Intervista ad Angelo Mascolo, autore de “La Primavera cade a Novembre”

#Leggitavillo

Maura Messina intervista

Angelo Mascolo

 autore del libro

La Primavera cade a Novembre

 

Hai massimo…

Un rigo per il titolo del libro

La primavera cade a novembre.

Due righi per rivelarci il nome del protagonista e qualche curiosità sul personaggio

Commissario di polizia Vito Annone. Quarantanni, sposato con Teresa Martone. Fuma sigarette Camel, non ama gli spazi chiusi (compreso il commissariato di corso Vittorio Emanuele).

Tre righi per presentarti

Mi chiamo Angelo Mascolo, ho 30 anni. A parte la scrittura, collaboro per il quotidiano «Il Mattino» di Napoli. Sono un archeologo. Da pochi mesi ho pubblicato un libro di ricerche dedicato allantico sito archeologico di Stabiae.

Quattro righi per le tue passioni

Amo tantissimo la lettura. Leggo qualsiasi cosa, dalla narrativa alla saggistica. Il mio scrittore preferito in assoluto è Pier Paolo Pasolini. Amo i viaggi, larcheologia classica e le escursioni. Sono in procinto, tra pochi mesi, di partire per il Cammino di Santiago de Compostela. Mi piacciono il mare, i puzzle e suonare la chitarra. Amo qualsiasi cosa sia legata alle parole.

Angelo Mascolo – La Primavera cade a Novembre

Cinque righi per dirci come nasce la tua passione per la scrittura

Scrivere per me è stato da sempre un bisogno primario, esistenziale. Dai tempi del liceo, quando ho iniziato a scarabocchiare versi sul diario scolastico. Un istinto che si è rafforzato nel tempo scrivendo altre poesie, poi racconti e infine storie romanzate. Scrivere, soprattutto oggi, ritengo sia una scialuppa di salvataggio, un modo per salvarsi o, come qualcuno ha detto, un tentativo per ritardare lesecuzione della morte in vita.

Sei righi per divertiti a pubblicizzare il volume rivolgendoti direttamente al pubblico

Perché caro lettore dovresti leggere il mio libro? In primo luogo per calarti in una storia. Una storia fatta di emozioni e contrasti. Insomma, uno specchio riflesso di quello che accade nella tua e nella mia vita tutti i giorni. In secondo luogo per farti conoscere la mia città, Castellammare di Stabia. Una città profonda, bella e dannata. Una città di mare dove il sale ha impastato gli amori e i destini di donne e uomini per generazioni. Lo stesso sale di cui io e te siamo fatti. Genti mediterranee avvinghiate indissolubilmente al mare e al suo carico di sogni e illusioni per il futuro.

Angelo Mascolo – La Primavera cade a Novembre

Sette righi per il messaggio che vorresti tramettere attraverso la tua opera


La primavera cade a novembre trasmette il bisogno di conoscere, a fondo, la storia dei rapporti umani di ognuno di noi. Come tentano di fare Vito e Teresa nella loro complicata relazione. Sullo sfondo, come dicevo prima, della Castellammare di Stabia, operaia e indolente, della fine degli anni 40. Una città che rappresenta una cartina di tornasole per la nostra storia recente. In particolare, gli anni dellimmediato dopoguerra sospesi tra le macerie di una guerra tremenda e un futuro che ci si affannava a costruire. Una sorta di limbo dove sapevamo ciò che eravamo stati (il Fascismo e la guerra) ma non avevamo ancora consapevolezza di ciò che saremmo potuti diventare.

Otto righi per svelare a quale personaggio ti senti più legato e perché

Indubbiamente questo personaggio è Teresa, la signora Annone. Anche perché scrivere del dramma personale di Teresa, della sua femminilità incompleta se non addirittura mutilata, mi è costata parecchia fatica e sofferenza. Raccontando la sua storia, infatti, ho provato a mettermi nei panni di tutte quelle donne, di ieri e di oggi, che non possono avere figli. Una prospettiva drammatica, resa ancora più ardua dal fatto di essere un uomo. E un uomo, per quanto possa essere sensibile e presente, non può comprendere il dolore del non essere madre. Un atto contro natura che non potrà mai trovare consolazione. Un altro personaggio a cui sono affezionato è Lustrino. Orfano, lazzarone, senza futuro. Emblema di tutti quei bambini ai quali la guerra ha portato via tutto.

Angelo Mascolo – La Primavera cade a Novembre

Nove righi da dedicare alla trama

Castellammare di Stabia 1947. Alla vigilia delle elezioni del 1948, la prima tornata elettorale democratica svoltasi in Italia dopo il ventennio fascista, il pugile Michele Strazzullo è trovato morto nel suo appartamento di via Regina Margherita, poco prima di sostenere un incontro. A condurre lindagine in una città dolente e stracciona, è il commissario Vito Annone, sconvolto dalla disperazione e dai silenzi della moglie Teresa che sente la colpa di non poter mai essere madre. Investigando sul conto della vittima verranno alla luce aspetti inquietanti della vita di Strazzullo: la borsa nera durante la guerra, laffiliazione allOnorata Società e un passato impossibile da cancellare. E mentre lindagine va avanti, Annone dovrà fare i conti con il fantasma di un figlio mai avuto e con il dolore di non essere padre.

Angelo Mascolo – La Primavera cade a Novembre

Dieci righi per citare uno stralcio della tua opera

Cenarono in silenzio, custoditi dal fragore del vento che batteva sulle finestre. Nella mente di Annone non smettevano di ronzare le parole del sacerdote che aveva celebrato il loro matrimonio. Amatevi nella buona e nella cattiva sorte. Gli sembravano tutte fesserie, in quel momento. Era lì, gomito a gomito con Teresa. La donna della sua vita. Lunica che aveva mai desiderato. Per lei era andato contro sua madre, la sua stessa famiglia. E non riusciva a parlare. Quel nodo alla gola non gli aveva impedito però di dare un nome al sentimento che strisciava nella sua anima. Si sentiva colpevole, Annone. Colpevole di non dare a Teresa lamore che meritava e di cui lei aveva un disperato bisogno. Colpevole di aver alzato tra loro un muro di bugie che si irrobustiva sempre di più. Colpevole perché Teresa si stava allontanando da lui. Colpevole, infine, perché aveva paura e non riusciva ad ammetterlo.

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Maura Messina

 

Intervista ad Angelo Mascolo, autore de “La Primavera cade a Novembre” ultima modifica: 2018-02-06T13:13:50+00:00 da Maura Messina