Intervista a Maurizio Capone, a pochi giorni dall’uscita di “Case fracassate”

Intervista a 

Maurizio Capone

A pochi giorni dall’uscita del video “Case fracassate”

Perché hai scelto di ambientare il video a Scampia?

Semplicemente perché la canzone è nata pensando a Scampia, lho scritta molti anni fa, quando ancora doveva esplodere il fenomeno Gomorra. Mi sono immaginato su una piccola collina di fianco a Scampia da cui osservare il quartiere, le case, le attività delle persone, dei bambini. Credo di aver avuto una intuizione di quello che sarebbe diventata la vita di chi è schiacciato tra lincudine della malavita ed il martello della comunicazione, che effettivamente martella sempre sullo stesso argomento non dando mai spazio a chi lotta per la rinascita del quartiere, a chi fa cose bellissime, importantissime ed utilissime per Scampia ma anche per la città ed oltre.

Ci sono associazioni che sono esempio di civiltà, artisti, una realtà teatrale unica che è Arrevuoto che dà vita ad uno spettacolo con più di 200 ragazzi in scena, esperimenti di integrazione con i Rom come Chikù, realtà sociali come Gridas, Mammuth, il giardino di Melissa. Insomma a me sembra che la parte criminale sia molto meno interessante rispetto a queste altre attività, ma la perversione nazionale vuole a tutti i costi notizie crudeli e morti ammazzati, sadismo allo stato puro. Io voglio parlare della bellezza delle persone!

Maurizio Capone

Cosa rappresenta Scampia nellimmaginario comune? E nel tuo, invece?

Nellimmaginario c’è il ghetto, il degrado, la camorra, lo spaccio. È un quartiere mitico perché rappresenta linferno, il livello più basso dellumanità. Per me è diverso, io cammino in tutti i luoghi senza farmi influenzare dai pregiudizi, sono un uomo di strada nel vero senso della parola. Ho cominciato a frequentare Scampia quando negli anni 90 facevo un laboratorio nel carcere di Secondigliano, stavo con i detenuti diverse ore alla settimana, le guardie li chiamavano “i nostri dirimpettai” perché più o meno erano tutti della zona. Lì mi sono reso conto che le differenze sono poche, anche la fortuna conta, puoi nascere in un luogo tranquillo e puoi nascere in un luogo difficile, non lo scegli e questo non è ne un merito né un demerito.

Ho potuto constatare quanto sia difficile andare in controtendenza nel tuo ambiente dorigine, e quanto puoi essere emarginato se non segui certe regole. Ho incontrato persone intelligenti, colte e profonde, oltre ovviamente ai criminali. Però ho capito un cosa importante: tutti hanno sentimenti. I sentimenti sono il minimo comune denominatore degli esseri umani di qualsiasi tipo, e se sai utilizzarli puoi entrare in contatto intimo con quasi tutte le persone.

Perciò per me Scampia è un luogo dove la vita scorre con grande intensità, dove si percepisce una verità, cruda, dura ma reale, cosa che non accade nei quartieri bene, dove magari le coltellate ti arrivano lo stesso, ma col sorriso sulle labbra.

Maurizio Capone

Maurizio Capone

Nelle riprese ricordi un autorevole Morpheus che osserva un quartiere vittima di regole imposte da una intelligenza disumana, come avviene nel film Matrix. Quanta analogia trovi con il tuo pezzo?

Io e Demetrio Salvi, il regista del video, abbiamo voluto fondere due ispirazioni molto diverse. Lui ha pensato agli angeli de “Il cielo sopra Berlino” dandomi questo ruolo nei terribili momenti vissuti dalla protagonista, la bravissima Renata Malinconico, sul tetto del palazzo. Mentre io che sono molto più urban ho voluto giocare con la mia somiglianza a Morpheus. Mi piace anche sottolineare il contributo dei BungtBangt, che hanno avuto un ruolo anche come attori. In particolare Maestro Zannella che è il coprotagonista ed ha dimostrato grande intensità. Ovviamente questi due spunti ci sono venuti perché il brano e la storia del video ce lo permettevano. Laffinità con Matrix sta nel fatto che, secondo me, Scampia deve giocare un ruolo imposto dalla società, non è una scelta di chi ci vive ma qualcosa che proviene da molto più lontano.

