Pianeti è l’album d’esordio di Niccolò Moriconi, in arte Ultimo (recensione)

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Pianeti

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Pianeti è l’album d’esordio di Niccolò Moriconi, in arte Ultimo.

Personalmente amo riascoltare i primi lavori dei “grandi” artisti, che spesso risultano i miei preferiti dell’intera discografia, magari decennale: è come se dal primo album – faticato, talvolta acerbo, emozionato – si possa ascoltare il talento allo stato grezzo.

Da questa piccola passione, che coltivo da circa un decennio, è nata la mia attenzione per i cantanti “emergenti”, che si affacciano nel mondo della musica oggi e che domani potrebbero prende il posto (glielo auguro!) dei suddetti “big”.

Con questo spirito ho ascoltato “Pianeti”, l’album di esordio di Ultimo, un giovanissimo cantautore classe 1996. Senza un’aspettativa precisa – dato che avevo sentito parlare di Ultimo per la prima volta solo pochi giorni prima – mi sono messa all’ascolto delle quattordici tracce.

Ultimo – Pianeti

La prima traccia, Chiave, mi ha richiamato alla mente gli album di Nesli di qualche anno fa; è una canzone che racconta una realtà comune, tocca e accenna ai più evidenti disagi della società contemporanea. Mostra l’impostazione tipo di tutto l’album: strofe parlate o rappate e ritornello melodico – impostazione che, purtroppo, alla terza traccia perde d’impatto e d’interesse.

I pezzi successivi si susseguono, appunto, senza attirare l’attenzione dell’ascoltatore: i testi, molto intimi, raccontano l’adolescenza di Ultimo. Una tematica che però difficilmente può essere condivisa da qualcuno più maturo che abbia superato quel periodo da un po’.

La traccia conclusiva dell’album, dal titolo Stasera, si sveste dell’espressione dei brani precedenti e sembra proprio la più convincente. Ultimo si rivolge ad un’ipotetica donna e le chiede di tenergli compagnia per una sera, per la prima volta appare una personalità più adulta e la base musicale è un piacere da ascoltare e canticchiare.

Al termine dei cinquanta minuti di ascolto di “Pianeti” la sensazione che rimane è di déjà vu: io, che sono poco più grande di Ultimo, fino a pochi anni fa ascoltavo le canzoni che i miei amici del liceo scrivevano e registravano nelle loro camerette.

Stiamo parlando di un cantautore ancora molto giovane, di un interprete dei suoi tempi e della sua età, e in questo ruolo riesce perfettamente. Non resta che aspettare e scoprire se riuscirà a far crescere la sua musica insieme con i suoi anni.

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Francesca Tummolillo