Charles Manson e le diaboliche influenze nel mondo del Cinema e della Musica

Charles Manson

DIABOLICHE INFLUENZE

Il 19/11/17 Charles Manson muore ad 83 anni nell’ospedale di Bakersfield in California, dove era stato trasferito dalla prigione di Corcoran. Una notizia in sé mediocre in quanto a straordinarietà, se non fosse che a morire sia proprio lui; una notizia che è stata rilanciata in tutto il mondo e masticata da molte persone, esperti o non, del settore. Ma di quale settore si parla? Chi sarebbe questo Charles Manson e perché crea tanto scalpore la morte di “uno dei tanti” detenuti americani?

Chi è Charles Manson? Non è davvero semplice rispondere a questa domanda, apparentemente tanto elementare. Durante l’intervista, rinchiuso in una cella, il giornalista chiede al detenuto proprio questo: “Chi sei?”. “Nobody (nessuno)” è la sua risposta.

Un delinquente finito in cella per crimini atroci e morto dopo essere stato condannato all’ergastolo? Nato a Cincinnati nel 1934 viene chiuso in galera nel 1971; passa in prigione più di metà della sua vita.

Charles Manson

Allora è un assassino? In realtà non sembra abbia ucciso nessuno di suo pugno.

Si può in ogni caso ritenere responsabile della morte di alcune persone? Dato inoppugnabile; ha ordinato la strage di alcune star e i suoi proseliti hanno agito rispettando i suoi ordini.

Allora l’etichetta assassino, criminale, forse non basta.

Charles Manson

Una rock star, un’icona pop? In effetti il 25 giugno 1970 è comparso sulla copertina del Rolling Stone; e poi Brian Hugh Warner, accostando i nomi di due figure iconiche statunitensi degli anni ’60, nel 1989 prese lo pseudonimo di Marylin Manson (Marylin è riferito alla bella Monroe, Manson invece è proprio lui) e fondò in Florida i Marilyn Manson & the Spooky Kids, una delle band musicali più controverse della storia americana. Lo stesso Charles Manson voleva fare il musicista: i suoi idoli erano i Beatles, i Beatles superstar, i quattro ragazzi che, come diceva Manson, “erano più famosi di Gesù Cristo” e riuscivano ad ipnotizzare milioni di altri ragazzi.

Restringere una figura così densa di rimandi e influenze in un solo articolo non è certamente ambizione da poco; anche soltanto raccontare e dare un senso a tutti i soprannomi che gli sono stati dati risulterebbe impresa difficile, passando da Messia ad Anticristo, da Satana a Gesù Cristo (solo per dirne alcuni).

Charles Manson – I fatti

Passiamo ai fatti, quelli principali, quelli più significativi e chiarificanti: correvano gli anni ’60, il tempo della rivoluzione culturale, della sperimentazione e delle utopie giovanili.

Due palcoscenici, due luoghi.

Uno è Spanh Ranch vicino Los Angeles, un decadente villaggio nel quale vive la Family, una comunità di hippie la cui guida spirituale è un trentacinquenne carismatico che viene da Cincinnati e ha passato già diversi anni della sua vita in galera. Manson e la sua famiglia vivono tutti insieme, stravolti da Lsd, anfetamine e dalle idee visionarie del loro guru. Nei suoi sermoni fonde teorie razziali a temi politici e mistico religiosi; le sue parole incantano, le sue teorie convincono.

Charles Manson

Il secondo luogo è ben diverso, siamo nel centro dell’America alto-borghese, siamo a Beverly Hills, la terra dei film. A cavallo tra il 9 e il 10 agosto 1969 alcuni estranei sono entrati a Cielo Drive, una villa di Bel Air. Sono i ragazzi e le ragazze della Family, mandate lì dal loro Guru con uno scopo ben preciso. Ci sono 5 morti in quella casa e la vittima più nota è la padrona di casa, la giovane e bella attrice Sharon Tate moglie di Roman Polansky, il famoso regista che proprio l’anno prima aveva terrorizzato l’America con Rosemary’s Baby. Sharon, incinta di 8 mesi, mostrava i segni di 17 pugnalate.

Ci sono molte scritte sui muri, tutte tracciate con il sangue delle vittime. Una particolare però colpisce: c’è scritto “Helter Skelter” (significa sottosopra o finimondo, ed indica, solitamente, gli scivoli elicoidali dei luna park). È anche il titolo di uno dei brani più ruvidi e violenti del quartetto di Liverpool uscito proprio l’anno precedente. Nella mente folle di Manson, che affermò l’esistenza nel brano di messaggi subliminali che scossero la sua psiche alterata dalle droghe, la canzone era un monito alla guerra che si doveva combattere. Su una porta, inoltre, fu trovata anche la parola Pigs (maiali); Piggies era un’altra canzone dei Beatles contenuta nell’album del ’68.

Charles Manson
Charles Manson – la svastica

Non è l’unica strage di cui è accusato Manson e la sua comunità hippie, ma certamente è la più famosa. Tuttavia non è esclusivamente la sua fedina penale che viene messa sotto i riflettori, quanto le influenze che questo personaggio ha avuto, ed ha tuttora, nella cultura. Manson e la svastica che si era inciso sulla fronte sono entrati nel mito prima ancora che lui morisse.

La sua follia mistico/criminale, quegli occhi spiritati hanno influenzato per quasi 50 anni l’immaginario di scrittori, registi e sceneggiatori. Ultimo è Quentin Tarantino, che sta lavorando a un film sulla storia di Manson. Già nel 2012, Old man diretto da Leah Shore rivela alcune conversazioni telefoniche tra lo scrittore canadese Marlin Marynich e Charles Manson.

Il processo che ha condannato all’ergastolo Manson e i suoi seguaci, è raccontato dal film Leslie, il mio nome è Leslie del 2009, diretto da Reginald Harkema.

Charles Manson

La sua storia ha influenzato anche serie televive come Aquarius, ed il fascino del personaggio e della sua influenza nella cultura pop, è passata anche per la musica: tra questi spiccano Danny Carl Wilson, batterista dei Beach Boys, gruppo che incluse un pezzo di Manson (Cease to exist/smettere di esistere) nell’album 20/20 del 1969; la collaborazione con i Guns and Roses per l’album The Spaghetti Incident del ’93; i Sonic Youth nel pezzo Death Valley ’69 del 1985 si ispirano agli omicidi commessi dalla Manson Family. Per concludere, nel 1992, il cantante dei Nine Inch Nails, Trent Reznor, prese in affitto la villa della strage di Bel Air e la trasformò in uno studio di registrazione dove incise The Downward Spiral. La lista degli artisti che gli hanno reso omaggio in qualche modo comprende anche Ozzy Osbourne, Slipknot e Kasabian.

Manson stesso ha continuato a produrre musica dentro il carcere, ma il Manson cantante non ha mai eccitato le folle; non è mai diventato la superstar musicale che da giovane sognava di essere sebbene, per la sua fama e le sue influenze, alcune caratteristiche da star sembrava possederle.

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Stefano Porrazzo