GOMORRA La Serie – Terza Stagione (Puntate Finali)

GOMORRA

La Serie
Terza Stagione

Ok, chiariamo subito un concetto basilare: i registi di Gomorra ci avevano abituato a colpi di scena imprevedibili, è un loro marchio di fabbrica. Ma questa volta si è sorpassato qualsiasi limite dell’immaginabile, in un finale di stagione che ha lasciato tutti , compreso chi vista scrivendo in questo momento, letteralmente a bocca aperta. Farò dunque uno strappo alla regola rispetto agli articoli sulle precedenti puntate, riassumendo tutto in un unico colpo. As usual, attention: SPOILER ALERT.

Gomorra La serie 3 – Episodio 11

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Pensavate che con l’esecuzione fittizia dei due ragazzi di Enzo si fosse giunti finalmente ad una tregua? Ebbene, non è così. Azzurra e il piccolo Pietro sono ancora sotto lo schiaffo di don Avitabile, che non ha la minima intenzione di riconsegnarli al genero. Bisogna giungere all’ennesimo accordo, c’è bisogno dell’ennesima riunione tra lo stesso Avitabile, i confederati, Scianel e Patrizia, l’apparente doppiogiochista che mette sul tavolo la proposta di Gennaro: la testa di Enzo in cambio della vita di Azzurra e di Pietro Jr.

Scianel vuole rendere le cose ancora più interessanti; alla morte di Enzo occorre aggiungere quella di Ciro. L’intero arco della puntata si svolge nel tentativo di comprendere la risposta a due quesiti: qual è il ruolo che gioca la nipote di Malammore, da che parte sta in realtà? È mai possibile che l’Immortale e Sangue Blu si consegnino spontaneamente al nemico? Solo nei minuti conclusivi dell’episodio si potrà risolvere l’enigma.

Gomorra La serie 3

Minuti conclusivi che vedono lo scambio programmato dividersi in due posti differenti nel quartiere partenopeo di San Giovanni a Teduccio: da una parte, in due macchine differenti, ci saranno Avitabile e i suoi sgherri insieme ad Azzurra, Pietro Jr. e Patrizia, diretti verso una baia abbandonata, dove c’è Gennaro in compagnia dei suoi uomini ad attenderli; dall’altra, in una fabbrica di ceramica, ci saranno Enzo e Ciro ad aspettare di essere presi in consegna dagli uomini di Arenella. Attimi di interminabile tensione vedono Patrizia “liberare” Azzurra ed il figlioletto verso la spiaggia dove Genny dovrà raggiungerli. Pochi istanti prima, però, l’ex amante di don Pietro aveva visto uno degli uomini di Avitabile nascosto ed armato, senza proferir parola: che abbia realmente tradito il figlio di colui che amava?

Non abbiamo nemmeno il tempo di concepire un’idea del genere che le scene si spostano verso la fabbrica di ceramica. I sicari di Arenella vi trovano Enzo, ma Ciro, stranamente, non c’è. La risposta è presto data, si tratta di un agguato. I compagni di Enzo, in netta superiorità numerica, fuoriescono all’improvviso ed intimano ai sicari di deporre le armi. Due di loro, al rifiuto di tradire il proprio boss, verranno freddati. Il terzo, salvando la pelle, segue il consiglio di Enzo e telefona a don Arenella; Ciro ed Enzo sono morti, è questo il messaggio.

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O’ Sciarmante avvisa seduta stante Avitabile, che a sua volta chiama Gennaro invitandolo ad andare a prendere moglie e figlio: è in quel momento che il cecchino avvistato da Patrizia dovrà colpire Gennaro. La ragazza, però, con un gesto d’istinto, gli spara alla testa. “Che Gennà, te credivi che m’ero vutata?” afferma impassibile dopo il suo primo omicidio. Patrizia è sempre rimasta fedele ai Savastano.

Ora c’è da terminare il lavoro: Arenella, e con lui Avitabile. Fuggito insieme all’auto di scorta subito dopo la consegna della figlia e del nipote, troverà la sua fine con un attentato architettato da Ciro, che, avendo posizionato una bomba sulla strada del ritorno, farà esplodere l’autovettura. O’ Sciarmante, invece, verrà imbrogliato dai suoi uomini rimasti in vita e crivellato di colpi dai ragazzi di Enzo.

Seppur entusiasmante, la puntata risulta essere la prima della stagione a contenere non poche incongruenze e uno svolgersi degli avvenimenti della trama che sembra quasi forzato ed illogico: non si era giunti ad un “cessate il fuoco” per volere dello Stregone, sul calare della nona puntata? Com’è concepibile che i confederati e i loro alleati credessero nella serena accettazione della condanna a morte da parte di Ciro e Enzo? Perché lo scambio doveva avvenire su due fronti differenti?

