Uber Sheizer: King of Rock (2017): One Man Hard Rock Band

Uber Sheizer - King of Rock

Uber Sheizer – King of Rock (2017)

One Man Hard Rock Band

 

Solitamente le “one man band” sono un progetto difficilmente reperibile ai giorni nostri. Eppure c’è chi ancora, nel 2017, preferisce virare unicamente su se stesso per la composizione del proprio lavoro, affidandosi alle proprie doti di polistrumentista. È il caso di Giuseppe Lentini, musicista natio di Bologna che, sotto il monicker di “Uber Sheizer”, ha dato alla luce, agli albori di Agosto, l’album “King of Rock”.

L’opener “40 Miles Away” parte con una intro di tastiera ed ha dall’inizio il sapore di Deep Purple. La titletrack “King Of Rock” ci riporta verso sonorità AoR semplici ed orecchiabili. Il terzo pezzo, “I Want You Forever”inizia con una base elettronica insolita e si distacca totalmente dal genere dell’album per accostarsi verso il pop.

Scoppi di fiamme ed un riff, ahimè, trito e ritrito, sono la base di “Fire In The Night”. “Hell Is Your Way” è già più accattivante, presentando un ottimo assolo, e segna la metà dell’album. La ballad sopraggiunge alla sesta traccia, ed è “Beginning Again”. Le lyrics della successiva “I Am The Night” ci conducono verso l’hair metal.

Ascoltando i primi secondi di “Now” mi pare di udire Sweet Dreams degli Eurythmics. La cosa bizzarra è che subito dopo si passa ad una canzone in pieno stile Tenacious D, ovvero “More Metal Than Metal”. Il brano conclusivo, “Lay On The Floor” è la seconda ballata e pone il sipario sul disco.

10 pezzi per circa tre quarti d’ora d’ascolto. Nient’altro che un rock di tributo agli anni ’80, in cui si mischiano AoR, pop ed hard, che presenta poca fantasia sotto il profilo compositivo e poca capacità d’adattamento al XXI secolo. Un’occasione sprecata, dal mio punto di vista, o se preferite un disco che può interessare esclusivamente coloro  i quali soffrono di nostalgia cronica.

di Francesco Forgione