Manhunt: UNABOMBER, il bombarolo che ha terrorizzato un’intera nazione

Manhunt: UNABOMBER

Siamo negli U.S.A.. Nei diciassette anni che passano tra il 1978 e il 1995, un bombarolo ha terrorizzato l’intera nazione inviando pacchi esplosivi senza un preciso schema, causando più di 20 feriti e anche 3 decessi.

Già dai primi ordigni si cerca di delineare un profilo del killer, chiamato UNABOMBER, attraverso l’analisi dei resti degli ordigni ed eventuali collegamenti tra le vittime. L’appellativo sta per Un = università, A = aereoporti, luoghi che preferiva colpire e “bomber”. Dopo anni di duro lavoro si delineano diversi profili, tutti incoerenti fra loro, che portano a svariati buchi nell’acqua.

Per cercare di sbloccare la situazione viene incaricato l’agente dell’FBI James  Fitzgerald.  “Fitz“, con un metodo innovativo basato sulla linguistica forense, riesce  a delineare il vero profilo di UNABOMBER. Un fatto determinante che porterà, quindi, alla cattura del famigerato bombarolo.

UNABOMBER

UNABOMBER

Manhunt: UNABOMBER basato su fatti reali, fa conoscere al pubblico la vicenda di questo bombarolo, criminale “poco noto” ma tra i più accurati, acculturati e di forti principi della storia, ma anche della sua nemesi. Un agente dell’FBI basa la sua carriera sulla specializzazione nella linguistica forense. “Fitz” è stato uno dei primi a sostenere che gli scritti sono come le impronte digitali o il DNA e recano al loro interno molte più informazioni di quelle che vengono fuori dalla semplice lettura, per quanto attenta e approfondita del testo.

Nella serie tv, così nella realtà, l’agente Fitzgerald incontrò enormi difficoltà nel far accettare i suoi metodi enormemente innovativi e non supportati da nessun precedente –  ora all’ordine del giorno.

L’aspetto importante intorno a cui ruotano gli episodi è il costante dualismo che convive nei protagonisti. In principio si delinea una separazione netta tra bene da un lato e il male dall’altro. Man mano che si aggiungono tasselli, e il profilo di Ted Kaczynski si va delineando,  questa divisione tra poliziotto e criminale inizia a sfumare. Soprattutto con la pubblicazione del suo “Manifesto”, in cui esprime le sue idee per filo e per segno e spiegando il perché dei suoi attacchi,

Esce fuori l’insoddisfazione e l’impossibilità di essere compresi del tutto, anche a causa di una spiccata intelligenza e della disillusione nei confronti dell’evoluzione del Paese. Si percepisce così un’inquietante  approvazione dell’operato del bombarolo, per quanto terribile e ingiustificabile resti.

UNABOMBER

UNABOMBER

In Italia, più che in altri paesi, nostro malgrado, dovremmo sentire “vicina” la vicenda di UNABOMBER.  Su “ispirazione” delle vicende a stelle e strisce, negli anni dal 1990 al 2006, in Veneto e Friuli un bombarolo seriale ha agito collocando, in luoghi pubblici o aperti al pubblico, ordigni esplosivi che hanno procurato lesioni e menomazioni a chi vi si è imbattuto.

Da notare che la vicenda di UNABOMBER ha ispirato anche Palahniuk in Fight Club e le sorelle (ai tempi fratelli) Wachowski in Matrix.

Visione consigliatissima.

 

Giuseppe Caturano

Manhunt: UNABOMBER, il bombarolo che ha terrorizzato un’intera nazione ultima modifica: 2017-12-22T17:49:18+00:00 da Giuseppe Caturano