La necessità da parte della società occidentale di avere luoghi degradati che giustifichino una serie di losche attività. Faccio un esempio più allargato: Napoli è molto comodo che resti un luogo di illegalità, dove si è potuto smaltire rifiuti tossici per pochi centesimi, così tutti gli industriali dalle facce perbene hanno potuto da un lato sversare e fare affari con la malavita, e dallaltro apparire puliti perché vivono in posti dove apparentemente è tutto in regola. Questo è il dualismo generato dallintelligenza disumana di cui tu parlavi! E la criminalità è solo uno degli strumenti nelle mani di questa intelligenza.

Maurizio Capone

La frase “brindare al funerale del mito criminale” è una visione nettamente in controtendenza col momento storico che stiamo vivendo. Cosa volevi intendere? Su cosa vuoi porre laccento?

Come ti ho detto, la mia non è una polemica verso Gomorra perché il brano lho scritto prima che si manifestasse questo fenomeno. Però, lidea di poter brindare al funerale della criminalità intesa come fenomeno sociale mi piace molto, ha anche una venatura punk che mi appartiene, un brindisi di gioia ad un funerale! Io sono per larmonia, tutta questa aggressività che trasuda dai canali di comunicazione, dai politici, dalla televisione mi nausea, è un grande segno di stupidità dal quale cerco di stare il più lontano possibile.

La violenza e la spietatezza sono veramente un fenomeno in crescita, si vuole focalizzare sempre lattenzione sulla criminalità organizzata, ma per chi come noi conosce bene questo fenomeno è facile leggerla in tanti altri comportamenti. Per esempio, come lo vogliamo chiamare il fatto che lEuropa abbia affidato alla Libia la gestione dei migranti? E che le responsabilità di accoglienza siano tutte riversate esclusivamente sui paesi di approdo? Per me si chiama camorra, mafia, ‘ndrangheta, sacra corona unita. C’è tanta falsità che veramente vorrei brindare al suo funerale!

Quindi, se noi meridionali riuscissimo a riconquistare la nostra libertà di pensiero sopprimendo la malavita, che è strumentale al potere dominante, diventeremmo numeri uno. Lo so che è pura utopia ma io posso sognare…faccio lartista!

Maurizio Capone

Si vedono dei reperti archeologici, nel cuore di Scampia, vuoi dirci cosa sono?

Nelle mie scorribande lungo i viali di Scampia ho sempre notato questo ammasso di pietre, ma poiché fanno da spartitraffico in un punto dove si va abbastanza veloci non avevo mai capito bene cosa fossero. Un giorno ho deciso di fermarmi ed ho scoperto che sono ruderi di una casa patrizia del ll secolo AC. Ovviamente questa cosa mi ha colpito moltissimo. Ma come, ho pensato, nel quartiere simbolo del degrado e della malavita si erge un antichissimo rudere di epoca romana che ha quasi letà di Gesù Cristo? Così ho immaginato questo dualismo tra case fracassate: da una parte le vele e dallaltra un cimelio storico. Ho deciso che avrei dovuto parlarne, sottolineare che a Scampia ci vivevano i patrizi romani, e che doveva essere un bel posto! Un altro piccolo tassello per stimolare una diversa visione di questo luogo.

Maurizio Capone

Maurizio Capone

È un video pregno di speranza e il messaggio viene fuori prepotente proprio sul finale: non tutto è come appare. Tu di questo concetto ne hai fatto una filosofia di vita, puoi illuminarci?

Si è vero, lo dico sempre, le cose possono essere molto diverse da quello che sembrano e sopratutto non è detto che chi nasce nella munnezza sia munnezza. Siamo troppo abituati a dare etichette, a sentirci meglio solo perché si è stati più fortunati alla nascita. A vedere gli altri, specialmente se poveri, come inferiori. Questo modo di pensare è una grande occasione persa per se stessi, perché si rimane chiusi nel proprio mondo, quando là fuori è tutto così interessante!

