Coez fa un casino incredibile a Bologna: Tutto molto bello

Con l’arrivo dell’Autunno riprende la stagione eventistica in molte grandi città. A Bologna, da qualche anno, il calcio d’inizio spetta  al “Tutto Molto Bello”, torneo di calcetto per etichette discografiche con squadre composte da chi, nel resto dell’anno, muove e tesse le trame dell’intricato mondo musicale italiano. Tra le formazioni in campo realtà come Soundreef, Woodworm Label, Bomba Dischi e Trovarorobato.


Se poi allo sport ci si somma che di fianco vi è uno dei locali musicali più rinomati nel panorama del Nord Italia il gioco è fatto. Il Locomotiv Club apre i suoi spazi e all’Arena Puccini propone un weekend di musica iniziato con lo special show di IOSONOUNCANE (unica data dell’anno), con accompagnamento di fiati, proseguendo il Sabato sera con il triplete ”Le altre di B”, “Giorgio Poi” e “Colombre” per poi chiudersi Domenica con la vera rivelazione di quest’ annata: Silvano Albanese, in arte Coez.

Il ragazzo ne ha fatta di strada: tre album con la Carosello Records, l’ultimo lavoro “Faccio un casino” al vertice della scena rap italiana, qualche milione di ascolti per molti dei brani facenti parte di questo EP, collaborazioni con nomi importanti della scena indie italiana (tre brani prodotti con Niccolò Contessa de I Cani) ed un seguito fortissimo che viene mostrato alla prova dei fatti con il tutto esaurito presso l’ Arena Puccini, data finale del “Faccio un casino tour”. Cifra tonda, 2000 presenze.

Agli strumenti c’è gente che sa suonare e lo fa divertendosi. Musicalmente, si nota da subito che tra i musicisti c’è una forte intesa sul palco, suonano come un gruppo d’amici, merito sicuramente delle tante date. Ma lo show è collaudato e l’interazione col pubblico c’è, incluso Coez, ovviamente, padrone della scena che, senza strafare, scherza, ride e canta. Canta molto con il suo pubblico, i tantissimi fan con un’età media bassa ma molto variegata.


Tanti i brani scoperti durante il concerto, le tematiche sono un po’ quelle di un ragazzo che si affaccia al mondo degli adulti con uno sguardo verso gli ultimi sprazzi di adolescenza: gli affetti familiari, gli amici, l’amore.


L’effetto karaoke è quasi fisso, fatta eccezione forse per due o tre  brani, meno conosciuti e meno cantati, tutto il resto è un continuo coro a Coez che, tra un brano e l’altro, chiede il supporto della fanbase, fa i rigorosi ringraziamenti alla produzione che ha lavorato alle quasi 30 date lungo lo Stivale, gioca e scherza col batterista fino a dargli più di una volta la scena per ridere insieme di risultati probabilmente inimmaginabili anni fa.

Un fenomeno che non sarà sempicemente il boom dell’annata ma un artista che potrà continuare a confermarsi nei prossimi album e tour, d’altronde, in una manciata di mesi, nel panorama musicale italiano ha davvero fatto un casino.