto ad un avvenimento che meriterebbe una dovuta rivalutazione, il Monsters of Rock tenutosi all’aeroporto di Mosca-Tusino il 28 Settembre 1991.

 

Cosa simboleggiava il Monsters of Rock, Mosca

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Simboleggiava il termine della censura di regime

Fino ad allora era assolutamente proibito l’ascolto e la divulgazione della maggior parte degli artisti e dei gruppi “scomodi al regime” provenienti dai Paesi sottostanti al Patto Atlantico, ovvero quelli filoamericani. La musica, soprattutto il rock in ogni sua manifestazione, era considerata come pericolosa propaganda che spingeva alla ribellione contro le autorità costituite. Era un’arma del nemico per abbattere il sistema, dunque, bandita.

I giovani sovietici conoscevano dell’esistenza del rock ‘n’roll solo grazie all’ausilio delle radio clandestine. Fin quando i fautori di quest’ultime non venivano scoperti ed arrestati, sia chiaro. In pratica gli appassionati del genere erano costretti a nascondersi come topi: gli era stato legalmente negato di idolatrare determinati rappresentanti di un’ideologia che era in netto contrasto con quella comunista.

Ora, immedesimatevi un secondo in un ragazzo moscovita che nel ’91 era un teenager appassionato di musica pesante made in USA, e provate ad immaginare la sua reazione nel momento in cui venne a sapere che avrebbe potuto assistire allo spettacolo di tizi che nei loro testi parlano di cowboy e Texas .

 

Simboleggiava, in parte, il termine della violenza di regime

Le testimonianze dell’epoca, siano esse digitali od orali, ci dicono chiaramente che l’Armata Rossa, tenuta a presenziare e a mantenere l’ordine pubblico, fece un uso scarso, se non nullo, del manganello. Finirono per partecipare all’evento arrivando, addirittura, a togliersi la divisa in segno di protesta. Un’ottica surreale che sarebbe stata a dir poco utopistica se qualche profeta avesse osato predirla.

Soldati e ragazzi che scapocciano al ritmo dei riff di Angus Young e degli yeah di Hetfield nella Russia comunista. Sul serio?!

 

Simboleggiava un record per l’epoca

Le stime parlano di una partecipazione di massa, con una cifra superiore ad un milione (di russi e non) che si riversò all’aeroporto di Mosca-Tusino, pronta a fare baldoria e ad abbattere qualsiasi barriera tra due universi paralleli, proprio come avevano fatto i tedeschi della DDR due anni prima oltrepassando il muro.

Il più grande concerto metal della storia, tirando le somme. In un luogo che nessuno avrebbe mai immaginato, visto e considerato il fatto che si trattò, comunque sia, del primissimo concerto di massa in URSS.

Insomma, il Monsters of Rock stabiliva una vera e propria Rivoluzione a livello culturale che anticipava di alcuni mesi quella storica e politica perpetrata attraverso il collasso definitivo del sistema comunista. Grazie a Boris El’cin (Eltsin), principale oppositore di Gorbačëv e Presidente della Russia Sovietica da qualche mese a quella parte, lo Zio Sam era atterrato nella terra dell’antagonista rosso dopo decenni di tentata invasione.Le sue truppe non erano composte da Marines o altri corpi scelti, bensì da musicisti capelloni famosi a livello mondiale e fino ad allora non considerati come ospiti graditi nella Grande Madre Russia. Fuori di testa e in preda alla tossicodipendenza o all’abuso di alcool, per giunta.

Non era importante solo il fine, era importante anche il mezzo con cui esso venisse trasmesso: l’Heavy Metal fu un ottimo conduttore se riuscì nell’impresa di far riunire sotto un unico ideale un milione di persone. Solo Woodstock è paragonabile ad un evento di tale portata. Non ci credete?

Vi lasciamo  con un assaggio dello show dei Metallica (Fade to Black)

 

 

rimandandovi ai video ed alle playlist presenti su Youtube per approfondire le esibizioni di Black Crowes, Pantera, Metallica ed AC/DC.

 

Horns up, Towarish!

 

 

Francesco Forgione