Made In Italy di Ligabue è una fotografia odierna del nostro Paese

Ligabue Made In Italy

Sono andata al cinema a  vedere “Made In Italy” e…

Ligabue Made In Italy

Devo ammettere che, musicalmente, Luciano Ligabue non ha mai incontrato il mio gusto, nonostante mia madre stia cercando di farmi cambiare idea da anni. Qualche anno fa ho visto in tv “Radiofreccia” e mi si è aperto un mondo che ignoravo altamente. Il film è un ritratto sincero e personale degli anni ’70. Per me, nata circa vent’anni dopo, è stata un’ottima occasione  per conoscere uno spaccato di realtà di cui non avevo mai sentito parlare.

Curiosa di vedere cosa avesse creato stavolta Ligabue sono andata al cinema a vedere “Made in Italy”. Prima di dirvi la mia, vi faccio un brevissimo riepilogo del plot – senza spoiler.

Ligabue Made In Italy

Al centro del film si colloca il personaggio di Riko (Stefano Accorsi), uomo di mezza età alle prese con la perdita delle certezze della vita, quali il lavoro e l’amore. Riko è un operaio ordinario – del salumificio in cui lavorava anche il padre – insoddisfatto della propria esistenza, e tutto ciò che  ha amato fino a ieri all’improvviso gli sta stretto. Al suo fianco c’è la splendida Sara (Kasia Smutniak), co-proprietaria con una sua amica di un centro di parrucchiere. È proprio Sara a subire gli effetti di questo periodo di crisi del marito. Sullo sfondo, un gruppo di amici condivide inconsciamente gli stessi dilemmi dei due personaggi principali.

In realtà, la vera protagonista del film è l’Italia, come suggerisce anche il titolo. In “Made in Italy” è rappresentata la nazione in cui viviamo, quella di cui dimentichiamo spesso i pregi ma ne ricordiamo perfettamente i difetti. Come afferma lo stesso Ligabue “siamo assuefatti dalla sua bellezza, ma in qualche modo siamo anche abituati al suo malfunzionamento”.

Gli occhi con cui la guardiamo sono quelli del regista. Il mezzo, invece, con cui ci viene raccontata è il concept album omonimo del musicista. La storia, infatti, è nata proprio dalle canzoni. L’idea del film è stato soltanto uno step successivo che ha trovato l’appoggio del produttore Domenico Procacci. La forza dei personaggi consiste nell’essere dei comunissimi messaggeri di speranza. Ciò che ha spinto Ligabue è stato proprio il desiderio di raccontare questa storia maturata in lui nel corso degli anni.

Ligabue Made In Italy

Ligabue Made In Italy

Il desiderio di raccontare questa storia dando agli italiani una speranza per il futuro che pensano di aver perduto. Non è una storia originale o unica, la sua peculiarità è la diversa e alternativa visione dei fatti. Non ci sono personaggi straordinari, sono prese qui in analisi la vita quotidiana e sentimentale di un gruppo di persone comuni, e Ligabue, per far ciò, si è ispirato a suoi stessi conoscenti. Il personaggio di Riko, infatti, siamo tutti noi, che non riusciamo più ad apprezzare la terra che ci ha generati. Siamo noi che non riusciamo a trovare una soluzione neppure ai problemi più semplici e ci sembra di aver perduto tutto.

Sono passati venti anni da “Radiofreccia” ed il cambio generazionale è fin troppo ovvio. È inevitabile, almeno per me, immaginare un percorso tra la pellicola del ’98 e questa. È un po’ come se Freccia (Stefano Accorsi) fosse cresciuto e diventato Riko, anche se purtroppo nell’ultimo caso ci siano meno monologhi. 

“Made in Italy” è una fotografia odierna del nostro Paese. Per capire cosa ne pensa chi l’ha scattata occorre andare al cinema dal 25 gennaio

Assunta Urbano

Made In Italy di Ligabue è una fotografia odierna del nostro Paese ultima modifica: 2018-01-24T13:34:24+00:00 da Assunta Urbano