Foo Fighters – Concrete and gold: un disco riuscito a metà

Foo Fighters – Concrete and gold

Nei lontani tempi che furono, durante il periodo delle scuole superiori, il sottoscritto e qualche compagno di classe scoprivamo il rock’n’roll, la classica fase adolescenziale da maglie nere e suppellettili vari.

In una delle infinite discussioni su artisti vari si chiacchierava su chi avremmo voluto essere in una vita parallela, in quel panorama di chitarre distorte e capelli lunghi; un compagno rispose senza esitazioni: Dave Grohl.

Col tempo gli diedi ragione, d’altronde era ed è un artista che con due band diverse (Nirvana negli anni ‘90 e Foo Fighters subito dopo) ha segnato la storia del rock contemporaneo.

Né lui né loro (Foo Fighters) hanno bisogno di presentazioni, per cui andiamo a commentare  il loro ultimo album, di recente pubblicazione, “Concrete and gold” – la cui cover richiama la durezza delle rocce, con le iniziali della band in color oro scolpite al  centro.

Foo Fighters

Foo Fighters

L’apertura è affidata ad un lento risveglio, un arpeggio con una base di tastiere ma dura il giusto, poco più di un minuto, per trovarci tra overdrive e rullate, sferzate veloci nello stile Foo Fighters. Un marchio di fabbrica che si avverte in molti riff e riprese.  C’è un filo continuo col passato, brani come “La Dee Da” o i due singoli anteprima dello stesso album (“Run” e “The Sky is a Neighborhood”) fanno muovere la testa a ritmo e simulare qualche urlo “grohliano”.

Da qui in poi l’album torna ad essere più o meno lento (se si esclude “Arrows”); la sensazione è di un album prodotto e realizzato per la necessità di produrre nuovo materiale più che per un guizzo artistico. L’effigie Foo Fighters è e sarà per molto tempo headbanging e goliardagine, ma difficilmente torneremo ad avere gli album che furono.

Ciò che ci aspetta resta un concerto che, se anche dovesse inserire in scaletta l’intero album, potrebbe prevedere un best of della band americana, per rendere l’esperienza live unica ed emozionante, come solo gli americani riescono.

Fun fact esterno alla recensione: nella nona traccia alla batteria figura un certo Paul McCartney.

Per un ascolto veloce, si consiglia di ascoltare: Run, Make It Right, La Dee Da, Arrows, Sunday Rain
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Fabio Viggiano

Foo Fighters – Concrete and gold: un disco riuscito a metà ultima modifica: 2017-12-09T13:10:39+00:00 da Fabio Viggiano