Fabrizio Cammarata – Of Shadows: undici canzoni d’amor dai colori ipnotici

Fabrizio Cammarata

Of Shadows

Eravamo seduti ad un chioschetto della costiera affacciato sul mare a bere un caffè. Il mare d’autunno ha qualcosa di speciale, perché ti dà l’opportunità di goderne a distanza. Hai la possibilità di assaporarlo e valutarlo con il giusto distacco senza essere intimamente coinvolto dall’acqua e l’andamento delle onde estive, che ti distraggono invitandoti al tuffo. Con mia moglie discutevamo del fatto di quanto siamo fortunati a vivere sulle sponde del Mediterraneo, e di come non possiamo fare a meno di volgere sempre il nostro sguardo al mare con affidamento: Madre e Padre, via di fuga, fonte di sostentamento, contaminazione e ricchezza, punto d’arrivo di mille culture, razze e saperi che trasportate a riva dalle maree ci hanno contaminato e arricchiti continuando a farlo con il loro moto costante.

Ho ascoltato il nuovo disco di Fabrizio Cammarata, “Of Shadows” (in uscita il 17 novembre per 800A Records e distribuito in tutto il mondo), e non ho potuto fare a meno di pensare come non possa che essere stato così anche per lui. Già la sua città d’origine mi chiarisce molte cose. Palermo: città di mare, città di sole, ombre e contraddizioni, araba e normanna, angoli di barocco che si sposano alla perfezione con le facciate liberty dei palazzi, le colonne greche e le chiese romaniche, punto d’arrivo e di partenza.

Fabrizio Cammarata

Penso che Fabrizio Cammarata non avesse la necessità di viaggiare molto per dare un respiro internazionale al proprio lavoro, gli sarebbe bastato inebriarsi dei colori e dei profumi della propria terra. Eppure, come tanti prima di lui, ha deciso di viaggiare, ha deciso di partire, perché il Mediterraneo oltre ad arricchire, oltre ad essere un punto d’arrivo, l’approdo, spesso prende, stimola i sognatori e li rapisce, diventando punto di partenza.

Tutto questo si percepisce chiaramente in Of Shadows, dall’intensità emotiva di canzoni d’amore fatte di arrivi e partenze. Si inizia con Long Shadows, ombre lunghe, un’eclissi totale di sole dove l’assenza di luce, anziché nascondere, rivela e svela, lasciandoci intravedere le enormi eruzioni che esplodono sulla superficie solare formandone la corona; continuando tra sonorità folk senza confini geografici, con elementi di elettronica e fusion in “Naked for you”, rimbalzando in riferimenti che vanno da Damien Rice a Paolo Nutini, da Bon Iver al James Blunt meno pop, fino agli Editors più romantici, srotolando una serie di poesie d’amore vestite di musica, chitarra, piano, violoncello ed arrangiamenti elettronici curati nei minimi dettagli.

Le ombre che Fabrizio Cammarata ci annuncia si avvertono a pieno aggirarsi all’interno di questo disco registrato a Palermo, e la mano esperta di Dani Castelar (produttore di Paolo Nutini e già engineer di Editors, REM, Michael Jakson, Snow Patrol) provvede a tenerle a bada lì dove tentano di prendere il sopravvento.

Fabrizio Cammarata canta e si sente il suono del mare che si distende sul bagnasciuga. Osservo l’orizzonte e vedo dei gabbiani galleggiare nell’aria, finisco il mio caffè distogliendo lo sguardo da quell’andamento ipnotico e penso che il cantante siciliano abbia dato inizio ad un gran bel viaggio.

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Domenico Rega