The Black Crown – Fragments (recensione)

The Black Crown

Fragments

atmosfere industrial ed alternative a metà tra rock e metal

The Black Crown corrisponde al progetto del napoletano Paolo Navarretta, eclettico musicista classe 1983. Fragments è il suo disco di debutto, in cui si avvale della collaborazione di Fulvio Di Nocera al basso e del britannico Scott Haskitt alla batteria. Fuoriuscito a Settembre 2016, racchiude 10 pezzi in 45 minuti.

The Black Crown – Fragments:  Il Disco

L’introduttiva “Gate” presenta un sound cupo, un ritornello orecchiabile e sembra a tratti un pezzo degli A Perfect Circle. L’intro della successiva “Forge” è già più pesante e stavolta è presente anche un assolo. “Wheel” è indirizzata verso il metal “industriale”. In “Ghosts” si ode un cenno di groove per poter fare casino e per un attimo la malinconia viene abbandonata. Il riff di “Clay” ci fa comprendere come il “momento heavy” non sia terminato, accompagnato dall’urlo iniziale a farla da padrone.

“Icona” è il brano di maggior creatività, uno strumentale di poco inferiore ai 2 minuti e che segna il crocevia dell’album, perché a partire da “Feed” si inizia con l’elettronica, accompagnata da un drumming incessante. Con “Flames”finalmente si può parlare di heavy metal vero e proprio; non a caso è stato estratto come singolo principale. Ascoltando “Rising” viene da chiedersi perché solo ora siano state tirate fuori delle tastiere con un suono così coinvolgente. “Pieces” chiude Fragments senza particolari acuti finali, se non il ripetuto “I don’t feel anymore”.

The Black Crown

The Black Crown – Fragments: Il commento

Seppur in fase di registrazione risulti a tratti perfetto, Fragments è un lavoro che, a parere del sottoscritto, non riesce a prendere una via che lo caratterizzi: il passaggio da sonorità tendenti all’industrial metal verso altre identificabili come alternative rock non gli garantisce un’identità ben precisa, nonostante ci siano momenti in cui l’ascolto risulti davvero godibile. La voce del Navarretta, però, non apparsa del tutto matura e all’altezza, di certo non aiuta. Più che sperimentazione, parlerei all’80% di un omaggio ai Nine Inch Nails e agli A Perfect Circle, quelle che si ipotizzano siano le due ispirazioni caratterizzanti del gruppo. Chi non ha a cuore queste due band difficilmente comprenderà il progetto “The Black Crown”.

The Black Crown – Contatti e Social

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Francesco Forgione