Fantastici 4 – 1234: dietro la maschera con Morrison e Lee

Fantastici 4 – 1234 

Fantastici 4 – 1234: dietro la maschera con Morrison e Lee

Grant Morrison ha avuto la capacità di scrivere uno dei più belli graphic novel dedicati al Cavaliere Oscuro: Batman Arkham Asylum. Cupo, potente, filosofico, un tripudio per gli occhi, un vanto per gli autori. E per la DC Comics, l’autore scozzese ha lavorato molto sul giustiziere di Gotham con numerose run, più o meno amate dai fan, ma di indubbio successo narrativo e non solo.

Fa, dunque, strano vederlo al lavoro sui personaggi della Marvel.

Fantastici 4 – 1234

Per Fantastici 4 – 1234, Morrison, si è avvalso dello straordinario disegnatore Jae Lee ed insieme hanno creato uno delle più intriganti e affascinanti storie del quartetto supereroico.

Partiamo, però, da due premesse.

La prima: i F4 sono il primo supergruppo, la famigliola “felice” dell’universo Marvel, l’uomo comune che diventa speciale e che, grazie all’unione con gli altri membri della famiglia, risolve i problemi del mondo. Avranno figli, si sposeranno, accoglieranno nel loro Baxter Building altri ragazzi speciali, creando una comunità di cui Reed Richards – alias Mr Fantastic – diventerà il patriarca.

Consapevole del bagaglio iconico e del portato editoriale degli eroi, Morrison – così come ha operato su Batman –, sceglie di sfruttarlo come trampolino di lancio assodato, già in possesso del lettore, per poterne dare così la propria visione. Morrison non vuole “demolire” o “destrutturare” l’eroe che esamina sotto la sua lente di ingrandimento, piuttosto ne vuole svelare le componenti meno trattate e le dinamiche più oscure.

E qui la seconda premessa: è evidente l’amore di Morrison per gli eroi Marvel e Dc Comics durante la cosiddetta Silver Age editoriale. L’autore scozzese, infatti, esplora le componenti solari, buoniste, emotivamente lineari di quella fase del fumetto statunitense di supereroi, per legarle alle sfaccettature maggiormente complesse del supereroe più moderno.

Fantastici 4 – 1234 : La storia

 

La storia è apparentemente semplice: il Dottor Destino convince Namor e l’Uomo Talpa ad un attacco sincronizzato per dividere il quartetto e poterli sconfiggere. Niente di nuovo. Se non fosse che l’approccio di Morrison, e la sua straordinaria gestione dei personaggi, è quello di raccontare la storia indagando il vissuto emotivo dei quattro eroi, sbirciando cosa c’è sotto la “maschera” da supergruppo sorridente che sconfigge il male: come tutti gli esseri umani, anche la Torcia Umana o la Cosa possono essere emotivamente frustrati, stanchi, infastiditi dalle abitudini, dai tic o, peggio, dalle nevrosi degli altri. Susan Storm è stanca di vedere il marito assentarsi per “pensare” a nuove invenzioni e con facilità si lascia sedurre dai modi e dal fisico del re atlantideo Namor. Così come Ben Grimm, esasperato dalla sua condizione di Cosa e che sfoga la propria frustrazione combattendo con – a volte troppa – ferocia i supercattivi. Quello di Morrison è un affondo nella psiche degli eroi, lo svelamento del complesso vissuto emotivo dei Fantastici Quattro e del loro arcinemico Dottor Destino.

Fantastici 4 – 1234

Se, dunque, l’approccio narrativo è di straordinaria complessità, analogo discorso lo si può fare con l’apparato grafico. Jae Lee è uno dei più identificabili artisti del fumetto statunitense, il character dei personaggi da lui ritratti è assolutamente riconoscibile. Per 1234, Lee – allineandosi con il concept della sceneggiatura – cerca un approccio inusuale al racconto. Una delle caratteristiche immediatamente evidenti è l’uso dello splashpage: Lee lo utilizza come base su cui costruire la tavola, sfruttando la giustapposizione, il rapporto e il legame tra vignette e splash. Le composizione grafiche sono spesso spregiudicate, articolate e quasi sempre tendenti al verticalismo, non solo strutturale della tavola, ma anche di elementi presenti nelle vignette stesse.

L’edizione uscita per la Panini Comics e appartenente alla collana I Grandi Tesori Marvel è tutto quello che un collezionista possa desiderare. Il grande formato permette di ammirare le tavole in tutto il loro splendore e la stampa di grande qualità regala il giusto valore cromatico ai colori di Josè Villarubia. La sovraccoperta-poster – con la riproduzione di una delle più belle cover originali di Lee – è quella chicca feticistica che non può che solleticare l’appetito del lettore-collezionista.

Può mancare un volume del genere nella propria libreria? Sì, non tutti lo hanno ancora preso. Per questo bisogna correre ai ripari e munirsi il prima possibile di una copia di Fantastici 4 – 1234.

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Leonardo Cantone