 

Gomorra La serie 3 – Episodio 12 (Finale)

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Se ci limitassimo a constatare con scrupolosità qualsiasi dettaglio non avremmo modo di godere della bellezza della scena iniziale della puntata conclusiva. Scianel, adirata per il tradimento di Patrizia, va a colloquio con i confederati, intimando di esser pronta a scatenare una guerra. Malgrado le parole della iena, dopo la dipartita di don Arenella le intenzioni si dirottano su tutt’altra direzione. Ci vuole un messaggio di pace per Gennaro, e a firmarlo sarà Patrizia stessa, sparando al ventre della donna che l’aveva presa sotto la sua ala protettiva, non prima di confessarle di esser stata lei l’artefice della morte del figlio, Lelluccio. Anche su Scianel cala il sipario.

Eppure, l’offerta di pace non soddisfa né GennyEnzo, entrambi intenzionati a far fuori i fratelli Capaccio e o’ Stregone per porre fine all’oligarchia dei boss di Napoli centro. Sarà l’azione mirata di Ciro a distoglierli da intenti guerrafondai. Al tavolo degli accordi, per volere dello Stregone, si raggiungerà quindi una nuova spartizione: Forcella sarà definitivamente assegnata ad Enzo, mentre le zone che appartenevano ad Arenella saranno equamente divise tra il clan Savastano e il clan Villa (quello di Sangue Blu, per l’appunto).

Gomorra La serie 3

Il nuovo compromesso parte preventivamente col piede sbagliato: in una scena precedente ad esso, infatti, assistiamo ad un colloquio segreto tra o’ Crezi e Valerio o’ Vucabolario, in cui entrambi mostrano insoddisfazione e rammarico per l’entrata nel sistema di un Savastano, una “scimmietella” di Secondigliano che in un futuro prossimo potrebbe ambire a conquistare tutta Napoli. Che stiano confabulando qualcosa?

Ebbene sì, e si intuisce in qualche scena successiva, in cui i nipoti di don Aniello bussano alla porta dello Stregone mentre lui stava dormendo.“Scusate l’orario, ma v’amma dicere nu fatto troppo grave” afferma o’ Diplomato. Alla domanda dell’anziano boss su cosa fosse accaduto, gli si avvicinerà o’ Crezi sussurrandogli “Hann acciso o’ Stregone a casa soja” per poi frantumargli la testa sul tavolo. Don Ruggero, colpevole di aver dato spazio nel “sistema” ad un estraneo di Scampia/Secondigliano, viene fatto fuori. Le tessere si stanno allineando.

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È tarda notte, ormai. Enzo ha organizzato un party in yatch al largo di Napoli per festeggiare l’accordo raggiunto. Ciro e Genny sono gli invitati principali, ma qualcosa non quadra affatto. O’ Vucabolario è assorto, diverso dal solito. Mentre lentamente si avvicinano armati tutti i suoi compagni, ci pensa Enzo ad informare Genny dei pensieri che gli vagano per la testa: “Isso magari pensa che co’ sta pace ce volivi fottere”. L’accusa è esplicita, ed è posta da Valerio stesso: Gennaro, alleatosi con lo Stregone, ha spinto per la pace per poter far fuori Sangue Blu e i fratelli Capaccio; poi gli sarebbe stato sin troppo facile uccidere don Ruggero e prendersi così l’intera Napoli.

Enzo non perde tempo e gli punta la pistola alla testa. È a quel punto che avviene la svolta imprevedibile: Ciro Di Marzio, un uomo che nella vita ha pensato solo ed esclusivamente a se stesso, arrivando a sacrificare la donna amata e la figlia per la propria scalata al potere, si immola per salvare Gennaro, assumendosi responsabilità che non gli appartengono.

“Enzo, non hai capito nulla. Sono stato io ad architettare ogni cosa. O’ Stregone doveva far fuori i fratelli Capaccio e io mi dovevo occupare di te. A Carmela tua l’ho uccisa io. Se non l’avessi fatto ti saresti fermato, io invece avevo bisogno che tu corressi”. Queste, pressappoco, sono le sue parole.

Gomorra La serie 3

Enzo consegna la pistola a Genny. Dovrà essere l’esecutore. In una scena a dir poco straziante, vediamo i due “nemici fraterni” scoppiare in lacrime abbracciati, prima che il grilletto venga premuto ed accada l’inevitabile. Ciro si trasforma in (anti) eroe, rimettendo i suoi peccati per mezzo del sacrificio estremo, facendo ironicamente avverare la profezia per cui “io non sono più l’Immortale” e ponendo la parola fine alla terza stagione e alla sua permanenza nella serie (?).

Una terza stagione meritevole con un finale più commovente delle altre.

Sperando soltanto non sia soltanto una trilogia.

PS: Forse sarò stato l’unico ad averlo notato (spero di no) ma l’ultima scena è una citazione sottintesa a Batman Returns, pellicola del 1992 con Tim Burton alla regia.

 

Francesco Forgione