Walimai di Enzo D’Aniello [Recensione ed Intervista]

 “Walimai” di Enzo D’Aniello

 

Ricevo Walimai di Enzo DAniello in tarda serata. Al mattino mi sveglio, inizio a leggerlo e poi scopro di essere arrivata alla fine senza sforzo e in breve tempo. “Walimai” racconta una storia d’amore, di libertà e di coraggio. Tre elementi che viaggiano di pari passo pagina dopo pagina. Chi conosce l’autore riesce ad avvertire quanto di Enzo ci sia nella voglia di volersi mettere a nudo, non per compiacersi ma per ricercare una forma pura di sincerità. Per essere sinceri con se stessi e con il mondo. Nella dedica, firmata da Gianni Simioli, si legge “Disegna l’uomo che sei, uno splendido ragazzo folle, che oggi e’ capace di raccontare qualcosa. Chi saprà ascoltarti, prenderà appunti!”.

Dunque, mentre prepariamo carta e penna per prendere “appunti”, incontriamo l’autore:

La tua opera ha un titolo particolare, puoi spiegare il significato e il perché di questa scelta?

Walimai è vento in ebraico. Ho trovato questo titolo leggendo la Bibbia. Essendo io molto religioso, una mattina leggevo un passo della Bibbia che aveva proprio questo titolo e lo scelsi per il mio racconto, visto che parlo di gabbiani, vento e di un’anima che si rifugia in uno spirito libero.

La storia è molto forte. Racconta brevemente la trama senza rivelarne il finale.

Il dott. Luciano Iannulli è il primario dell’ospedale Gesù e Maria. Una mattina succede uno strano caso ed è costretto a confrontarsi con Philippe, un infermiere che ama volare con il deltaplano in compagnia dei gabbiani. Dopo una breve ramanzina Luciano affida alla figlia Tania, psicologa, il caso di Philippe. Tra i due nasce l’amore, fin quando non si scoprirà che Philippe è sieropositivo.

Cè un personaggio nel quale ti rivedi? Se sì, qual è?

Sì, Philippe perché è altruista, buono, ama la libertà e sopratutto ama.

Leggendo il libro si ha quasi l’impressione che sia stato scritto e pensato per il teatro. Possiamo sperare in una rappresentazione teatrale?

Sì, già stiamo lavorando a questo. Anzi ne approfitto per dirvi che domenica 22 ottobre alle 18:30 ci sarà la prima teatrale di Walimai al Teatro Bolivar di Napoli. Inoltre si sta pensando anche ad una versione cinematografica.

Quale messaggio vorresti far arrivare ai lettori?

Di porsi delle domande e non dare tutto per scontato quando si ritrovano di fronte una persona che assume comportamenti strani. Un po’ come diceva Pirandello:“metti le mie scarpe …”.

Ho sottolineato una frase sul libro di Enzo D’Aniello, la condivido con voi, sono certa vi farà riflettere:

Cosa può pensare una persona che, dopo un momento bellissimo, come quello di fare lamore, scopre che ha contratto lHiv? Oltre alla paura e allo sconforto, dovrà imparare a convivere con lignoranza di chi lo abbandonerà.

 

di Maura Messina