Faccio sempre degli esempi molto banali per far capire questo concetto, per esempio questa terribile abitudine di azionare i tergicristalli al semaforo quando si avvicina qualcuno per pulirli. Si può anche parlare con queste persone, e questo aprirebbe una finestra importante per entrambi. Mi piacerebbe molto se in un istante potessero invertirsi i ruoli e potessi vedere ad esempio Salvini in un centro di detenzione in Libia, o su un barcone. Non si superficializza sulle condizioni degli esseri umani. Trovo un calore ed una profondità nei fratelli neri che incontro agli angoli delle strade. Spesso mi ci fermo a parlare, non perché sono un buon samaritano ma proprio per curiosità di conoscere. Credo che su certe cose hanno tanto da insegnarci!

Maurizio Capone

C’è chi sostiene che la speranza a volte alimenta limmobilismo. Tu come la pensi?

Beh, dipende dal tipo di speranza. Se tu intendi quella religiosa, secondo la quale Dio ti premia quando sei morto…quella è veramente terribile e fatta a posta per fregarci. Io penso che la speranza serva ad avere degli obiettivi, cioè sperare di riuscire a far qualcosa. Sperare di poter brindare al funerale del mito criminale, per esempio, non significa mettersi lì in attesa che avvenga, ma significa agire in quella direzione. Il fatalismo tipico delle nostre parti è stato uno dei motivi di immobilismo che hanno generato la sottomissione. Però, una ampia parte della nostra società non lha mai pensata così ed infatti ne sono nate cose preziose.

C’è un suono che somiglia ad un fruscio che accompagna il brano. Poi la telecamera rivelerà essere prodotto da due tazze del caffè. Come lhai scoperto questo nuovo strumento?

Ehhh non me lo ricordo più…io sto sempre con le mani che fanno qualcosa, maneggio, percuoto, accarezzo, sfrego nella speranza (quella buona!) di trovare qualche nuova sonorità. Credo che questo suono sia nato da un primo esperimento con dei barattoli per conserve di vetro: sfregando luno contro laltro i fondi si produceva un suono potente e del tutto inaspettato. Così una volta devo aver pensato di provare anche con le tazzine del caffè, e devo dire che leffetto è ancora più sorprendente. Lunico difetto è che le tazzine col tempo si consumano ed il suono diminuisce. Ma di tazzine a Napoli e nel mondo ce ne sono a tonnellate!

Maurizio Capone

La musica crea connessioni e collaborazioni preziose. Com’è stato lavorare con Solis String Quartet e Gnut?

La Musica è una forza universale, noi che la maneggiamo sappiamo di essere in un flusso misterioso che sviluppa energie potenti. I musicisti sono tutti degli stregoni e quello che si crea stando insieme non è la somma dei singoli potenziali ma qualcosa di esponenziale. Checché se ne dica la musica non è matematica, perché se unisci due artisti non avrai uno più uno ma chi sa quale numero nettamente superiore. Case Fracassate ne è un esempio.

I Solis sono il quartetto darchi più originale e creativo della musica italiana, sono dei maestri che hanno suonato con tutti ed in tutto il mondo, oltretutto hanno la capacità di suonare in modo estremamente ritmico trasformandosi anche in percussionisti. Siamo amici da molto tempo e ci somigliamo dal punto di vista umano. In Mozzarella Nigga gli ospiti sono tutti stati scelti per le loro qualità artistiche ma anche pensando alle loro qualità umane, che devono essere simili alle nostre.

Claudio Gnut è uno dei più grandi cantautori italiani, ha un livello espressivo di grandissima intensità. Ogni suo contributo, anche il più piccolo è denso di emozione. Nel disco c’è in vari brani. Trovo che abbia un animo afro che ci rende molto vicini anche se diversi.

Maurizio Capone

Prossime tappe musicali?

Praticamente a pochissima distanza dalluscita del video esce il nostro film A Mozzarella Nigga. Lo presentiamo l8 dicembre al festival del cinema Laceno DOro ad Avellino. Si tratta di un docufilm che abbiamo girato tra il 2016 ed il 2017. Il regista Demetrio Salvi mi ha seguito in questo anno nelle varie avventure che colorano la mia vita tra concerti, laboratori, incontri con i ragazzi. C’è anche il concerto che abbiamo fatto il 9 dicembre 2016 allo Scugnizzo Liberato, che è la location principale del film.

Subito dopo vado a Cosenza per Musica contro le Mafie di cui sono testimonial.

Per capodanno si parla di un concerto dei Terroni Uniti a piazza Plebiscito, ma ancora non è ufficiale. Comunque se si farà sarò lì.

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Maura Messina